Saretta Marotta
Gli archivi dell’Azione cattolica italianaL’Istituto per la storia dell’Azione cattolica e del movimento cattolico in Italia “Paolo VI” ha preso il nome di papa Montini nel 1977, anno della fondazione dell’archivio e dell’80° compleanno del pontefice. Nato con il compito di conservare, raccogliere, ordinare e rendere disponibile per la ricerca storica tutto il materiale documentario relativo all’Azione cattolica italiana, nonché ad enti e personalità collegate ad essa o al movimento cattolico più in generale, l’archivio costituisce di fatto una preziosa risorsa testimoniale per ricostruire la storia del panorama cattolico italiano da una prospettiva per larga parte inedita, non coincidente con le posizioni ufficiali di curia ed episcopato, né con la storia politica della democrazia cristiana.
Strettamente legato all’Azione cattolica italiana, con la quale condivide i locali nella sede amministrativa – via Aurelia 481 in Roma –, al momento della sua costituzione l’Istituto ha ricevuto tutti i fondi archivistici storici della Presidenza generale e delle presidenze dei vari rami e movimenti dell’associazione prima dell’unificazione del 1969, mentre costituisce l’archivio di deposito per le carte dell’associazione odierna. Contestualmente all’archivio, è stata costituita anche la biblioteca, che ha ereditato il patrimonio bibliografico della Presidenza generale, oltre alla raccolta completa delle edizioni dei rami, movimenti e della casa editoriale associativa, l’Anonima Veritas Editrice (Ave). Unica nel suo genere in Italia è l’emeroteca, che raccoglie tutti i periodici della Presidenza e dei rami dell’Ac e gran parte della stampa periodica cattolica dalla fine dell’Ottocento in poi. Tale materiale documentario, tra patrimonio bibliografico e riviste, costituisce un prezioso strumento ausiliare alle ricerche in archivio, mentre importanza testimoniale hanno altri tipi di documenti, come manifesti, fotografie, tessere e distintive, in larga misura conservati negli archivi dell’Istituto. Degna di nota è la “cineteca” dell’associazione, che raccoglie le pellicole prodotte dall’ente per la propaganda proprio della Giac, il ramo giovanile maschile dell’Azione cattolica.
Dal 1992 l’Istituto è stato dichiarato di notevole interesse storico dalla Soprintendenza archivistica per il Lazio e partecipa al progetto di memoria in rete “Archivi del ‘900”.
I fondi contenuti
Occorre innanzitutto distinguere nella storia dell’associazione lo spartiacque del 1969, anno dell’applicazione della riforma statutaria fortemente voluta da Vittorio Bachelet, allora presidente generale. Fino ad allora l’Azione cattolica si costituiva in realtà come una rete di associazioni molto indipendenti tra loro, anche se affiliate dalla comune origine. Ognuno dei quattro rami costitutivi dell’Ac (quello giovanile maschile, quello giovanile femminile, quello degli adulti uomini e quello delle donne) aveva una propria presidenza e propri organi consiliari e direttivi, nonché proprie sedi amministrative e propria produzione editoriale e di riviste. I fondi archivistici di ciascuno dei rami differiscono quindi tra loro per struttura e storia, essendo stati custoditi e catalogati separatamente per lungo. Elemento di raccordo tra i rami e la costellazione di movimenti (laureati, maestri, studenti, universitari, rurali) ed enti della famiglia associativa dell’Ac era la presidenza generale, con le periodiche riunioni quindicinali di tutti i presidenti nazionali e la convocazione bimestrale della Giunta centrale, organo collegiale elettivo in cui era rappresentata tutta l’associazione secondo la provenienza geografica e di ramo o movimento. Di tali assisi sono conservati i registri verbali.
Dopo il 1969 l’associazione si è unificata, con una sola sede legale e amministrativa ed un solo organo consiliare e di presidenza. Al posto dei rami sorgono i settori, differenti per fascia d’età (giovani e adulti), ma non più differenziati per sesso. La cura dei fanciulli è invece sottratta all’attenzione specifica che fino ad allora avevano avuto per loro le donne dell’AC e viene organizzata in articolazione, l’Azione cattolica dei ragazzi, appunto (Acr). Fuci, Meic (ex movimento laureati) e Mieac (ex movimento maestri) diventano movimenti “esterni”, mentre movimento studenti e movimento lavoratori si costituiscono in segretariati per partecipare a livello “interno” alla vita dell’associazione.
