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Maurizio Degl`Innocenti L'?ora dei socialisti? e la lezione di Budapest
Gli eventi della destalinizzazione e dei fatti d'Ungheria 1 avvennero in una fase di riflessione e di rilancio del socialismo europeo, nella linea tracciata dalla Dichiarazione di Francoforte del 1951
ma anche come risposta alla crescita del ?terzo mondo?, di cui la Conferenza socialista asiatica a Bombay dal 1 al 10 novembre 1956 fu puntuale testimonianza.
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Stefano Santoro Relazioni italo-rumene fra le due guerre mondiali:
i documenti di Bucarest
I principali nodi relativi ai rapporti instauratisi fra Italia e Romania nel periodo interbellico, attraverso l'analisi delle fonti d'archivio rumene, depositate sia presso gli Archivi nazionali, sia presso gli Archivi del ministero degli Esteri di Bucarest. Indagine su come la diplomazia rumena guardò all'Italia durante il fascismo
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Antonia Liguori Archivi del Novecento
Una rete di 55 istituti per valorizzare la memoria
Una lettura degli archivi in senso orizzontale, con la possibilità di creare metacollezioni di consultazione e di lavoro per superare la frantumazione e la dispersione della documentazione sulla storia del Novecento ...
3 videointerviste
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John McNeill La storia mondiale dell?ambiente dal 1900
La storia mondiale dell'ambiente dal 1900, lezione magistrale tenuta da John McNeill, a Bologna il 21
settembre 2006 nell'ambito della manifestazione ?STORIA E AMBIENTE?. John R. McNeill, della Georgetown University di Washington D.C. è uno dei massimi esperti al mondo di storia dell'ambiente
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SeF Redazione Gaetano Salvemini e la storia d'Italia
Il 29 settembre, a Firenze, nel Salone dei Dugento in Palazzo Vecchio si è svolto il Convegno Nazionale di Studi Gaetano Salvemini e le autonomie locali .
Presentiamo in video l'intervento introduttivo di Valerio Castronovo e la relazione di Massimo L. Salvadori (Università di Torino).
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Actes du colloque international de la Maison de l’Europe Contemporaine (Université Paris Ouest Nanterre La Défense) Florence, 25-26 juin 2007
Sous la direction de Francis Démier et Elena Musiani
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L’Europa così come è stata costruita dopo la Seconda guerra mondiale, è stata progettata per la democrazia e per garantire la pace tra le nazioni, ma ha anche voluto aggiungere alla democrazia politica una democrazia sociale in grado di respingere i caratteri negativi del capitalismo.
Il convegno alla base di questa pubblicazione ha avuto come scopo quello di riflettere sulle trasformazioni imposte all’Europa dalle politiche anti-inflazionistiche degli anni Ottannta e, più tardi, dai vincoli della globalizzazione dei mercati. Al termine di questo processo, il modello difeso dai padri fondatori si è profondamente evoluto. La prima fase di integrazione europea è stata definita dall’ambizione di raggiungere un livello elevato di protezione sociale, dallo sviluppo dell’occupazione, dalla rinnovata forza dei sindacati e di partiti politici in grado di dare credibilità ai meccanismi dell’alternanza delle maggiornaze politiche. In un quarto di secolo quel “modello europeo” – ora esteso a 27 – ha cambiato volto: la mobilità dei lavoratori e la flessibilità, la deregolamentazione dei mercati, una maggiore disparità di reddito, un’attenzione privilegiata agli azionisti nella distribuzione della plusvalenza, l’indebitamento degli Stati. Questa metamorfosi dell’Europa, unita al fatto che da continente di emigrazione essa è oggi divenuta una zona di forte immigrazione, ha risvegliato vecchie rivendicazioni nazionali, ma anche regionali e reso più incerta la sua stessa identità. In questo rinnovato quadro europeo si è poi progressivamente manifestato un deficit democratico, illustrato dalla disarmonia dei meccanismi di decisione tra livello nazionale ed europeo, ma anche dall’indebolimento di quei partiti politici capaci di dare risposta alle rivendicazioni dei popoli europei.
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