N. 7 - Luglio 2005

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[Aut. Trib. Bologna n. 7163 del 3/10/2001]

ISSN 1720-190X





Alberto Malfitano

Sauro Mattarelli
Dialogo sui doveri
Il pensiero di Giuseppe Mazzini
Venezia, Marsilio, 2005


Nel duecentesimo anniversario della nascita di Giuseppe Mazzini sono fiorite le iniziative che abitualmente accompagnano appuntamenti di questi tipo: conferenze, lezioni, celebrazioni. Ma a due secoli di distanza, in un'Italia profondamente mutata rispetto a quella risorgimentale, viene lecito domandarsi se ha ancora senso conoscere Mazzini e se il suo pensiero è ancora in qualche modo attuale. Oppure bisogna rassegnarsi a collocarlo in maniera definitiva tra i polverosi lari, padri della costruzione nazionale, utili per commemorazioni anche appassionate ma dedicate a pochi intimi?


Di certo Sauro Mattarelli, autore di un agile libretto che ripropone il pensiero di Mazzini ? o almeno una parte di esso, considerata la mole di scritti che ci ha lasciato ? in una forma adatta ai giorni nostri, non può considerare inattuale un tale pensiero. E difficilmente gli si può dar torto, perché una volta letto il Dialogo sui doveri , più che inattuale il termine adatto per le idee del pensatore genovese sembra essere ?scomodo?. In una società come la nostra, concentrata sulle ragioni del profitto e del benessere individuale, quali effetti possono avere considerazioni come quelle mazziniane, se non una fastidiosa orticaria?


?Per avere bisogna meritare?, ?i diritti sono sterili senza la coscienza dei propri doveri?, ?la libertà non può essere disgiunta dalla responsabilità?, ?bisogna sostituire l'io con il noi?, sono frasi e concetti scomodi, che urtano in un periodo storico che sembra dominato dal principio della massima realizzazione personale, da conseguire essenzialmente secondo i termini del successo e del benessere materiale. Eppure un'educazione consapevole della missione sociale che spetta a ognuno di noi, dei doveri che ciascuno ha nei propri confronti come della propria comunità, dell'attenzione verso gli altri ai fini di un miglioramento collettivo, di un senso di comunanza fraterna fra tutti gli uomini, non dovrebbero forse essere tenuti presenti da chiunque non voglia rassegnarsi a vivere in una società rinchiusa su se stessa, timorosa dell'avvenire come degli altri, in un momento oltretutto in cui il laicismo sembra godere di cattiva salute e assume una posizione sembra più difensiva?


Mazzini testimoniò con un esilio quarantennale la coerenza tra pensiero e azione, scomodo allora, come lo è oggi. Bene fa Mattarelli a riproporcelo sotto le forme della ?intervista impossibile?. È un'occasione per riscoprire, o scoprire per la prima volta, un pensatore profondo, che ancora tante cose può dire, perché il suo insegnamento continua a essere vivo anche se estrapolato dal contesto storico in cui fu redatto, dal momento che fa riferimento alle corde più profonde della natura e del comportamento umano, indicando una via con la quale vale la pena, anche oggi, provare a confrontarsi per mettere alla prova i valori su cui ciascuno di noi basa il proprio agire umano.


 


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Autore Malfitano Alberto
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