I fondi archivistici di questo secondo periodo sono in progressiva fase di inventariazione e sistemazione, anche attraverso nuove strutture per la conservazione della documentazione e nuove attrezzature elettroniche per l’inventariazione, e sono consultabili ad eccezione del materiale prodotto nell’ultimo decennio.
Archivio della Gioventù Italiana di Azione Cattolica (Giac). È il fondo più consistente, in quanto ha ereditato il fondo della Società della Gioventù Cattolica e poi della Società della Gioventù Cattolica Italiana, ovvero il primo nucleo dell’associazione, fondata nel 1868 dai conti Fani e Acquaderni. Il primo nocciolo del fondo si è poi ampliato per trasformarsi, col progressivo svilupparsi dalle altre sezioni, femminili e di adulti, dell’associazione, nella raccolta archivistica del ramo maschile giovanile. Il materiale, che va dagli anni della fondazione all’unificazione (1868-1969) è raccolto in circa 1800 buste e suddiviso in serie in base ad argomenti ed organi produttori. Troveremo così la serie delle “Attività generali”, gli atti della Presidenza e del Consiglio superiore, i rapporti della Presidenza e degli Uffici centrali (Assistenti, Aspiranti, Juniores, Lavoratori, Rurali, Studenti, Seniores, Fasci, Csi, Ctg, ecc.), dati statistici del tesseramento, ciclostilati e circolari, rapporti con le diocesi e le regioni, e infine un’ampia sezione di manifesti e documentazione fotografica.
Archivio della Gioventù Femminile (Gf). Si tratta del ramo giovanile femminile dell’associazione. Il fondo Gf è più limitato, anche a causa dei danni prodotti dalla seconda guerra mondiale a Milano, dove era la sede dell’associazione. Rimane il fondo della Presidenza, che copre il periodo dal 1922 al 1970, con una consistenza di 428 buste, album fotografici e alcune scatole con materiale ancora da ordinare e inventariare. È comunque possibile ricostruire la storia della Gf, dalla fondazione, avvenuta nel 1918, all’unificazione, anche grazie ai fondi degli assistenti centrali mons. Alfredo Cavagna e mons. Carlo Cavalla (rispettivamente per gli anni 1922/58 e 1958/70). Il fondo di mons. Cavagna comprende 288 buste e quello di mons. Cavalla 44. Assente invece l’archivio della fondatrice, Armida Barelli, andato distrutto sotto i bombardamenti. Gli inventari sono provvisori e le buste non sono aggregate in serie.
Archivio dell’Unione Donne (Udaci). Il ramo femminile degli adulti consta in tutti di 300 buste, 20 raccoglitori di foto e 6 cartoni di materiale da ordinare e inventariare. Il fondo conserva l’originario ordinamento archivistico, non troppo analitico, per la verità, ma che consente una facile consultazione grazie alla suddivisione in serie per attività, verbali, tesseramenti e statistiche, ecc.. In base a questi documenti la storia dell’unione, fondata nel 1908, appare difficile da ricostruire, soprattutto per il primo periodo, di cui si conservano scarsi materiali in questo fondo. È però possibile integrare le fonti con le carte che si trovano nei fondi della Presidenza generale. Il fondo della carte private della fondatrice, Cristina Giustiniani Bandini, è conservato invece presso l’archivio generale dei domenicani a Santa Sabina, in Roma.
Archivio dell’Unione Uomini (Uu) Fondo probabilmente danneggiato dalla distruzione delle sedi nel periodo fascista, il materiale in esso contenuto riguarda perlopiù il periodo che va dal secondo dopoguerra all’unificazione dei rami. 147 buste che conservano l’ordinamento originario, che però manca di una propria struttura logica, eccetto la serie di corrispondenza delle diocesi (1965/70) e quella dei convegni di assistenti e presidenti diocesani (1948/70). Anche per questo fondo, una sezione è costituita da materiale non inventariato (4 cartoni), fra il quale si trovano una raccolta di circolari (rilegate in volumi per il periodo 1950/66), 22 volumi di domande di aggregazione all’unione ordinate in ordine cronologico e 18 buste di fotografie.
