Fabio Grassi Orsini - Gerardo Nicolosi
Luci ed ombre della cyberpolitica: i governi on-line, il partito telematico
Nota: 69

Sara Bentivegna, tra i primi ad interessarsi in Italia del rapporto tra web e partiti politici, a proposito dell'utilizzazione di Internet nella campagna per il voto del 13 maggio 2001, ha affermato che il problema maggiore è quello dell'identificazione dell'utenza: “molti siti sono costruiti come puro atto di presenza, senza nessuna valenza politica. Il tipo di informazione che riceviamo è incentrato su biografie, slogan, senza lasciare spazio a elementi di comprensione del dibattito politico. Questo perché vi è un'incapacità, e a volte, una mancanza di volontà, nello stabilire chi sono i reali utenti della rete”. In “.Com”, Ma i politici non sono interattivi, 21 aprile 2001. Pochi giorni prima, sempre “.Com” aveva pubblicato un articolo dal titolo Bocciati i siti Internet dei politici, che proponeva la stessa tesi, cfr. 19 aprile 2001, p. 9. Dello stesso teno è l'articolo pubblicato da “Il Foglio” il 7 settembre 2000, La politica diventa www ma non da la parola ai naviganti. Di S. Bentivegna si veda La politica in rete, Roma, Meltemi, 1999.