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Francesco Benvenuti Le Russie del Novecento
Nello scorso secolo si sono succedute tre versioni della Russia, diverse per territorio, popolazione, sistema politico e ruolo internazionale:
l'Impero russo (1709-1917); l'Unione sovietica (1917-1991) e infine, l'attuale Federazione russa, nata dal crollo dell'Urss,
che sotto ciascuno dei precedenti aspetti incarna la taglia minima tra quelle adottate dalla Russia in epoca moderna.
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Paolo Sorcinelli La guerra dentro i manicomi
Psichiatria e cartelle cliniche (1940-1952)
Sul terreno delle relazioni fra il conflitto del 1914-18 e la scienza psichiatrica esiste una discreta produzione in cui la storiografia ha affrontato il tema delle psiconevrosi, delle simulazioni e del trattamento terapeutico riservato ai militari ricoverati presso le apposite strutture ( Gibelli 1991).
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Daniela Calanca Album di famiglia.
Autorappresentazioni tra pubblico e privato (1870-1950)
Nei Lineamenti della filosofia del diritto Hegel, sviluppando il tema del concatenamento tra pubblico e privato, analizza il passaggio dalla famiglia alla società civile e si sofferma sull'istante di quello che viene chiamato il ?dissolversi? dell'una nell'altra.
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SeF Redazione Il bicentenario della nascita di Giuseppe Mazzini
In occasione del bicentenario della nascita di Giuseppe Mazzini, StoriaeFuturo ha chiesto a due amici e studiosi, Roberto Balzani e Michele Finelli, un contributo sull'argomento.
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Actes du colloque international de la Maison de l’Europe Contemporaine (Université Paris Ouest Nanterre La Défense) Florence, 25-26 juin 2007
Sous la direction de Francis Démier et Elena Musiani
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L’Europa così come è stata costruita dopo la Seconda guerra mondiale, è stata progettata per la democrazia e per garantire la pace tra le nazioni, ma ha anche voluto aggiungere alla democrazia politica una democrazia sociale in grado di respingere i caratteri negativi del capitalismo.
Il convegno alla base di questa pubblicazione ha avuto come scopo quello di riflettere sulle trasformazioni imposte all’Europa dalle politiche anti-inflazionistiche degli anni Ottannta e, più tardi, dai vincoli della globalizzazione dei mercati. Al termine di questo processo, il modello difeso dai padri fondatori si è profondamente evoluto. La prima fase di integrazione europea è stata definita dall’ambizione di raggiungere un livello elevato di protezione sociale, dallo sviluppo dell’occupazione, dalla rinnovata forza dei sindacati e di partiti politici in grado di dare credibilità ai meccanismi dell’alternanza delle maggiornaze politiche. In un quarto di secolo quel “modello europeo” – ora esteso a 27 – ha cambiato volto: la mobilità dei lavoratori e la flessibilità, la deregolamentazione dei mercati, una maggiore disparità di reddito, un’attenzione privilegiata agli azionisti nella distribuzione della plusvalenza, l’indebitamento degli Stati. Questa metamorfosi dell’Europa, unita al fatto che da continente di emigrazione essa è oggi divenuta una zona di forte immigrazione, ha risvegliato vecchie rivendicazioni nazionali, ma anche regionali e reso più incerta la sua stessa identità. In questo rinnovato quadro europeo si è poi progressivamente manifestato un deficit democratico, illustrato dalla disarmonia dei meccanismi di decisione tra livello nazionale ed europeo, ma anche dall’indebolimento di quei partiti politici capaci di dare risposta alle rivendicazioni dei popoli europei.
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