Archivio del Movimento Maestri. Dopo l’unificazione del 1969, il movimento maestri ha assunto il nome di Mieac, Movimento di impegno educativo di Azione cattolica. Il fondo comunque raccoglie tutta la documentazione dell’attività del movimento prima dell’unificazione, a partire dagli anni 30. Unica eccezione una sola busta della Associazione magistrale Nicolò Tommaseo, la cui attività è quivi documentata dal 1916 al 1922. Il resto del fondo è costituito da 152 buste, 16 raccoglitori con documenti divisi per regione per il periodo degli anni sessanta e 8 cartoni con materiale ancora da ordinare.
Archivio FUCI. Il fondo della Federazione universitaria cattolica italiana è l’unico che non pone termine alla raccolta dei documenti con la data dell’unificazione, ma è in continuo accrescimento, grazie al materiale prodotto e consegnato periodicamente all’archivio dalla federazione che continua attualmente la propria attività. Al momento il fondo conta oltre 600 buste e vario materiale non condizionato. Non esiste un inventario. La documentazione della Federazione comincia nel 1925 con la presidenza Righetti, mentre assistente ecclesiastico è Montini. Per il periodo precedente 1922/24 si hanno solo pochi documenti riguardanti l’inquadramento delle universitarie nell’Ufci.
Archivio Laureati Movimento fondato nel 1932, oggi la denominazione attuale è Meic, ovvero Movimento ecclesiale di impegno culturale. 246 buste e un certo numero di cartoni di materiale non inventariato permettono di ricostruirne la storia anche se, come per la Fuci, non esiste ancora uno strumento di inventario
Archivio dell’Unione Popolare, dell’Unione economico-sociale e della Lega Democratica Nazionale Si tratta di poche buste, 78 in tutto, che tra l’altro raccolgono materiale miscellaneo di varie provenienze. Presenti anche documenti sull’Unione donne dal 1908 al 1922, sull’Ufci (1919/31), la Gioventù femminile (1919/22), la Fuci (1915/31), l’Associazione magistrale Nicolò Tommaseo, la Giunta centrale dell’Ac (1922/31). Importanti le carte di Natale Francesco Fava, per la storia della Lega democratica nazionale. Disponibile l’indice analitico e l’indice delle serie.
Archivio della Presidenza Generale. Tra i più interessanti di tutto l’archivio, il fondo della Presidenza generale, comprendente più di 1500 buste, costituisce una risorsa storica di notevole importanza per la storia del movimento cattolico e per la storia della stessa nazione italiana, viste appunto dalla prospettiva di un’associazione che, lo ricordiamo, nel secondo dopoguerra raggiunse i 3 milioni e mezzo di iscritti, costituendo una vera forza di mobilitazione per il laicato cattolico italiano (nonché per il voto elettorale). Si segnalano soprattutto i verbali delle giunte centrali e delle presidenze, durante le cui adunanze accadeva spesso che temi più prettamente ecclesiali e pastorali lasciassero spazio a preoccupazioni ed ad un vero e proprio impegno di militanza politica. Il fondo è diviso in 17 serie, secondo la periodizzazione dei vari mandati di presidenza (Colombo, Ciriaci, Vignoli, Veronese, Gedda, Maltarello, Bachelet), compreso quello di sospensione della presidenza laica negli anni del regime fascista.
Le serie: I. Rapporti tra la Presidenza generale e i rami e i movimenti di Ac (1922/65), 26 buste; II. Presidenza Luigi Colombo (1922/29), 7 buste; III. Presidenza Augusto Ciriaci (1929/36), 17 buste; IV. Presidenza Lamberto Vignoli (1936/39), 16 buste; V. Direzione generale (periodo di sospensione della presidenza laica (1939/46), 17 buste; VI. Presidenza Vittorino Veronese (1946/52), 90 buste; VII. Presidenza Luigi Gedda (1952/59), 145 buste; VIII. Presidenza Agostino Maltarello (1959/64), 57 buste; IX. Presidenza Vittorio Bachelet (1964/73), 185 buste; X. Corrispondenza con le diocesi (1916/72), 142 buste; XI. Ufficio cattolico dell’educazione e Istituto cattolico dell’educazione (1944/69), 65 buste; XII. Segretariato per la moralità (1937/70), 101 buste; XIII. Istituto cattolico di attività sociali Icas (1933/69), 115 buste; XIV. Centro cattolico stampa (1950/70), 51 buste; XV. Ente dello spettacolo (1932/63), 8 buste; XVI. Settimane sociali (1925/66), 53 buste; XVII. Enti vari (1932/65), 25 buste. Due ultime sezioni raccolgono i manifesti e le fotografie. Gli inventari di questi fondi sono tutti sommari e provvisori. Scarso o del tutto assente l’ordine all’interno delle serie.
