N. 4 - Aprile 2004

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[Aut. Trib. Bologna n. 7163 del 3/10/2001]

ISSN 1720-190X





Dario Petrosino

Sandro Bellassai
La mascolinità contemporanea
Carocci Editore, 2004



 


Gli studi sulla mascolinità sono parte di un settore di ricerca, quello degli studi di genere, che non ha ancora ricevuto in Italia lo spazio che merita e già riconosciutogli nel resto d'Europa. Tali studi ampliano il già vasto settore dei women's studies , dedicando al genere maschile quell'interesse che per anni è stato dedicato quasi esclusivamente alle donne.


 


Cosa si intende per mascolinità? Essa è la sintesi di quei comportamenti che definiscono il modo di essere uomini. Quando, negli anni Settanta, i gruppi femministi cominciano ad affrontare gli studi di genere come women's studies , emerge presto la considerazione che non si possono fare studi sulle donne senza comprendere con essi la dimensione maschile. Tuttavia i men's studies rimarranno marginali all'interno degli studi di genere, considerati come un campo legato agli studi sulle donne e oggetto di ricerca solo da parte di queste ultime.


Negli ultimi anni si è osservata una modifica di questa tendenza, mai troppo marcata, specie in Italia. Sviluppandosi dai women's studies , i men's studies ne hanno mutuato l'approccio metodologico e parecchi spunti di riflessione, ma senza mai raggiungere una reale forma di indipendenza, pur contribuendo ad arricchire il panorama di ricerca di cui il testo di Bellassai offre un'ampia rassegna.


 


Dopo una breve introduzione teorica, l'opera entra nel vivo, descrivendo lo sviluppo dei modelli di mascolinità in Europa, con un occhio di riguardo a quanto avviene in Italia.


Partendo dalle recenti ipotesi di Barbagli e Colombo, che situano la nascita del fenomeno nel Settecento, un secolo prima rispetto a quanto indicato in passato da Foucault, si sottolinea come la trasformazione del concetto di mascolinità proceda di pari passo con le trasformazioni della società ottocentesca, tra le quali bisogna considerare il crescente ruolo della donna, che esce dalle mura domestiche per comparire nella sfera pubblica. Grazie al nuovo ruolo sociale e a una maggiore influenza nell'educazione dei figli, le donne costrinsero gli uomini a una riflessione sul proprio ruolo sociale. Di qui sorse la necessità di delimitare e definire l'identità maschile. Questo bisogno portò a un irrigidimento di questa identità, unita alla costante paura della femminilizzazione, causata dalla ?vita moderna?. Con l'aumento degli atteggiamenti misogini e omofobici, questi ultimi miranti alla repressione dell'omosessualità, non si riuscì tuttavia a ostacolare i movimenti femministi, né a sopprimere le subculture omosessuali. Lo sviluppo dei nazionalismi, mano a mano che ci si avvicinava alla prima guerra mondiale, avrebbe favorito l'incedere di una mascolinità ancora più aggressiva, affiancata a una disciplina del corpo che prendeva ispirazione dall'ideologia militarista e patriottica.


La Grande guerra, in realtà, pur essendo stata la sublimazione di quella forma di virilismo che si identificava nello spirito del guerriero, produsse effetti, secondo l'autore, contraddittori, in quanto diede maggiore impulso all'emancipazione femminile e alla diffusione di modelli di mascolinità divergenti rispetto alla mascolinità dominante o ?egemonica? per usare un termine coniato dal sociologo Connell.


In realtà, l'economia di guerra indusse le donne a lavorare in sostituzione degli uomini, favorendone la presenza fuori delle mura domestiche. Il modello virilista fu fatto proprio, tra le due guerre, dal fascismo e dal nazismo, senza però riuscire a sopravvivere nel secondo dopoguerra. Negli anni Cinquanta e Sessanta, infatti, la mascolinità tradizionale andrà in frantumi, sempre più messa in discussione dai nuovi mutamenti sociali e culturali, e in particolare dai movimenti di contestazione.


 


L'opera di Bellassai colma quindi una lacuna nel settore degli studi di genere in Italia, offrendoci una panoramica dell'evoluzione dell'identità maschile nella cultura occidentale dall'Ottocento in poi. Il testo si presenta sintetico e di facile lettura; un vero e proprio manuale tascabile per chi si avvicina per la prima volta agli studi sulla mascolinità.



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