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Cristina Capineri
Reti di comunicazione nell’era dell’informazione

Reti e territorio

Le reti hanno carattere polimorfico: si presentano come un insieme di infrastrutture a disposizione della comunità (strade, ferrovie, canali, fibre ottiche, ecc.) per erogare servizi (trasporti urbani, telefonia, ecc.), seguono logiche di sviluppo e di utilizzazione specifiche per ogni tipologia di rete[1]. Lo studio della relazione tra reti di comunicazione e territorio ha una lunga tradizione in geografia che ha sempre assegnato loro il ruolo di elemento di base nei fenomeni di relazione: le reti sono il tramite, la condizione necessaria, la manifestazione concreta degli scambi, i catalizzatori di solidarietà territoriali e sociali. Tale articolazione viene messa in atto dai gruppi umani nel processo di territorializzazione, inteso come la proiezione di un sistema di volontà, o di azioni, che si manifestano attraverso reti materiali (di infrastruttura) e immateriali (sociali, finanziarie, ecc.) su una porzione di superficie terrestre.

In particolare le reti di trasporto sono state considerate per lungo tempo una proxy dello sviluppo economico, affidandogli un ruolo, talvolta eccessivo, nella strutturazione dello spazio (Offner, 1996) con una sorta di mistificazione scientifica che assumeva l’esistenza di una causalità lineare tra lo sviluppo dei trasporti e i cambiamenti spaziali, sociali ed economici[2]. Ma oggi il contesto è cambiato. Le spinte al cambiamento derivano da modificazioni fondamentali quali l’incremento della mobilità, la convergenza spazio-temporale, l’affermarsi delle comunicazioni in tempo reale, la crescente interazione tra le diverse scale, la specializzazione dei fenomeni di relazione, gli impatti ambientali negativi e contemporaneamente dall’introduzione di innovazioni tecnologiche. Tuttavia la mise en réseau di un territorio non si esaurisce con l’introduzione di un’innovazione tecnologica (treno, aereo, telecomunicazioni, ecc.), e quindi con la creazione di una rete materiale, ma è un modo di organizzare il territorio in base al quale si mette in relazione opportunità tecniche e potenzialità di un’area: “dotare un territorio di una rete, significa scegliere per ciascun tipo di flusso la configurazione dei collegamenti che facilitano al massimo gli spostamenti e optare per una gerarchia di nodi che assicurano le funzioni indispensabili dello scambio” (Claval, 1988, p. 41). Ma la questione è più complessa perché i flussi che passano su una rete sono in relazione a quelli che passano attraverso altre reti, per cui occorre trovare una struttura ottimale, o almeno quella che più le si avvicina, che permetta alle reti di interagire. Lo confermano anche le politiche di settore che, fino agli anni Ottanta, favorivano soprattutto il potenziamento delle infrastrutture per migliorare i livelli di accessibilità e di mobilità, mentre in tempi recenti mirano a potenziare le sinergie di cooperazione e di complementarità tra reti di comunicazione diverse (Capineri, Kamann, 1998).



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