- L’Ente regionale di sviluppo agricolo
- La storia dell’archivio
- La dotazione dell’archivio
L'Ente regionale di sviluppo agricolo dell'Emilia-Romagna (Ersa) è istituito con Lr n. 19, del 13/5/1977, ispirata dalla legge nazionale n. 386, del 30/4/1976. Quest'ultima prevedeva infatti – contestualmente allo scioglimento degli enti di sviluppo agricolo interregionali – la possibilità, per le Regioni a statuto ordinario, di dare vita ad appositi enti regionali per lo sviluppo agricolo del territorio di competenza.
Con tale competenza, l'Ersa era stato preceduto dall'Ente per la colonizzazione del Delta padano; istituito con Dpr n. 69, del 7/2/1951, ai sensi della legge nazionale n. 841, del 21/10/1950, sulla riforma agraria.
Quest'ultimo ente si configurava come persona giuridica di diritto pubblico, sottoposto alle vigilanze del ministero dell'Agricoltura e delle Foreste, ed operava simultaneamente nelle province di Venezia, Rovigo, Ferrara e Ravenna (territori amministrativi tutti compresi nel vasto ambito geografico del delta del Po), con “funzioni relative all'espropriazione, bonifica, trasformazione ed assegnazione dei terreni ai contadini” (art. 1 del Dpr citato).
Successivamente, l'ente “di colonizzazione” – con legge n. 901, del 14/7/1965 – venne trasformato in ente “di sviluppo”, assumendo poi, con il DPR n. 257, del 14/1/1966, la denominazione di Ente Delta padano – Ente di sviluppo, e successivamente sciolto dalla citata legge 386/1976.
Con la nascita dell'Ersa le competenze del nuovo ente di sviluppo agricolo si restringono all'ambito regionale, anche se bisogna segnalare che l'archivio, depositato nel 1994 nella sede dell'Archivio storico della Regione Emilia-Romagna (As-Rer) di San Giorgio di Piano (Bologna), conserva ancora documentazione inerente alle province venete, comprese nei precedenti enti di colonizzazione/di sviluppo.
L'Ersa, con sede a Bologna, operava nel settore agricolo, per la programmazione, la promozione e lo sviluppo dell'agricoltura regionale, nel rispetto delle competenze attribuite a Comitati comprensoriali, Comunità montane, province e comuni. Svolgeva un complesso di funzioni assai articolato, risultato della sua evoluzione giuridico-amministrativa e della gestione delle attività dei precedenti enti: 1) attività legate alla bonifica e alla riforma agraria; 2) interventi fondiari; 3) sperimentazione agricola; 4) supporto finanziario e formativo-informativo; quindi una serie di servizi; 5) censimenti e analisi statistiche; 6) gestione di un osservatorio agro-industriale-alimentare; 7) un servizio meteorologico, di supporto alle diverse sperimentazioni produttive e commerciali concretamente attivate.
Con Lr n. 16, del 19/3/1992, l'ente viene posto in amministrazione straordinaria, poi definitivamente soppresso con Lr n. 18, del 1/4/1993, e le sue funzioni vengono tutte assunte direttamente dagli uffici di competenza dell'assessorato all'Agricoltura della Rer.
Il fondo si compone della documentazione prodotta dalla serie dei succitati Enti Delta padano – di colonizzazione, prima, e di sviluppo, poi – e, successivamente, dall'Ersa; con il ritrovamento, tuttavia, di documenti che risalgono al 1932 (periodo di grande attività bonificatoria del regime fascista nel territorio deltizio).
Sulla base di un ciclopico volume documentale (oltre 200 bancali), qui depositato sin dal 1994, i lavori di riordino ed inventariazione, da parte degli archivisti della cooperativa Crecs, sono iniziati a settembre del 2000, e, alla data odierna, lo stato del riordino è stato quasi integralmente completato.
