N. 3 - Dicembre 2003

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[Aut. Trib. Bologna n. 7163 del 3/10/2001]

ISSN 1720-190X






Mario Galleri
L'avvento di Internet nella rappresentazione dei partiti americani

Internet - o meglio l'utopia della comunicazione - nel corso degli anni Novanta ha rappresentato per gli Usa il paradigma sociale per eccellenza, quello che più di ogni altro ha operato per riattivare una collettività logorata dal lunghissimo dopoguerra.

Melissa Nicolini
Boschi e territorio nella Lombardia dell'Ottocento

Il depauperamento dei boschi lombardi, iniziato nel corso del XVIII secolo , assunse in quello successivo dimensioni del tutto inedite, tanto da imporsi all'attenzione di un pubblico sempre più vasto.

Danilo Breschi
Camillo Pelizzi: una storia della cultura politica italiana

Redigendo il proprio saggio sul "lungo viaggio" di Delio Cantimori dentro e attraverso il fascismo, Roberto Pertici faceva notare nel 1997 (p. 67n) il fatto che "su Pellizzi si deve lamentare l'assenza di uno studio complessivo".


La démocratie européenne à l’épreuve des changements économiques et sociaux, XIXe – XXe siècle

Actes du colloque international de la Maison de l’Europe Contemporaine (Université Paris Ouest Nanterre La Défense) Florence, 25-26 juin 2007

Sous la direction de Francis Démier et Elena Musiani
L’Europa così come è stata costruita dopo la Seconda guerra mondiale, è stata progettata per la democrazia e per garantire la pace tra le nazioni, ma ha anche voluto aggiungere alla democrazia politica una democrazia sociale in grado di respingere i caratteri negativi del capitalismo.
Il convegno alla base di questa pubblicazione ha avuto come scopo quello di riflettere sulle trasformazioni imposte all’Europa dalle politiche anti-inflazionistiche degli anni Ottannta e, più tardi, dai vincoli della globalizzazione dei mercati. Al termine di questo processo, il modello difeso dai padri fondatori si è profondamente evoluto. La prima fase di integrazione europea è stata definita dall’ambizione di raggiungere un livello elevato di protezione sociale, dallo sviluppo dell’occupazione, dalla rinnovata forza dei sindacati e di partiti politici in grado di dare credibilità ai meccanismi dell’alternanza delle maggiornaze politiche. In un quarto di secolo quel “modello europeo” – ora esteso a 27 – ha cambiato volto: la mobilità dei lavoratori e la flessibilità, la deregolamentazione dei mercati, una maggiore disparità di reddito, un’attenzione privilegiata agli azionisti nella distribuzione della plusvalenza, l’indebitamento degli Stati. Questa metamorfosi dell’Europa, unita al fatto che da continente di emigrazione essa è oggi divenuta una zona di forte immigrazione, ha risvegliato vecchie rivendicazioni nazionali, ma anche regionali e reso più incerta la sua stessa identità. In questo rinnovato quadro europeo si è poi progressivamente manifestato un deficit democratico, illustrato dalla disarmonia dei meccanismi di decisione tra livello nazionale ed europeo, ma anche dall’indebolimento di quei partiti politici capaci di dare risposta alle rivendicazioni dei popoli europei.




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