N. 8 - Novembre 2005


ISSN 1720-190X






Stefano Maggi

Third International Conference on the History of Transport, Traffic and Mobility
National Railway Museum, York, Inghilterra, 6-9 ottobre 2005


Se nessuna società del passato ha mai potuto prescindere dai mezzi di trasporto, solo recentemente si è acquisita in pieno la coscienza del fenomeno, soprattutto per l'emergere delle tematiche ambientali legate a inquinamento e consumo del territorio. Oggi molti di noi comprendono che muoversi sta diventando una problematica sempre più centrale nella nostra vita. La consapevolezza di quanto sia importante la mobilità sta dunque emergendo, e la storia di questo fenomeno sta da poco cominciando ad attrarre gli studi che merita in relazione al suo rilievo sociale; studi finora assai trascurati a vantaggio di altre tematiche storiografiche.

Come si legge nelle schede di presentazione dell'International Association for the Histoy of Transport, Traffic and Mobility (in sigla T2M, sito internet www.t2m.org ) . “How many history textbooks devote more than a few paragraph to transport? Yet anyone stuck in a traffic jam or delayed by a late-running plane knows that the textbooks are leaving out a key aspect of the story”.

Fondata durante il convegno internazionale di Eindhoven, Olanda, nel novembre 2003, l'associazione T2M raggruppa a livello mondiale studiosi e operatori interessati a indagare la storia dei trasporti in relazione ai fattori sociali e culturali, alle politiche pubbliche, al lavoro, all'economia, agli affari, alla scienza, al turismo, alle arti, all'ambiente. Si tratta di studi destinati a evidenziare che il trasporto non è un fenomeno autoreferenziale, ma è finalizzato a mettere in contatto tutti gli altri settori della società, ai quali garantisce il fondamentale diritto al movimento e alla relazione reciproca.

La T2M è un'organizzazione culturale interdisciplinare, che vuole stimolare e supportare gli studi sui trasporti, il traffico e la mobilità, costituendo un forum internazionale con l'invio di newsletters e l'organizzare meeting annuali. I primi due incontri si sono tenuti rispettivamente a Eindhoven in Olanda e a Deaborne negli Stati Uniti nei pressi di Detroit, la città dell'automobile.

Di grande importanza nell'ambito delle attività dell'associazione è la nuova edizione del “Journal of Transport History”, diventato ora organo dell'associazione e pubblicato dalla Manchester University Press nel Regno Unito, dove fu fondato nel 1953.

Nel secondo dopoguerra, infatti, mentre si diffondeva soprattutto la storiografia sulle ferrovie, la storia dei trasporti trovò una lenta affermazione in Gran Bretagna, in Canada e negli Stati Uniti, finché – appunto nel 1953 – venne fondato “The Journal of Transport History”, diretto da Jack Simmons, professore all'Università di Leicester, insieme a un funzionario del London Transport , Michael Robbins ( joint editor ). Il “Journal” riuscì con crescente successo a riunire l'ampia attività editoriale degli appassionati di trasporti con quella di una scuola accademica sulla storia delle tecnologie trasportistiche, esaminate nei loro risvolti politici, economici e sociali. A parte un'interruzione tra il 1967 e il 1970, la rivista ha continuato sempre le sue pubblicazioni, divenuta un riferimento mondiale per la storia dei trasporti non solo nell'età contemporanea, ma anche in periodi precedenti. Fin dalle sue prime pubblicazioni, il “Journal” ha sempre cercato di stimolare gli studi sui trasporti nel loro complesso, rilevando che nelle ricerche in materia è sempre rimasta maggioritaria la storiografia di un solo modo di trasporto, con un ruolo decisamente predominante delle ferrovie e in minor misura della navigazione marittima, dimenticando troppo spesso che le infrastrutture di trasporto e di comunicazione dovrebbero essere esaminate in un quadro unico, per meglio comprenderne gli effetti economici e sociali. Il concentrarsi degli studi in alcuni settori del trasporto a discapito degli altri ha determinato, oltre a una visione limitata della circolazione sul territorio e quindi a una trascuratezza del concetto di “rete”, anche una scarsa conoscenza del traffico su strada meccanico e animale, del cabotaggio costiero, della navigazione aerea, dei trasporti su condotte. Vi è tuttora bisogno di storia del movimento di persone e merci nello spazio, tra luoghi diversi e in relazione agli altri fenomeni ed è questo aspetto che la T2M si propone di incentivare.

Dal 6 al 9 ottobre 2005 si è tenuta la terza conferenza internazionale dell'associazione nel suggestivo scenario del National Railway Museum di York, il più grande museo ferroviario del mondo, dove si trova tra l'altro – caso unico nel mondo – un Institut of Railway Studies & Transport History, iniziativa congiunta del museo e dell'Università di York, che propone corsi di laurea e master in “History of Transport, Traffic and Mobility”. L'Istituto promuove inoltre ricerche e tesi di dottorato su argomenti correlati alle ferrovie e ai trasporti, nel loro sviluppo tecnico, politico, economico, geografico e sociologico.

Alla terza conferenza internazionale di York, dal titolo Tourism and the History of Transport, Traffic and Mobility , alla quale hanno partecipato 55 relatori provenienti dai seguenti paesi: Austria, Belgio, Canada, Francia, Germania, Grecia, Hong Kong, Giappone, Italia, Nigeria, Nuova Zelanda, Olanda, Regno Unito, Repubblica Ceca, Sud Africa, Svizzera, Turchia, Ucraina. La presenza di numerosi studiosi di tutto il mondo ha consentito di realizzare una comparazione delle tematiche, raggruppate nelle seguenti sessioni del convegno:

 

Railways

Mobilizing Railway History

Urban Transport

Automobilising/Tourism

Tourism: Places, Forms, Times

Space and the Motivation for Leisure Mobility

Theories & Landscapes

Packaging Tourists

Tourism in Central and East European Dictatorships

Russian Transport

Post Colonial Transport, Traffic and Mobility

 

Due sono stati gli interventi sull'Italia, da parte di Massimo Moraglio intitolato: To the sea: the motorway from Turin to Savona between industrial development and mass tourism , e dello scrivente dal titolo Railways and tourism in Italy.

Il primo, inserito nella sessione “Automobilising/Tourism”, ha trattato della realizzazione dell'autostrada da Torino alla Riviera, ricostruendo il dibattito dalla metà degli anni '30 alla metà degli anni '50, quando la Fiat raccolse i fondi per la realizzazione dell'infrastruttura, che ebbe un ruolo di grande importanza per collegare il porto di Genova e per incentivare il turismo nella riviera ligure.

L'altro intervento, a cura dello scrivente, inserito nel panel Railways , ha ricostruito il dibattito nazionale sul turismo, ripercorrendo le vicende dei viaggi in Italia e delle istituzioni turistiche nazionali, a lungo legate alle compagnie ferroviarie e poi dal 1905 alle Ferrovie dello Stato. L'analisi si è conclusa con la prima affermazione del turismo di massa, dovuta all'effettuazione dei “treni popolari” nei primi anni '30.






Download
Scarica il testo del saggio in formato PDF

Autore Maggi Stefano
Biografia dell`autore





Carattere grandeCarattere piccolo



 

Privacy - Norme Redazionali - Contatti: info@storiaefuturo.com
©2003-2008 Storia e Futuro - Una produzione Luxor srl