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Rolando Dondarini
Sunto di lezioni di didattica della storia tenute nell'anno accademico 2001/02, pubblicato in conclusione di M. Venticelli, Storia nostra, Patron 2002
Le discipline storiche sono oggi sottoposte ad una sfida che si potrebbe dire esiziale, di vera e propria sopravvivenza. Già come materie scolastiche rivelano che nelle loro vesti tradizionali sono ben al di fuori del gradimento degli studenti; d'altronde rimangono poco apprezzate anche all'esterno della scuola perché, se incalzate dagli interrogativi del presente, mostrano più che mai i loro limiti.
Un tempo imparare la storia significava ricevere in ogni stato le basi per divenire un cittadino o un suddito rispondente ai canoni dei modelli correnti: donne e uomini che sapessero rientrare in maniera armonica in una società articolata in gerarchie e dai ruoli in gran parte predefiniti già dalla nascita. Oggi - e meno male - moventi di questo tipo sono superati; in una realtà cosmopolita, multirazziale, multietnica e multiculturale e con ampia mobilità sociale non ha più alcun significato conoscere solo gli episodi della presunta storia virtuosa di un popolo delimitato e circoscritto. Rispetto al passato anche la percezione dei contenuti della conoscenza storica ha subito una profonda mutazione. Allora chi imparava la storia era tenuto a conoscere prima di tutto una serie di date, di eventi (che scandivano la storiografia) e non tanto il significato e i grandi esiti dei processi di cambiamento. Ma quel nozionismo che era elemento essenziale e portante dell'insegnamento della storia di un tempo è rimasto anche oltre ogni residua giustificazione, mantenendo all'apprendimento della storia un prevalente carattere mnemonico. Dunque purtroppo nella grande parte dei casi la storia la si continua a insegnare in modo tradizionale, quindi viene percepita male e riproposta ancor peggio.
Tutto questo dimostra l'esigenza di una riconversione radicale nel campo della didattica della storia, soprattutto quando, partendo dal nesso inscindibile che lega le tre dimensioni soggettive del tempo: passato, presente e futuro, si è convinti che la conoscenza del passato non sia affatto inutile, ma che al contrario apporti chiari vantaggi nella progettazione del futuro.
Questo è il motivo che impone agli storici di trovare degli ambiti tematici in cui appaia necessario e utile riflettere sul passato e ricevere dal passato delle conoscenze.
L'ambito privilegiato per eccellenza che oggi si tende a sottolineare è quello della prossimità agli interessi del presente: quello delle questioni dell'attualità e quello territoriale in cui evidentemente il paesaggio ha un significato particolare.
Il paesaggio inteso come ambiente umanizzato è uno spazio che riporta impronte significative e leggibili del passaggio e della vita di tante generazioni che ci hanno preceduto, non è quindi un ambiente naturale libero e sgombero da insediamenti; è un territorio modellato dalla natura, ma anche e fondamentalmente dalla presenza umana. Ogni paesaggio è diverso dall'altro proprio perché ha aspetti comuni e confrontabili ed altri assolutamente originali.
In tal senso è il frutto provvisorio di un'interazione continua fra fattori naturali e azione umana e quindi destinato a mutare più o meno rapidamente.Tutte le epoche della storia hanno lasciato delle tracce nei paesaggi attuali, sta a noi cercare di individuarle e leggerle come se fossero scritte in un libro.
Non sempre gli studi di carattere storico che riguardano territori e paesaggi circoscritti escono dalle strettoie del vecchio schema localistico legato all'aneddotica locale e al folklore, rimanendo così sacrificati in orizzonti angusti sia dal punto di vista geografico sia da quello metodologico. A dispetto dell'impegno che amministrazioni ed enti locali profondono per promuovere pubblicazioni dignitose, è infatti raro riscontrare studi territoriali realmente seri e affidabili, basati su adeguate ricerche documentarie.
In effetti negli ultimi anni la storia locale ha assunto un certo rilievo anche in campo scientifico e didattico in quanto dimensione atta a fornire quadri globali in cui confluiscano gli aspetti esaminati nei molteplici settori in cui si articola la ricerca storica. Anzi sempre più si tende a considerare questo l'ambito privilegiato per effettuare indagini tanto globali quanto vicine alle vicende evolutive della quotidianità, mentre le grandi sintesi appaiono come astrazioni utili a livello di conoscenza generale e generica e pertanto prive di una reale attendibilità scientifica poiché lontane dai multiformi volti della realtà.
Anche in ambito più generale si va sempre più manifestando la necessità di meglio conoscere cultura, tradizioni e vicende che hanno avuto come protagonisti le donne e gli uomini che prima di noi hanno vissuto sulle nostre terre.
Le rapide trasformazioni che degli ultimi decenni hanno profondamente mutato il volto di paesaggi che per secoli avevano conservato gran parte dei loro caratteri distintivi, non sono soltanto frutto di mutamenti esteriori, ma conseguenze della diffusione e del consolidamento di nuovi modi di vita, di nuovi rapporti di produzione, di nuove scale di valori. Di qui l'esigenza non solo di non dimenticare, ma di rintracciare e recuperare le matrici culturali che rischiano di rimanere sommerse dall'incalzare dei nuovi modelli, quasi sempre importati e comunque estranei alle nostre radici storiche.
Non si tratta certo di proporre visioni retrospettive di carattere nostalgico, ma di promuovere il riconoscimento della nostra personalità storico-culturale, pur nell'ampiezza di orizzonti che la vita odierna propone.
L'apprendimento della storia oggi si giustifica, oltre che ai fini di una formazione culturale basata sulla consapevolezza delle identità e delle diversità presenti in una società sempre più composita,anche e soprattutto in funzione della comprensione delle realtà odierne e dei processi evolutivi in atto e delle conseguenti possibilità di progettare quanto più consapevolmente il proprio futuro individuale e collettivo.
Da un lato quindi é essenziale a comprendere identità e diversità attuali che sono aspetti inscindibili e complementari di una società multiculturale e che non possono prescindere dalla conoscenza delle loro premesse storiche. Dall'altro deve contribuire a far acquisire senso di responsabilità e capacità di progettazione in un periodo cruciale di transizione e trasformazione della vita individuale e collettiva, nel quale è in gioco l'esistenza e la qualità di vita delle generazioni future e ogni scelta rischia di divenire irreversibile. In sintesi oggi la storia può servire a "leggere il presente". Tutte le realtà odierne sono frutto di una sedimentazione millenaria di cui è possibile rintracciare tracce e segni. Lo spessore storico dell'attualità è particolarmente percepibile nell'ambiente prossimo, quello che si frequenta quotidianamente. Per questo la lettura della propria città, del proprio centro e del suo territorio e dei retaggi architettonico-urbanistici del loro passato può costituire un itinerario in cui saggiare la valenza formativa delle discipline storiche.
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