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SeF Redazione Gli orizzonti del giornalismo nella rivoluzione dei media
Gli orizzonti del giornalismo nella rivoluzione dei media, convegno tenuto presso l’Università di Bologna, venerdì 11 marzo 2011.
Una giornata di studio dedicata a come le nuove tecnologie cambiano il mondo del giornalismo.
Con Ferruccio De Bortoli, Luca Sofri e Giulio Gargia
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Marco Severini La Repubblica romana del 1849: una pagina di storia attuale
Nell’anno del 150° anniversario dell’Unità d’Italia ha trovato spazio, a 56 anni di distanza dall’ultima monografia scientifica sul tema, un nuovo lavoro sulla Repubblica romana del 1849. Naturalmente, alla vigilia di questo importante appuntamento, se ne sono lette e sentite di tutti i colori sull’Unità e sulla storia italiana e qualche intervento è giunto a coinvolgere la stessa Repubblica quarantanovesca.
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Gaetano Greco Il bambino e l’acqua sporca. Riflessioni sulla nuova formazione degli insegnanti delle Scuole secondarie
Qualche settimana fa si è tenuta una prima riunione della commissione composta dai docenti universitari toscani, a vario titolo coinvolti nel nuovo sistema di formazione degli insegnanti delle Scuole secondarie. Molti i dubbi sollevati dalle norme del Decreto 10 settembre 2010, n. 249, molti i timori per le difficoltà della sua attuazione e per la carenza di sufficienti risorse umane, logistiche e finanziarie, molte le proposte: insomma, una discussione franca e aperta, come non sempre capita.
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Actes du colloque international de la Maison de l’Europe Contemporaine (Université Paris Ouest Nanterre La Défense) Florence, 25-26 juin 2007
Sous la direction de Francis Démier et Elena Musiani
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L’Europa così come è stata costruita dopo la Seconda guerra mondiale, è stata progettata per la democrazia e per garantire la pace tra le nazioni, ma ha anche voluto aggiungere alla democrazia politica una democrazia sociale in grado di respingere i caratteri negativi del capitalismo.
Il convegno alla base di questa pubblicazione ha avuto come scopo quello di riflettere sulle trasformazioni imposte all’Europa dalle politiche anti-inflazionistiche degli anni Ottannta e, più tardi, dai vincoli della globalizzazione dei mercati. Al termine di questo processo, il modello difeso dai padri fondatori si è profondamente evoluto. La prima fase di integrazione europea è stata definita dall’ambizione di raggiungere un livello elevato di protezione sociale, dallo sviluppo dell’occupazione, dalla rinnovata forza dei sindacati e di partiti politici in grado di dare credibilità ai meccanismi dell’alternanza delle maggiornaze politiche. In un quarto di secolo quel “modello europeo” – ora esteso a 27 – ha cambiato volto: la mobilità dei lavoratori e la flessibilità, la deregolamentazione dei mercati, una maggiore disparità di reddito, un’attenzione privilegiata agli azionisti nella distribuzione della plusvalenza, l’indebitamento degli Stati. Questa metamorfosi dell’Europa, unita al fatto che da continente di emigrazione essa è oggi divenuta una zona di forte immigrazione, ha risvegliato vecchie rivendicazioni nazionali, ma anche regionali e reso più incerta la sua stessa identità. In questo rinnovato quadro europeo si è poi progressivamente manifestato un deficit democratico, illustrato dalla disarmonia dei meccanismi di decisione tra livello nazionale ed europeo, ma anche dall’indebolimento di quei partiti politici capaci di dare risposta alle rivendicazioni dei popoli europei.
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