N. 8 - Novembre 2005


ISSN 1720-190X





Fiorenza Tarozzi

Daniela Calanca
Legami. Relazioni familiari nel Novecento
Bologna, Bononia University Press 2004


Apparso nella collana Culture e costumi curata da Paolo Sorcinelli , il volume di Daniela Calanca affronta con l'ottica dello storico sociale il tema, difficile e intrigante, delle relazioni parentali all'interno della famiglia italiana nello scorrere dei due secoli appena trascorsi, l'Ottocento e il Novecento. Tema difficile perché comporta analisi in cui lo studioso deve mettere in conto conoscenze raccolte da altre discipline, discipline con statuti altri rispetto a quello della storia; intrigante perché apre finestre su vissuti di uomini e donne, padri e figli, mogli e mariti, i cui modelli comportamentali e mentali ci sono oggi lontani, a volte tanto lontani da parerci quasi poco comprensibili. Intrigante, anche perché – come ha ben fatto nel suo studio l'autrice – per indagarli, per cercare di comprenderli, per raccontarli, occorre entrare nel “privato” di quei soggetti attraverso fonti particolari – spesso difficili perché costruite per non essere tali – quali sono i diari, le autobiografie, gli epistolari. Del resto è solo così che si riesce a ricostruire quelle reti familiari e quei modelli di vita che – attraverso la parola chiara e accurata di Daniela Calanca – si svolgono dalla famiglia borghese alla famiglia operaia, dalla piccola casa personale alla grande casa-patria, da una società élitaria (quella ottocentesca) a una società di massa e consumistica.

Della famiglia borghese viene indagato il modello matrimoniale attraverso testi dell'epoca: trattati manuali di comportamento scritti privati ben miscelati e narrati con acume e, a vantaggio del lettore, con abile leggerezza. Per gli anni del fascismo l'attenzione viene spostata più su dati quantitativi e l'analisi scorre, attraverso le parole pubbliche della propaganda e le parole private degli epistolari, dalla famiglia operaia alla famiglia contadina, dall'ambiente cittadino a quello della compagna.

L'ultima parte del lavoro, in una accelerazione di tempi e di trasformazioni ci porta alle soglie del nuovo millennio, e qui sono i giovani il centro dell'attenzione. E giustamente perché è nell'ambiente giovanile – tema che l'autrice aveva già affrontato in altri studi apparsi in volumi collettanei curati da Paolo Sorcinelli e Angelo Varni ( Identikit del Novecento , Donzelli 2004 e Il secolo dei giovani. Le nuove generazioni e la storia del Novecento , Donzelli 2004) – che si registrano le maggiori trasformazioni culturali, è tra i giovani che si moltiplicano i comportamenti. Ribelli o conformisti, liberi o stretti da solidi legami, illusi sognatori o disillusi realisti, i giovani hanno messo in discussione la vecchia storica famiglia, ne hanno contestato i vincoli e i legacci per trovarsi poi a ricercarne le radici per trovare nel passato ancore necessarie al proprio presente. E ciò non significa, comunque, riproporre antichi modelli, semplicemente conoscerli, averne consapevolezza, quella consapevolezza e quella conoscenza strumenti indispensabili per operare qualsiasi modificazione. Esemplare in questo senso la conclusione scelta dell'autrice laddove sottolinea come al contrario del secolo scorso – quando maritarsi era una necessità, quasi un obbligo (soprattutto per le donne) – oggi la fine di un matrimonio non rappresenta necessariamente il fallimento di una vita.




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Autore Tarozzi Fiorenza
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