N. 14 - Maggio 2007

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ISSN 1720-190X





Maurizio Degl'Innocenti

Giuseppe Garibaldi tra storia e mito
Discorso di inaugurazione della mostra

Firenze, 24 maggio 2007
Signor Presidente, Autorità, Signore e signori
Il progetto Giuseppe Garibaldi tra storia e mito, progettato e curato dalla fondazione di studi storici “Filippo Turati” e dalla fondazione “Spadolini-Nuova antologia”, sotto l'alto patronato del presidente della Repubblica, costituisce senz'altro uno dei momenti più significativi delle iniziative promosse nel bicentenario della nascita di Garibaldi, innanzitutto per il patrocinio e il contributo del Comitato nazionale a ciò preposto e della regione Toscana, poi per la sede, infine per la significativa partecipazione e collaborazione di enti pubblici, di poli museali, di comuni – ovviamente in modo tutto particolare quello di Firenze –, di biblioteche, di associazioni, di privati. Ragioni di spazio e di tempo ci hanno impedito di accogliere tutte le offerte pervenuteci, da tutta Italia. Ma tutte le abbiamo accolte idealmente.
Interpretiamo tale partecipazione come il segno di una comunità che, intorno ad uno dei suoi figli prediletti o, se si preferisce, ad uno dei suoi simboli identitari, riflette su se stessa; di una comunità che si ritrova.
In un momento non facile della vita nazionale, valutiamo ciò positivamente, tanto più che sappiamo essere proposito delle istituzioni dello Stato, a diverso livello, promuovere e coordinare iniziative sulla storia nazionale e repubblicana in particolare, che culmineranno nel 2011 in occasione del centocinquantesimo anniversario dell'Unità.
Abbiamo la presunzione di ritenere che la presenza oggi del capo dello Stato, che ringrazio per conto di tutti gli enti sopra citati, sia di apprezzamento e di incoraggiamento.
Il progetto Giuseppe Garibaldi tra storia e mito si articola in tre momenti: l'esposizione, nelle sale della Meridiana, nello scenario prestigioso di palazzo Pitti; l'audiovisivo, prodotto dalla Mediateca regionale della Toscana; il volume, per i tipi Lacaita, curato da me e dall'amico Cosimo Ceccuti.
 
L'esposizione, resa possibile dalla collaborazione della Sovrintendenza speciale del polo museale fiorentino, presenta opere di grande rilievo artistico, provenienti dalla pinacoteca di Brera e dal museo del Risorgimento di Milano oltre che dalle collezioni di palazzo Pitti, e una raccolta particolarmente significativa della collezione della fondazione Spadolini, nonché cimeli e “pezzi” provenienti da comuni, enti pubblici, associazioni garibaldine e privati. In tutto sono circa 200 pezzi, sapientemente disposti in sei sale dall'architetto Linari. Oltre ad opere di grande pregio artistico – come quelle di Bouvier, De Angelis e Induno – insieme ad altre appartenenti alla più classica iconografia risorgimentale, come il quadro di Legat sulla battaglia di Calatafimi, commentata nell'audiovisivo da Franco Della Peruta, si potranno ammirare cimeli storicamente rilevanti, come lo scialle di Anita –proveniente da Modigliana – o la camicia rossa indossata da Garibaldi – di proprietà del museo del Risorgimento di Milano – e tutta una produzione dal “basso” a testimonianza di un mito – quello dell'Eroe dei Due mondi – di gran lunga il più popolare nel corso dell'800, ma perdurante ancora nel '900, fino ai nostri giorni, nell'immaginario collettivo e non ultimo in una traduzione più colta e politicamente orientata. Un fatto – questo – già di per sé significativo, e forse unico.
L'audiovisivo, nella regia di Elisa Favilli, a cui si potrà assistere in una sala contigua, segue un percorso ordinato cronologicamente, che aiuta il visitatore a ripercorrere la vicenda storica, fissata tuttavia in alcuni episodi significanti, come l'impresa dei Mille. Vi si coglie la natura “avventurosa” della vita di Garibaldi, segnata da fatti d'arme, così come vi si mette in rilievo il garibaldinismo come espressione generazionale e protagonismo collettivo. Nel racconto trova così collocazione centrale la rappresentazione del grande quadro di Guttuso su Garibaldi al ponte dell'Ammiraglia del 1952, posseduto dalla Galleria degli Uffizi, che per le dimensioni non è stato possibile trasportare nella mostra della Meridiana, ma di cui costituisce l'ideale prosecuzione. L'interesse dell'audiovisivo è dato anche dai materiali originali concessi dall'Istituto Luce, relativi alle celebrazioni del 1932, nella fattispecie all'insegna della ufficialità e del progetto di inquadramento fascista –per usare la terminologia del tempo – della comunità nazionale; e, di contro, alla rappresentazione data dal corpo dei volontari per la libertà nella lotta contro il fascismo e il nazismo.
Il volume, ricco di 240 illustrazioni, si avvale della collaborazione di eminenti studiosi, di consolidata fama e di nuova leva, che hanno firmato importanti voci. Riteniamo che ...
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Autore Degl'Innocenti Maurizio
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