N. 8 - Novembre 2005


ISSN 1720-190X





Francesca Somenzari

Nell Joerg Friedrich
La Germania bombardata. La popolazione tedesca sotto gli attacchi alleati 1940-45
Milano, Mondadori, 2004 (ed. or. 2002 Ullstein, Muenchen)


La nuova opera di Joerg Friedrich rappresenta un doloroso affresco delle sofferenze patite dalla popolazione civile in Germania durante la seconda guerra mondiale e rientra a pieno titolo nella recente e ancora zoppicante storiografia dei vinti. Il termine recente si riferisce al fatto che questo nuovo filone risente dei nuovi orientamenti storiografici che hanno scelto di studiare altri soggetti, come il deportato, il prigioniero, l'internato, il civile…in una parola i deboli. L'aggettivo zoppicante rispecchia il lento cammino di queste nuove tematiche che stentano ad emergere e a prendere piena coscienza di se stesse, all'interno di una Germania che per cinquant'anni si è dovuta confrontare con i crimini del Terzo Reich. Non si è trattato di un processo semplice ed automatico: la fine della guerra e l'immediato dopo-guerra sono state pagine buie della storia tedesca, anni lunghi e difficili che hanno visto persecuzioni, espulsioni, migrazioni, espropriazioni. Questa nuova condizione di vittime ha reso spesso duro e tormentato il riconoscimento di un passato da carnefici. I primi vent'anni dopo il conflitto hanno contemperato insieme momenti di pentimento per i crimini commessi e momenti di risentimento per i patimenti subiti, identità di perseguitati e identità di persecutori. La Germania di Adenauer e di Brandt ha stentato a trovare una propria identità all'interno di un panorama di ammissioni e di reticenze, che hanno caratterizzato la nascita e il lento cammino della Repubblica Federale.

Ma La Germania bombardata non è solo il racconto delle sofferenze della popolazione civile: Friedrich ripercorre parallelamente le fasi della reazione alleata che cerca di porre un freno alla vittoria hitleriana. In questa ricostruzione obiettiva ed efficace, la tecnologia e la scienza assumono un ruolo fondamentale. La Gran Bretagna e gli Stati Uniti infatti mobilitano i migliori tecnici e scienziati al servizio di una guerra che vuole colpire il cuore del sistema tedesco e che ha come scopo finale l'implosione stessa della Germania. L'incendio delle maggiori città tedesche attraverso il bombardamento è, nella visione degli Alleati, la strategia più adatta a mettere in ginocchio la popolazione e la macchina bellica. Tuttavia non si tratta di una strategia semplice ed immediata: non tutti i bombardamenti sono uguali o meglio non tutti gli incendi riescono nelle stesse modalità e con gli stessi successi. Vale la pena, a questo proposito, di soffermarsi sul termine “amburghizzazione”, che a partire dall'autunno 1943 entra nell'uso comune come sinonimo di “annientamento”: con la distruzione di Amburgo, infatti, il Bomber Command realizza il più grande successo in termini di bombardamento aereo e di “maximum use of fire”. Le condizioni atmosferiche e la struttura della città sono fattori decisivi per il successo dell'operazione. Si tratta perciò di un fenomeno singolare e non comune, che solo in determinate situazioni si manifesta.

Ad Amburgo il clima era caldo e secco come non accadeva da dieci anni. Nella notte del 28 luglio, la temperatura oscillava tra i venti e i trenta gradi. Il clima, la miscela incendiaria, il collasso della difesa e la struttura a isolati della città contribuirono alla riuscita di quella che Harris battezzò Operazione Gomorra ... Di solito la tempesta di fuoco impiega ore a formarsi, mentre ad Amburgo cominciò a farsi sentire già a metà dell'attacco. Le squadre antincendio persero la loro battaglia, perché non riuscivano ad attraversare le strade costellate di crateri e non disponevano più di riserve d'acqua. Il surriscaldamento della città dovuto semplicemente al sole fu il presupposto necessario allo scatenarsi della furia distruttrice del fuoco (p. 97-98).

Il grande cruccio del Bomber Command è di riuscire ad ottenere lo stesso risultato nelle maggiori città tedesche. Lo studio e la ricerca d'acquisizione di questa strategia del fuoco sono i motivi dominanti della seconda parte dell'opera.

La quantità di informazioni e di dati superano e in qualche modo opprimono i contenuti stessi di un libro che si presenta puramente descrittivo, senza la pretesa di voler presentare e supportare una concreta tesi di fondo.




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