N. 4 - Aprile 2004

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[Aut. Trib. Bologna n. 7163 del 3/10/2001]

ISSN 1720-190X





Francesco Silvestri

La città elettrica
Esperienze di elettrificazione urbana in Italia e in Europa tra Ottocento e Novecento
a cura di Andrea Giuntini e Giovanni Paoloni
Editori Laterza, 2004



 


A più di quattro anni di distanza dal convegno La città elettrica (Roma, 24 febbraio 2000), i principali contributi di quell'appuntamento sono stati raccolti e pubblicati sotto la direzione di Andrea Giuntini e Giovanni Paoloni in questo volume.


La grande avventura dell'elettrificazione e, più in generale, della diffusione dei servizi a rete, una materia che appare per sua stessa natura come la quintessenza del discorso scientifico-tecnologico, consente una molteplicità di chiavi di lettura che si traduce in una inusuale ricchezza di approcci per le scienze umane: dalla storia della tecnica alla scienza dell'amministrazione, dalla storia del diritto alla sociologia, dall'urbanistica alla pianificazione territoriale.


Tale ricchezza, derivante con ogni probabilità dagli elementi di innovazione e cambiamento insiti nel processo di diffusione dell'energia elettrica, si riscontra a pieno titolo negli 11 saggi raccolti in questo volume, che affrontano il tema da punti di vista differenti e si concentrano su segmenti diversi di un unico filone di ricerca. Una serie di contributi analizza così l'impatto della realizzazione della rete elettrica sulle realtà urbane e sulla società (Bortolotti, La città che cambia ; Ortoleva, L'elettrificazione come processo storico e come forma simbolica ; Pavese, L'elettricità e le altre forme di energia ); il corpo centrale dell'opera ricostruisce i caratteri salienti dell'elettrificazione nei principali paesi europei (Giannetti, I consumi elettrici industriali [in Italia] dall'età del ?decollo? alla nazionalizzazione ; Beltran, L'elettrificazione urbana in Francia ; Millward, L'organizzazione economica e lo sviluppo della distribuzione dell'energia elettrica nella Gran Bretagna del XX secolo ; Paquier, Tecnologia e nazionalismo: l'elettricità nelle città svizzere ; Núñez, La diffusione dell'elettrificazione in un paese in ritardo. Il caso spagnolo ); chiudono il volume due saggi sulle telecomunicazioni (Vasta, L'introduzione delle tecnologie telematiche in Italia ; Balzani, Il telefono e la questione della comunicazione fra Ottocento e Novecento ), forse l'unico servizio a rete di importanza paragonabile a quello dell'elettricità nello spiegare il cambiamento territoriale e sociale.


Seguendo il percorso tracciato dai diversi relatori, emerge un'interpretazione del processo di elettrificazione ambivalente e per certi versi contraddittoria, che da un lato travalica ? soprattutto ai suoi albori ? l'effettiva importanza delle sue applicazioni pratiche per sfociare nel mito simbolico, dall'altro riesce ad imporsi allo stesso tempo come mezzo di democratizzazione ed emblema del potere delle élite , strumento di emancipazione delle periferie ma anche di supremazia delle metropoli.


Se è vero, come ricorda nel suo saggio Bortolotti, che la grandezza delle innovazioni sociali si misura in primo luogo per l'impronta sull'immaginario collettivo del proprio tempo, l'elettricità è stata la più straordinaria novità dell'Ottocento: le sue applicazioni erano ancora limitate, quasi relegate all'ambito della curiosità, quando debuttava alla Scala il balletto Excelsior. Azione coreografica, storica, allegorica, fantastica , uno spettacolo celebrativo della grandezza della modernità e della inarrestabilità del progresso ? identificato, appunto, con le meraviglie dell'elettricità ? che tra il 1881 ed il 110 sarà replicato più di 300 volte in tutte le maggiori piazze europee. A ciò si aggiunga che il mito della scienza e del progresso nel caso dell'energia elettrica si arricchisce del mito dell'affrancamento dell'uomo dai cicli naturali, grazie all'annullamento della distinzione tra giorno e notte che essa permette.


Lo stesso mito, rielaborato nei termini solidaristici della ?fratellanza universale?, diventa nell'Europa di fine Ottocento un importante strumento di socialismo municipale; mentre la sua applicazione privata è ancora avvertita come una sorta di divertimento per privilegiati, al più una curiosità da expo , a livello pubblico le sue potenzialità nei trasporti e nell'illuminazione urbana sono già riconosciute, fino a farne il vero e proprio antesignano degli schemi di welfare municipale che inizieranno a diffondersi solo molto più tardi.


È proprio la combinazione di elettricità e motore a scoppio a consentire, secondo alcuni, la grande trasformazione territoriale del XX secolo, una trasformazione che dissolve rapidamente la distinzione tra nucleo urbano e campagna e che rimette in discussione il dominio del centro sulla periferia. Questa interpretazione è rifiutata tuttavia da quanti, in periodi storici diversi, hanno enfatizzato l'aspetto caratteristico e davvero nuovo dell'elettrificazione: l'essere, con la sua struttura a rete, protesi esosomatica non di un singolo organo ? come avviene invece per gli altri strumenti ideati dall'uomo ? ma dello stesso sistema nervoso, un sistema il cui centro motorio è ancora la metropoli.


La lettura del volume curato da Giuntini e Paoloni, attraverso il contributo di diversi autori e la presentazione di numerosi casi studio, consente di ricostruire un quadro ricco ed articolato delle diverse questioni che riguardano il tema dell'impatto dell'elettrificazione e degli altri servizi a rete sulla realtà moderna; forse l'avvento dell'energia elettrica è, anzi, la più efficace metafora della seconda rivoluzione industriale e del suo prodotto più peculiare: la società di massa, con tutte le sue infinite contraddizioni.



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