N. 22 - Marzo 2010

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[Aut. Trib. Bologna n. 7163 del 3/10/2001]

ISSN 1720-190X






Stefano Ventura
I terremoti italiani del secondo dopoguerra e la Protezione civile

La fragilità del territorio italiano è un argomento che torna periodicamente d’attualità quando si verificano eventi calamitosi più o meno importanti, dovuti alla sua conformazione geomorfologica e in parte anche all’“umana imprevidenza”. Tra queste periodiche calamità un peso specifico particolare lo hanno ricoperto i terremoti; una larghissima parte del territorio nazionale, infatti, è a rischio sismico elevato

Sebastiano Marco Cicciò
“E il viaggio non finiva mai”
Note sull’emigrazione italiana transoceanica


Un viaggio per mare segna l?inizio di molte storie di emigrazione. Tra il 1876 e il 1976, più di 11 milioni di italiani attraversarono l?oceano Atlantico alla ricerca di lavoro e di una vita migliore. Nel primo quindicennio del XX secolo, quando i flussi transoceanici raggiunsero l?apice, una media di 300.000 persone partiva annualmente dai quattro porti d?imbarco autorizzati di Genova, Napoli, Palermo e Messina ...

Luca Mori
Media, propaganda politica e consenso nel XX secolo

“La cinematografia è l’arma più potente”: nel 1937, in occasione dell’avvio dei lavori per la nuova sede dell’Istituto Luce, questo slogan campeggiava a caratteri cubitali sotto un’immagine del duce impegnato alla camera da presa. Non si trattava di una scoperta dell’ultima ora, ma della conferma di un’intuizione che risaliva ai primordi dell’era fascista ...

Maria Grazia Parri
Morbi, rimedi e cure del corpo e dell’anima
Un percorso storico tra pittura e scienza dall’anatomia medica all’anatomia sociale


Sopra una fredda tavola di marmo, livido, giace il corpo di un uomo; di fianco, la madre trasfigurata nel dolore di chi ha perso un figlio. La visione si concentra sulla prospettiva frontale che, drammaticamente, fa percepire la pesantezza delle membra e della testa di quel corpo ...



La démocratie européenne à l’épreuve des changements économiques et sociaux, XIXe – XXe siècle

Actes du colloque international de la Maison de l’Europe Contemporaine (Université Paris Ouest Nanterre La Défense) Florence, 25-26 juin 2007

Sous la direction de Francis Démier et Elena Musiani
L’Europa così come è stata costruita dopo la Seconda guerra mondiale, è stata progettata per la democrazia e per garantire la pace tra le nazioni, ma ha anche voluto aggiungere alla democrazia politica una democrazia sociale in grado di respingere i caratteri negativi del capitalismo.
Il convegno alla base di questa pubblicazione ha avuto come scopo quello di riflettere sulle trasformazioni imposte all’Europa dalle politiche anti-inflazionistiche degli anni Ottannta e, più tardi, dai vincoli della globalizzazione dei mercati. Al termine di questo processo, il modello difeso dai padri fondatori si è profondamente evoluto. La prima fase di integrazione europea è stata definita dall’ambizione di raggiungere un livello elevato di protezione sociale, dallo sviluppo dell’occupazione, dalla rinnovata forza dei sindacati e di partiti politici in grado di dare credibilità ai meccanismi dell’alternanza delle maggiornaze politiche. In un quarto di secolo quel “modello europeo” – ora esteso a 27 – ha cambiato volto: la mobilità dei lavoratori e la flessibilità, la deregolamentazione dei mercati, una maggiore disparità di reddito, un’attenzione privilegiata agli azionisti nella distribuzione della plusvalenza, l’indebitamento degli Stati. Questa metamorfosi dell’Europa, unita al fatto che da continente di emigrazione essa è oggi divenuta una zona di forte immigrazione, ha risvegliato vecchie rivendicazioni nazionali, ma anche regionali e reso più incerta la sua stessa identità. In questo rinnovato quadro europeo si è poi progressivamente manifestato un deficit democratico, illustrato dalla disarmonia dei meccanismi di decisione tra livello nazionale ed europeo, ma anche dall’indebolimento di quei partiti politici capaci di dare risposta alle rivendicazioni dei popoli europei.




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