Chiara Sighele
AestOvest
Storia, memoria e attualità di una terra di confine
Un Dvd per riflettere a scuola su confini, memorie divise e apertura all’altro nell’Europa di oggi
Il 21 dicembre 2007 il confine tra l’Italia e la Slovenia finalmente si apriva del tutto, con l’ingresso della Slovenia nella cosiddetta area Schengen. Nessun luogo poteva essere più adatto della piazza della Transalpina, per decenni simbolo in Italia della guerra fredda, a ospitare l’euforia dei festeggiamenti.
L’Alto Adriatico, un’area per secoli multiculturale, è stato sfigurato dai nazionalismi e totalitarismi del Novecento che l’hanno trasformato in terreno di conflitti nazionali e ideologici. Dopo anni di silenzio sui drammatici eventi vissuti dalle popolazioni residenti lungo il confine italo-jugoslavo prima e dopo la Seconda guerra mondiale, nel 2004 il parlamento italiano ha istituito per legge il “Giorno del ricordo”, che si celebra il 10 febbraio. Gli incidenti politico-diplomatici occorsi tra il presidente italiano, croato e sloveno in occasione delle commemorazioni del 2007 e 2008 hanno mostrato che il Giorno del ricordo da opportunità per una nuova elaborazione del passato finalmente condivisa si è trasformato in ricorrenza problematica a livello nazionale ed europeo. La difficoltà di costruire una narrazione comune delle tragedie avvenute lungo questo confine riflette più in generale il difficile processo di rielaborazione storica del Novecento avviato in tutta Europa a partire da quando la fine della guerra fredda ha permesso una nuova riflessione sulla tragica storia del nostro continente e delle singole storie locali1.
Partendo da questa considerazioni nel 2008 Osservatorio Balcani e Caucaso ha dedicato all’Alto Adriatico parte del proprio lavoro di approfondimento realizzando il progetto AestOvest: una sezione on-line, due seminari pubblici e il dvd-rom qui presentato, che si rivolge in particolare agli insegnanti della scuola superiore2.
Il tema del rapporto con il passato rientra nei tradizionali filoni di ricerca di Osservatorio: dopo anni di lavoro sui processi di riconciliazione nei Balcani3AestOvest ha esteso l’indagine alla riconciliazione con i Balcani spostando l’attenzione sulla rielaborazione delle memorie della Seconda guerra mondiale tra Italia, Slovenia e Croazia e va dunque ricondotto alla riflessione sulle “memorie in Europa”: una questione di grande attualità in tutti i Paesi europei e di vitale importanza per il successo del percorso di unificazione europeo4.
AestOvest. Storia, memoria e attualità di una terra di confine si presenta non come un lavoro di ricerca storica ma piuttosto come un’opera di divulgazione ragionata, che da un lato dissemina i risultati della storiografia italiana più rilevante sull’argomento e dà spazio al punto di vista della storiografia slovena e croata, dall’altro contribuisce a diffondere il molto materiale prodotto in questi anni da associazioni, media, istituzioni sul tema del confine tra Italia e Slovenia e sulla realtà composita dell’Istria. Il Dvd si sviluppa in tre moduli principali: Storia; Luoghi e memorie; In Europa.
La storia
Il modulo storico è introdotto da una sintesi delle complesse vicende storiche che hanno lacerato le comunità di confine nel XX secolo. La narrazione inizia dal 1866, con il progressivo indebolimento dell’Impero austroungarico e la contestuale affermazione dei movimenti nazionalisti italiano e pan-jugoslavo, e arriva fino al 2008, anno che vede la Slovenia presidente di turno del Consiglio dell’Unione europea. Nel corpo del testo alcuni link direttamente cliccabili permettono di aprire contributi multimediali adatti a stimolare la discussione in aula e l’apprendimento degli studenti, come: estratti video di documentari che ricostruiscono l’insinuarsi del nuovo confine tra campi, case e famiglie a Gorizia nell’estate del ’47 oppure che raccontano la sfida tra Gorizia e Nova Gorica, città costruita ex novo per mostrare la superiorità del socialismo5; un fotoracconto sulla dissoluzione jugoslava; il servizio di un giornalista istriano sul nuovo confine Schengen tra Slovenia e Croazia, divenuto oggi, da semplice divisione amministrativa quale fu per tutto il Novecento, confine oggetto di nuovi contenziosi territoriali e grave ostacolo alla libertà di movimento.
