Laura De Santis
Il fare e il far vedere nella storia insegnata.
Didattica laboratoriale e nuove risorse per la formazione storica e l'educazione ai beni culturali
a cura di E. Perillo e C. Santini, Editrice Polaris, Faenza, 2004
Il volume raccoglie gli atti degli ultimi due anni del convegno “Arcevia città laboratorio”, poi ribattezzato “Scuola estiva di Arcevia”, dove da dieci anni si riuniscono insegnanti ed esperti per promuovere e sperimentare nuove metodologie e strumenti per la didattica laboratoriale sul territorio.
Lezioni frontali e sul campo, sperimentazione di metodi innovativi, socializzazione di materiali, percorsi e conoscenze sull'insegnamento della storia, grazie anche a workshop e mostre di materiali didattici, hanno fatto della Scuola estiva di Arcevia un vero e proprio laboratorio attivo per la costruzione di competenze e progettualità dell'insegnante di storia, oltre che un punto di diffusione importante di metodi, strumenti e idee. Elemento unificante del lavoro svolto nella Scuola estiva di Arcevia negli ultimi due anni, “Far vedere la storia” è anche il tema che funge da filo conduttore ai saggi contenuti nel volume.
La prima parte del testo, propone numerosi spunti riguardo alla metodologia con cui costruire una didattica laboratoriale efficace per l'insegnamento della storia. Ivo Mattozzi discute alcuni stereotipi diffusi relativi concetto e all'uso del laboratorio di storia, mostrando il ruolo che esso può avere come fondamentale segmento nella progettazione modulare dell'apprendimento. Lucia Cella e Silvia Mascheroni ne illustrano potenzialità e limiti nell'ambito dell'educazione ai beni culturali, proponendo una accezione di laboratorio che vada oltre alla funzione manipolativa/produttiva/riproduttiva del bene culturale fino ad oggi spesso predominante. Sulla possibilità del laboratorio di attivare importanti operazioni cognitive, ritorna Franca Baldelli, responsabile del Laboratorio di Storia presso l'Archivio Storico del Comune di Modena, mostrandoci interessanti esempi di didattica laboratoriale in archivio. Adriana Bortolotti parla di laboratori in ambito museale, sottolineando fra le altre cose l'importanza di una didattica della storia legata all'incontro con “l'oggetto”, con il bene culturale inteso come fonte storica, e quindi il ruolo fondamentale svolto a tale proposito dal laboratorio, in quanto “contesto facilitante” in cui rendere possibile e produttivo tale incontro.
A “far vedere la storia” ci accompagna Ivo Mattozzi in un nuovo intervento, con cui si apre la seconda parte del volume, intitolata “Sguardi sulla storia da vedere”. Illustrando e discutendo le potenzialità e i limiti dell'immagine per la formazione storica e ai beni culturali, Mattozzi chiarisce che “far vedere la storia non deve essere preso semplicemente come metafora ma come un obiettivo: condurre gli allievi alla capacità di vedere ciò che di storico è presente nelle immagini o in ciò che si vede, di imparare alcune conoscenze storiche grazie a ciò che si vede più che con i testi”.
Gli altri contributi di questo ricco ed interessante volume, infine, guidano il lettore a comprendere come ciò sia possibile grazie ad esemplificazioni relative a fonti museali (ancora Bortolotti), il cinema (Luisella Pasquini), gli ipermedia (Giuseppe Di Tonto), le fonti cartografiche (Stefano Torresani), l'osservazione del paesaggio (Marco Moroni), l'indagine sui beni archeologici presenti sul territorio (Stefania Sebastiani).