Archivio dell’Unificazione. Dopo la riforma dello statuto del 1969, tutto il materiale documentario proveniente dalla Presidenza nazionale è confluito e continua a confluire in questo fondo aperto, suddiviso nelle serie della Segreteria generale, Ufficio rapporti con le diocesi, e settori (Adulti, Giovani, Acr) e movimenti. Al momento consta già di oltre 1000 buste e cartoni con altro materiale da condizionare.
L’Istituto ha tra le sue finalità anche l’individuazione e l’acquisizione di fondi archivistici di istituzioni o persone in qualsiasi modo legate all’Azione cattolica e più in generale al movimento cattolico italiano. Ha così potuto arricchirsi negli ultimi anni di alcuni importanti nuclei documentari, conservati nella sezione dei fondi personali, tra i quali quello di Piercostante Righini, quello di Augusto Rovigatti, Alfredo Cavagna, Luigi Pelloux, Agostino Ferrari-Toniolo, don Antonio Zama. Acquisiti in gran parte solo recentemente, molti di questi fondi sono ancora in fase di catalogazione. Ne segnaliamo comunque due di notevole interesse storico:
Archivio don Guano. Vescovo di Livorno, assistente della Fuci dal 1926 al 1955 e dei Laureati dal 1943 al 1970, mons. Emilio Guano ha lasciato le proprie carte a don Giulio Tavallini che le ha riversate all’istituto. Il fondo è quasi completamente ordinato e inventariato.
Archivio Luigi Gedda. Dopo la morte del medico torinese, avvenuta nel 2000, nel 2002 l’archivio Paolo VI è finalmente venuto in possesso delle carte dell’ex presidente, ancora in fase di catalogazione e in attesa di apertura alla consultazione del pubblico. Il fondo raccoglierebbe due serie di documenti. Innanzitutto le carte riservate di Gedda riferenti alla sua attività associativa come presidente della Giac, poi dell’Unione uomini, poi vicepresidente generale dell’Ac e infine presidente generale dopo Vittorino Veronese, carte non finite nell’archivio della Presidenza generale per volontà del presidente o perché si trattava di propri appunti e lettere personali. Un’altra serie di documenti sarebbe costituita dalle carte riguardanti l’attività nei Comitati Civici, differenti dai documenti conservati presso la Fondazione Colombo, che custodisce l’archivio dei comitati civici, in quanto si riferiscono all’attività del comitato nazionale e più specificatamente del suo presidente. Probabilmente si tratta di carte e lettere che Gedda sottrasse, in copia o in originale, per propria consultazione personale e che poi rimasero nel suo archivio personale.
L’istituto “Paolo VI”, oltre all’attività di conservazione e promozione dell’Archivio, si propone anche come luogo di studio della storia dei laici cattolici in Italia in particolare promuovendo la ricerca nelle associazioni diocesane e nei loro archivi. Oltre all’attività seminariale e convegnistica, contribuisce al dibattito scientifico attraverso le sue collane editoriali, di pubblicazione di studi e ricerche. Particolarmente importante il supporto offerto a ricercatori e studenti per tesi di laurea sul movimento cattolico. Presieduto dal presidente nazionale dell’Azione cattolica Italiana, l’Istituto “Paolo VI” è costituito da un Comitato direttivo composto dei membri della Presidenza nazionale che provvede a nominare il direttore dell’Istituto, al momento Paolo Trionfini dell’Università di Parma, ed il Consiglio scientifico, il cui presidente attuale è Alberto Monticone. Al Consiglio scientifico si affianca il Comitato esecutivo che ha il compito di attuare e rendere esecutivi i progetti di studio e ricerca elaborati.
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