Dopo una prima fase preliminare di studio della storia dei diversi Enti accorpati e di analisi degli elenchi di trasmissione del materiale, si è passati alla manipolazione documentale del materiale, partendo, esemplarmente, dalla documentazione relativa alla “Segreteria di Presidenza”, al fine di individuare un quadro esauriente della struttura amministrativa dell'Ente.
Nell'ambito di questa documentazione preliminare sono stati rinvenuti i rispettivi titolari dei tre enti succedutisi dal 1951 al 1993: una repertoriazione che, per quanto non sempre completa ed aggiornata, ha costituito una traccia indispensabile su cui ottimizzare il lavoro di riordino.
L'Ersa, e i due enti che l'hanno preceduto, era strutturato in appositi “Servizi”, ricoprenti mansioni diverse. Naturalmente l'assetto organizzativo dell'ente regionale –, nel corso degli anni, ma soprattutto in riferimento ai necessari assestamenti amministrativi accorsi rispetto l'incorporamento dei diversi enti precedenti –, ha subito innumerevoli trasformazioni, condizionando inevitabilmente la gestione della documentazione, in entrata e in uscita da ciascuno di tali Servizi.
In riferimento allo schema d'archivio Ersa del 1984, utilizzato come modello per l'intervento di riordino, è stata inventariata e documentata la documentazione dei seguenti Servizi:
- Servizio per lo sviluppo agricolo e della produzione;
- Servizio per le strutture cooperative e associative;
- Servizio per le gestioni speciali;
- Servizio per le rilevazioni, l'elaborazione dati e la documentazione;
- Servizio opere, impianti e catasto;
- Servizio amministrativo.
Solo su quest'ultimo organismo (si tratta indubbiamente del Servizio più corposo), sono state prodotto oltre 8000 schede informatizzate, su di un ammontare di ben oltre 15000 pezzi. È in via di ultimazione l'inventariazione del materiale relativo agli organi dirigenziali e ad alcuni centri periferici (occorre segnalare che quasi tutta la documentazione prodotta dal Servizio bonifiche , del precedente Ente per la colonizzazione del Delta padano, è ancora conservata a Ferrara, dove il Servizio aveva sede).
Oltre il materiale cartaceo, d'uso amministrativo, ricca è la documentazione di complemento, dell'attività progettuale e informativo-culturale, soprattutto degli enti precedenti all'Ersa.
1) Aggregato al fondo al succitato Servizio opere, è già stato inventariato e opportunamente predisposto il ricchissimo deposito cartografico dell'Ente. Quasi 10000 pezzi, tra progetti originali e copie eliografiche, comprendenti i progetti più strettamente tecnici (la rete idraulica; le canalizzazioni di bonifica), i progetti architettonici, di scala diversa, per la realizzazione, sia dei singoli poderi – che ritmano regolarmente il paesaggio delle “larghe” della bonifica – sia dei pochi ma esemplari “villaggi agricoli”, concretamente realizzati.
2) Veramente notevole – per quantità numerica e qualità informativa – la collezione cine-fotografica contenute nel fondo. Oltre 23000 negativi e 31000 stampe (in b/n e colori); 36000 diapositive; 183 pellicole (otto e superotto millimetri). Un patrimonio che, per la sua evoluta natura documentale, è stato immediatamente spostato presso l'Istituto per i beni culturali (Ibc) della stessa Regione. Qui specifiche competenze archivistiche, hanno prodotto una speciale archiviazione informatica di questo molteplice materiale visivo, che sarà inserito – in consultazione – nel sito della stessa Ibc.
3) Altrettanto importante e voluminosa la biblioteca dell'ente. Oltre 5000 volumi, d'interesse specialistico: tecnica idraulica e bonificatoria; tecnica ed economia agraria; un innovativo repertorio di sociologia agraria; a questo repertorio s'affianca un'ampia raccolta di editoria periodica, appositamente approntata per divulgare diffusamente quel modello imprenditoriale, ma soprattutto socio-culturale, della riforma agraria.
A tutt'oggi è stato prodotto, in una forma non ancora consultabile, un puntuale censimento bibliografico di tale patrimonio.