N. 6 - Maggio 2005

Indirizzo e-mail Password
Effettua la registrazione gratuita

ISSN 1720-190X





Daniela Calanca

Percorsi di storiografia digitale

1. Nell'attenersi a un'impostazione analitica in cui appare centrale la constatazione in base alla quale lo sviluppo informatico lascia da oggi “oggetti” digitali che costituiscono già le fonti storiche del presente per la futura storiografia, e contemporaneamente informatizza il lavoro storico odierno sul passato, le attuali tendenze di ricerca collocano i temi e i problemi di storiografia digitale in un quadro che sottende l'esigenza di valutare simultaneamente una molteplicità di elementi fondanti. E ciò a partire dalla stessa espressione storiografia digitale, e dalle diverse categorie concettuali che da essa si dipartono. Si consideri brevemente, a titolo esemplificativo, come la mancanza di un lessico univoco e uniformemente affermatosi nell'uso corrente per indicare fenomeni ed esperienze comuni, abbia condotto, e continui tuttora, ad utilizzare metafore per interpretare e rendere familiare l'assoluta novità della Rete. A riguardo, due in particolare sono state ampiamente impiegate: Biblioteca e Archivio . Tra queste, se si considerano i siti Web come strumento di comunicazione e di organizzazione per i soggetti produttori, la seconda si è mostrata nel corso del tempo la più adeguata. Va da sé come sia necessario ripensare, in sede epistemologica, alla luce del digitale , le categorie che compongono l'impianto stesso della ricerca storica. E dunque, va da sé come la medesima dimensione problematica costituisca il principale riferimento di ogni discorso relativo a “storiografia digitale”. In questa direzione, di fatto assume necessariamente un ruolo centrale una serie di quesiti basilari, quali per esempio: Che cosa cambia nell'era del digitale nel lavoro dello storico, nella costruzione e ricezione del testo storiografico? Che cosa cambia nella conservazione e disponibilità delle fonti? Che cosa cambia nella stessa natura delle fonti storiche? Quesiti all'interno dei quali può dirsi racchiusa una ricomprensione globale del fenomeno in atto, soprattutto laddove, avvertono gli studiosi del settore, criteri di ricerca, accessibilità alle fonti, argomentazione, comunicazione degli studi, comparazione e cumulabilità dei risultati, conservazione e organizzazione del sapere, assumono nuove forme, assolutamente inedite e con nuove potenzialità. In altri termini, è in atto una ridefinizione delle competenze e degli statuti storiografici stessi. E in ragione di questa ridefinizione, l'accento della riflessione si orienta sempre più verso le condizioni che determinano i principi e le forme della conoscenza storica digitale.
In particolare, nello scorcio di una simile prospettiva analitica emerge l'indicazione secondo la quale la connotazione della storiografia non consiste, e non consisterà, tanto nel suo essere più o meno digitale, quanto nella qualità delle proprie fonti e dei propri criteri di lavoro. Da questo punto di vista, i problemi sono ancora ad una fase di prima configurazione, con soluzioni solo in parte prevedibili. Del resto, a ben guardare, il lavoro dello storico, per esempio, si articola già da ora in diverse professioni tra loro interconnesse, quali quella del ricercatore, del documentarista, del tecnico della archiviazione elettronica, del tecnico delle interrogazioni, del selettore dei risultati, del responsabile di manutenzione e sviluppo di una banca dati, del critico di ricerche mirate parziali e del critico di ricerche correlate. Nel contempo, la crescente disponibilità di fonti rese disponibili dalle banche dati online concorre a potenziare la capacità critica di sintesi e di comparazione. Allo stesso modo, la critica delle fonti acquisisce nuove funzioni: l'indagine critica perviene, tra l'altro, a individuare i meccanismi materiali e le scelte culturali e funzionali che presiedono a tutto ciò che è costitutivo della fonte informatizzata. Inoltre, da un lato, lo sviluppo delle correlazioni tra database e strumenti per la ricerca, e dall'altro, lo sviluppo dell'organizzazione e della gestione dei dati, comporta una esposizione storiografica costituita da rinvii e collegamenti funzionali, e una prefigurazione di scritture storiografiche dotate intrinsecamente ed esplicitamente di molteplici livelli di lettura. Nondimeno, si può constatare come la nuova struttura della comunicazione informatica, che unisce dati e fonti con interpretazione e sintesi, accanto a programmi di interrogazione, giunga a caratterizzare il lavoro di comunicazione storiografica come una sorta di “piattaforma” di significati e fonti reticolari, basata su interrelazioni e selezioni continue.
 
2. Individuare, dunque, un unico percorso all'interno del rapporto tra il mestiere di storico e l'informatica e la telematica oggi si può dire, metaforicamente, che sia come orientarsi in un labirinto di linee e contorni, di figure caleidoscopiche. In tal ...
Attenzione
Questo articolo viene mostrato in forma parziale,
nonchè privo immagini e formattazioni.
Per poter leggere l'articolo completo è necessario effettuare il login
Indirizzo e-mail Password
Effettua la registrazione gratuita



Scarica il testo del saggio in formato PDF
(necessaria registrazione)
Fonti
Bibliografia, risorse on e off-line





Carattere grandeCarattere piccolo





 

Privacy - Norme Redazionali - Contatti: info@storiaefuturo.com
©2003-2010 Storia e Futuro - Una produzione Luxor srl