Il testo in tre paragrafi – Sulle spoglie dell’Impero austroungarico; Contro il mosaico etnico; Dalla guerra fredda all’Unione Europea – segue le sorti della composizione multietnica dell’Alto Adriatico e rivela un approccio che predilige la storia sociale delle zone di confine. Al contempo, il Dvd offre strumenti per un’analisi attenta anche alla storia politica: un ampio apparato cartografico per seguire gli spostamenti del confine, una raccolta dei principali accordi internazionali, una dettagliata cronologia degli eventi più significativi dal 1866 al 2008.
I luoghi e le memorie
Il secondo modulo invita a riflettere sulle drammatiche conseguenze dell’avvento di regimi autoritari nel XX secolo in Europa. L’analisi riprende il concetto di “luogo della memoria” dello storico francese Pierre Norà, secondo il quale per ricordare eventi del proprio passato le società si affidano a rappresentazioni che possono prendere la forma di rituali collettivi quali giornate commemorative, o assumere forme materiali come monumenti, musei e toponimi. Anche in questo caso l’introduzione è affidata a un testo cui è affiancata la cartina “Visita i luoghi”, che visualizza su una mappa i luoghi selezionati e li collega a brevi schede di presentazione, corredate da gallerie fotografiche e altri contributi multimediali.

Un militare americano traccia il confine con la calce sulla via di San Pietro il 15 settembre 1947. Foto: Musei Provinciali Gorizia
La selezione dei luoghi proposta mira a esemplificare scelte diverse in termini di politiche della memoria. Accanto a monumenti come Redipuglia, che esalta il martirio per la patria dei propri caduti, e la Risiera di San Sabba, che ricorda le vittime della Shoah e del nazifascismo in Italia, ci sono luoghi che per lungo tempo non sono stati riconosciuti come “portatori di memoria”, quali il Narodni Dom/Hotel Balkan, casa di cultura slovena a Trieste distrutta da squadre fasciste nel 1920, o il Campo Raccolta Profughi di Padriciano, simbolo del tragico sradicamento del 90% della comunità italiana dalla ex Jugoslavia. Goli Otok/Isola nuda è invece un caso manifesto di politica dell’oblio tuttora in corso, perché nessun monumento commemora quei comunisti jugoslavi (tra cui molti italiani) che nel conflitto politico tra Tito e Stalin furono fedeli alla linea sovietica e per questo vennero internati sull’isola. Altri luoghi sono teatro di memorie in conflitto, per esempio Basovizza, mentre il memoriale di Rab/Arbe simboleggia un cortocircuito della memoria: eretto nella Jugoslavia di Tito per commemorare le vittime del campo di concentramento fascista, fu costruito con le pietre scavate dagli internati a Goli Otok.
Concepiti per tramandare la memoria del passato, questi luoghi parlano della visione del mondo di chi li costruisce e rappresentano un ponte tra la storia e l’attualità. La riflessione finale suggerisce che lungo il confine manca ancora un luogo della memoria che riconosca i crimini commessi dalla propria parte ideologica o nazionale; prenda le distanze in modo definitivo dalla violenza politica; mostri compassione per il dolore delle vittime. Solo un tale monumento potrebbe riconciliare le memorie non solo a livello nazionale ma anche transnazionale. L’ultima tappa dell’itinerario ritorna così all’attualità, proponendo la visita alla Piazza della Transalpina, divisa tra Gorizia e Nova Gorica e scena della festa per la definitiva rimozione del confine tra Italia e Slovenia.

Piazza della Transalpina, Gorizia e Nova Gorica. Foto di Nicola Lott – Osservatorio sui Balcani, 2008
In Europa
Attraverso quattro percorsi il terzo modulo propone di esplorare l’attualità del vivere in un territorio di confine, la cui realtà multietnica si ricrea nel tempo nonostante tutti i tentativi volti all’omogeneizzazione. Ciascun percorso articola un sintetico ragionamento su cosa significa vivere in un ambiente linguisticamente ed etnicamente non omogeneo. La complessità di un contesto multiculturale comporta infatti anche molte difficoltà che bisogna essere preparati ad affrontare perché da tale esperienza si possono ricavare importanti risorse per gestire al meglio le sfide del mondo contemporaneo.
