N. 6 - Maggio 2005


ISSN 1720-190X






Amedeo Osti Guerrazzi

Violenza, tragedia e memoria della Repubblica sociale italiana
(Fermo, 3 - 5 marzo 2005)

Erano ormai svariati anni che non si teneva un convegno sulla Repubblica sociale italiana, con il risultato che si sentiva la necessità di fare il punto sulla situazione degli studi e presentare le nuove ricerche in corso. Questo quindi lo spunto da cui è partito l'Istituto per la storia del movimento di liberazione nelle Marche, per organizzare l'incontro intitolato Violenza tragedia e memoria della Repubblica Sociale Italiana .

Il convegno si è tenuto nella magnifica cornice della Sala dei ritratti del palazzo del Popolo di Fermo, e ha visto confrontarsi studiosi italiani affermati come Enzo Collotti, Dianella Gagliani e Luigi Ganapini, “stranieri” ben noti anche fuori dal pubblico degli specialisti come Lutz Klinkhammer, e giovani ricercatori quali Mauro Forno e Costantino Di Sante, uno degli ideatori del convegno.

La struttura si è basata su quattro sessioni. Nella prima ( Storiografia, memorialistica, stato delle fonti ) Enzo Collotti ha fatto il punto sulla storiografia, ribadendo la sua convinzione che non ha senso studiare la Rsi senza inserirla nel contesto più vasto del collaborazionismo europeo. In questa sessione è stato particolarmente interessante il contributo di Grazia Marcialis e Gaetano Grassi, che hanno presentato un progetto relativo al censimento delle fonti per la storia della Repubblica Sociale dell'Istituto di Sesto S. Giovanni. Lutz Klinkhammer, che fungeva da discussant , ha ribadito come vittimismo e minimizzazione siano le caratteristiche fisse nella memorialistica dei reduci della Rsi, e che tali caratteristiche, mediate dalla comune matrice culturale cristiana, siano poi passate anche nella storiografia scientifica. Categorie come “sacrificio”, “olocausto”, “tragedia” sono quindi comuni, secondo lo storico tedesco, al neofascismo e all'antifascismo, facilitati in questo incontro da un comune retroterra cristiano.

Nella seconda sessione, dedicata alle Culture e soggettività , sono stati analizzati alcuni personaggi, come Carlo Silvestri, da Gloria Gabrielli; Guglielmo Pollastrini, da Amedeo Osti Guerrazzi; i giornalisti del “Corriere della sera” da Mauro Forno; i giornalisti locali da Sergio Bugiardini; Carla Costa da Maura Firmani; e Serafino Mazzoliani da Massimo Papini.

Nella terza sessione, dedicata alla Cultura e pratiche della guerra e della violenza , è stato particolarmente interessante la relazione di Marta Baiardi, che ha raccontato le vicende dell'Ufficio affari ebraici a Firenze. Brunello Mantelli ha sottolineato invece come, leggendo con una certa attenzione i dati relativi ai rastrellamenti, si rileva come le forze armate della Rsi, spesso descritte come “apolitiche”, soprattutto per quanto riguarda le quattro divisioni rientrate dalla Germania e formate da ex Imi, fossero in prima linea nei rastrellamenti e quindi nella guerra civile. Gian Marco Bresadola Banchelli ha illustrato la propaganda, la repressione e la violenza nel Litorale Adriatico e Costantino Di Sante ha parlato (a lungo), degli Imi presentando delle nuove fonti per la ricerca.

La sessione migliore, a giudizio di chi scrive, è stata l'ultima ( La Rsi nella storia e nella memoria della Repubblica ), nonostante che l'uditorio fosse abbastanza provato da due giorni di lavori. Le relazioni di Giovanna Tosatti sulla polizia, di Agostino Bistarelli sulle Forze armate, di Giovanni Focardi sull'epurazione della magistratura e di Marco Borghi sulla burocrazia e il personale civile della Rsi hanno portato molti elementi nuovi alla ricerca, presentando in maniera problematica le proprie relazioni e proponendo spunti nuovi di riflessione. Soprattutto riguardo ai problemi della continuità dello Stato, e sui metodi dell'epurazione, tutte le relazioni hanno insistito molto sulla mancanza di un vero e proprio rinnovamento degli apparati militari e civili dello Stato italiano. Impressionante, in particolare, la relazione di Agostino Bistarelli che ha presentato una notevole quantità di documenti e di dati sulla permanenza di ex repubblicani nelle Forze armate italiane.






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