Dario Petrosino
- Raffaella Baccolini (a cura di)
Le prospettive di genere: discipline, soglie, confini
Bologna, Bononia University Press, 2005
- Lorenzo Benadusi
Il nemico dell'uomo nuovo
L'omosessualità nell'esperimento totalitario fascista
Milano, Feltrinelli, 2005 Da qualche tempo si avverte da più parti, nelle università italiane, l'esigenza di affrontare le tematiche storiche attraverso la lente di un approccio che privilegi nella lettura le dinamiche derivanti dai rapporti tra uomini e donne, visti non solo nella loro differenza biologica, ma anche e soprattutto per il portato sociale e culturale che la definizione della loro identità produce.
In realtà questa chiave di lettura, per quanto spesso inedita in Italia, è invece largamente applicata all'estero, specie nei paesi anglosassoni, e ha prodotto, ormai da un trentennio a questa parte, una vasta letteratura scientifica.
È in quest'ottica che si inserisce la pubblicazione del manuale Le prospettive di genere, a cura di Raffaella Baccolini. Il testo è frutto dell'esperienza maturata dall'autrice nelle università italiane ed europee in anni di seminari, collaborazioni a ricerche ed esperienze didattiche sulle prospettive di genere; e la sua nascita si deve alla constatazione che non esisteva ancora in lingua italiana un testo, destinato agli studenti, che desse conto non solo della interdisciplinarietà, ma anche della multidisciplinarietà degli studi di genere. Infatti questi studi non solo riescono ad essere parte di tutte le discipline, ma sono in grado anche di unirle tra loro nel loro processo di analisi. La definizione tradizionale delle discipline viene così ad essere messa in discussione e finisce per ampliare i suoi confini per quanto riguarda la metodologia, le tematiche e le domande che la ricerca pone. Per meglio dimostrare come questo avvenga, il libro si divide in due parti: nella prima viene presentata una rassegna quanto più possibile rappresentativa dell'influenza degli studi di genere nella varie discipline, passando per la critica letteraria, la biologia, la storia, la giurisprudenza, il cinema, gli studi sulla traduzione e la mediazione linguistica e culturale, l'economia, l'antropologia, la linguistica, la pubblicità, la psicoanalisi, e gli studi sulla mascolinità. Nella seconda parte si rappresentano quindi sei esempi di come le prospettive di genere siano state applicate a diversi campi di ricerca, come la questione dell'identità, della soggettività e dell'alterità nell'era della globalizzazione e della critica post-coloniale, o come il tema della violenza di genere nelle guerre, il problema della globalizzazione e della migrazione, la natura comparatista degli studi delle donne e la presenza femminile nella cultura popolare.
Anche il recente lavoro di Lorenzo Benadusi, Il nemico dell'uomo nuovo. L'omosessualità nell'esperimento totalitario fascista , si inserisce nel filone degli studi di genere. Anch'egli parte da un approccio tradizionale, percorrendo la strada aperta dalle ultime opere di George Mosse. Analizzando la definizione di ?uomo nuovo?, Benadusi rileva come il fascismo ponga un preciso indirizzo per la definizione dei modelli di mascolinità nella formazione di un regime totalitario. Se il progetto totalitario, secondo l'autore, fallisce, esso non mancherà comunque di lasciare in eredità all'Italia repubblicana quell'atteggiamento repressivo, che l'aveva tanto contraddistinto, nei confronti dell'omosessualità.
Sebbene Emilio Gentile esprima nella prefazione delle riserve di carattere metodologico, quest'opera ha comunque il merito di raccogliere per la prima volta una ventennale produzione saggistica sull'argomento, integrandola con un interessantissimo materiale inedito. Inoltre, per usare le parole dello stesso Gentile, ?l'importanza del libro va al di là del suo tema specifico?: infatti ?il problema dell'omosessualità era soltanto un aspetto particolare della politica eugenica, natalista e razzista del fascismo?. Con questa sua opera, pertanto, Benadusi ?arreca un contributo di notevole interesse alla conoscenza dei caratteri peculiari dell'esperimento totalitario fascista [?] e del suo concreto operare, anche nella vita comune?; e, aggiungiamo noi, pone le premesse per un definitivo riconoscimento della dignità accademica delle ricerche sull'omosessualità, aprendo la porta a nuovi e proficui studi.