Abitanti
Mostra che la modernizzazione economica dal secondo dopoguerra ha grandemente influenzato il complesso intreccio di lingue, religioni e culture differenti. A condurre gli studenti nell’arricchito mosaico multietnico dell’Alto Adriatico ci sono tra gli altri una giovane fumettista, un’affermata autrice di libri per ragazzi, una sociologa che da anni lavora con le scuole.
Lingue. Indaga le modalità con cui il plurilinguismo viene garantito nei territori tra Italia e Slovenia e in Istria. Un gruppo rock poliglotta e una giornalista del quotidiano di lingua slovena di Trieste offrono alcuni spunti da cui partire per riflettere sull’opportunità di tutelare le lingue delle minoranza.
Confini. Invita a ragionare sull’esistenza del confine, sul suo significato in termini di costruzione di identità ma anche di creazione di divisioni. Per queste terre l’integrazione europea ha rappresentato la realizzazione di un sogno lungo 50 anni e il 20 dicembre 2007 centinaia di cittadini di Gorizia e Nova Gorica hanno festeggiato in piazza tutta la notte6.
Relazioni. L’Unione europea offre incentivi affinché le relazioni transfrontaliere non siano un affare esclusivo degli stati ma diventino alla portata di scuole, enti locali, associazioni. Relazioni mette a fuoco il ruolo dell’integrazione europea nel far sì che problemi comuni vengano affrontati e risolti a livello locale e chiama a testimoniare tra gli altri anche docenti e alunni delle scuole del confine.
Gli strumenti
Accanto ai tre moduli specifici sull’area trattata e articolati nei percorsi sopra descritti, il Dvd mette a disposizione degli insegnanti numerosi materiali utili per predisporre altri percorsi tematici trasversali a quelli proposti. Inoltre il Dvd, navigabile on-line gratuitamente, è una risorsa per lo studio individuale o il lavoro di gruppo.
Le Voci. In ogni modulo questa sezione aggiunge ai contribuiti inseriti nei percorsi ulteriori materiali diversificati per tipologia e contenuti: documentari, interviste, fotografie d’epoca e fotoracconti, musica e racconti.
Le Mappe.Ricostruiscono tutti gli spostamenti del “confine mobile” dalla Terza guerra di indipendenza nel 1866 alla proclamazione dell’indipendenza di Slovenia e Croazia nel 19917.
I Documenti. La sezione riunisce 10 trattati internazionali; le leggi italiane più rilevanti sui temi affrontati; la relazione della Commissione mista storico-culturale italo-slovena, pubblicata nel 2000 ma assai poco diffusa.
La Cronologia. Dal 1866 al 2008 si ricostruiscono anno per anno le date più significative per il confine nella storia italiana, jugoslava e slovena e croata.
La Bibliografia. Si tratta di una lista ragionata di volumi su vari aspetti del confine: saggistica, ma anche letteratura, materiali didattici, testimonianze.
La Sitografia. Illustra i siti di musei e memoriali e dei principali istituti e associazioni che lavorano sul confine.
La sezione on-line. www.osservatoriobalcani.org/aestovest: articoli e interviste per approfondire gli aspetti più legati all’attualità dell’area
Ripercorrendo la storia, i luoghi della memoria e la realtà attuale dell’area alto-adriatica, il Dvd AestOvest. Storia, memoria e attualità di una terra di confine si propone quindi agli insegnanti come supporto didattico multimediale per affrontare il tema del confine ma non solo. Prendendo le mosse dalla storia locale e ragionando sulle memorie divise di Italia, Slovenia e Croazia, il Dvd offre molteplici stimoli e strumenti per discutere della memoria europea del secolo breve e dell’attuale processo di integrazione europea che promuove il riconoscimento dell’esperienza dell’altro e della sua ricchezza culturale, al fine di creare uno spazio politico e culturale basato su una cittadinanza inclusiva.