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Michele Finelli Mazzini e Garibaldi a confronto sull?Unità d?ItaliaConvegno Internazionale di studi, Roma, 17-19 settembre 2008 Il convegno, organizzato dalla ?Mazzini Society? con il patrocinio dei Comitati per le Celebrazioni dei bicentenari di Mazzini e Garibaldi, ha rappresentato, nell?intento dei promotori, l?occasione per tracciare un bilancio sul denso triennio di incontri e congressi dedicati ai due ?padri della patria?. La tre giorni romana, cui hanno preso parte studiosi italiani e stranieri, è stata ospitata nella suggestiva Sala del Primaticcio della Società Dante Alighieri, rappresentata in apertura di lavori dal suo bresidente, l?Ambasciatore Bruno Bottai. Giuliana Limiti (Università di Roma 3) ha aperto gli interventi con una relazione intitolata Mazzini e Garibaldi: pensiero e azione. Secondo la Limiti, piuttosto che richiamare i contrasti che a partire dal 1849 divisero Mazzini e Garibaldi, è doveroso individuare i punti di contatto tra i due: la storiografia risorgimentale ? ha sostenuto la Limiti ? deve proiettarsi sulle celebrazioni del 2011 puntando sul binomio Mazzini-Garibaldi.
A Roland Sarti (Massachussets University) e Giuseppe Monsagrati (Università ?La Sapienza? di Roma) è spettato il compito di parlare de La formazione della personalità e la definizione degli orientamenti politici in Mazzini e in Garibaldi. Sarti, biografo di Mazzini, ha sottolineato l?importanza del soggiorno svizzero del patriota, giunto in Inghilterra nel 1837 con una personalità politica già definita e formata. Lo storico ha inoltre ricordato, senza alcuna concessione alla retorica, il ruolo di Maria Drago nell?educazione del figlio: fu grazie agli stimoli materni se Mazzini individuò nella scrittura un potente mezzo di diffusione delle idee. Monsagrati ha invece osservato che fino al 1836 Garibaldi non scrisse alcuna lettera di contenuto politico, e che a differenza di Mazzini egli fu sempre più cauto nella descrizione della vita privata, privilegiando quella politico-militare. L?operazione editoriale delle Memorie, secondo Monsagrati, è utile per comprendere l?intelligenza politica di Garibaldi. Rispetto alla spinosa questione della simpatia di Garibaldi per la monarchia, oggetto di contrasti con Mazzini, lo storico romano ha ricordato che lo stesso patriota genovese, in più occasioni, fu obbligato a cercare la ?trattativa? col sovrano. Christopher Duggan ha chiuso la prima sessione dei lavori, occupandosi de La svolta del 1859-1860: Crispi, Mazzini e Garibaldi.
John Davis (Connecticut University) ha aperto la seconda giornata di lavori, esaminando nella relazione Mazzini, Garibaldi e il Sud i rapporti tra i due padri della Patria ed il Meridione. Sia Mazzini che Garibaldi avevano compreso la centralità della questione meridionale, ma secondo Davis non si può imputare a loro, e più in generale solo al Risorgimento Italiano, l?attuale persistenza dello squilibrio tra nord e sud del paese. Maurizio Ridolfi ha trattato il tema Tra Mazzini e Garibaldi: popolo, democrazia e tradizione repubblicana, mentre Fulvio Conti, riprendendo un interessante saggio pubblicato su «Storia Contemporanea» si è occupato di Mazzini, Garibaldi e la Massoneria. Nicola Del Corno (Università di Milano), ha dato voce ai nemici di Mazzini e Garibaldi, nella reazione Il ?famelico girovago? ed il ?grosso marinaio?: Mazzini e Garibaldi nella polemica reazionaria. Del Corno ha comunque osservato che i reazionari riconoscevano a Mazzini una tenacia ed una coerenza politica fuori del comune. Andrea Bocchi (Domus Mazziniana, Pisa) ha chiuso la seconda sessione occupandosi di Mazzini e Garibaldi nella satira risorgimentale. Prendendo spunto dalla mostra organizzata presso la Domus Mazziniana nel 2006 ed intitolata La satira al tempo di Mazzini, Bocchi ha mostrato un vasto campione di vignette e pubblicazioni satiriche, facendo notare come Mazzini fosse il più delle volte irriconoscibile.
La terza sessione è stata dedicata ad alcuni esponenti di rilievo del movimento risorgimentale che hanno vissuto il loro percorso a fianco di Mazzini e Garibaldi. Eva Cecchinato (Università di Venezia), ha parlato dell?Itinerario politico-militare di Nicola Fabrizi da cospiratore mazziniano a Ministro della Guerra garibaldino, mentre Francesco Bonini (Università di Teramo) ha affrontato con estrema chiarezza il complesso tema Francesco Crispi e la sinistra risorgimentale postunitaria. A Pierluigi Bagatin (Comune di Lendinara) è spettato il compito di offrire un profilo di Alberto Mario e Jessie White, biografa di Mazzini e Garibaldi. Michele Finelli (Università di Pisa) ha invece parlato della Famiglia Nathan e l?eredità risorgimentale. Ripartendo dagli argomenti approfonditi ne Il Monumento di Carta, Finelli si è soffermato sulla novità editoriale di questi anni, vale a dire la ristampa anastatica del libro di Alessandro Levi Ricordi della vita e dei tempi di Ernesto Nathan, recensito peraltro su ?Storia e Futuro?. Simona Costa (Università di Roma 3), ha invece tracciato un quadro sulla presenza di Mazzini e Garibaldi nella letteratura italiana del ?900 sottolineando come alla consistente presenza di Garibaldi è corrisposta una maggior ?sfortuna? letteraria del patriota genovese.
L?ultima sessione di interventi, svoltasi la mattina del 19, aveva un taglio internazionale. Jean-Yves Fretigné (Università di Rouen), biografo francese di Mazzini, ha trattato il tema L?opinione pubblica e l?intellettualità francese davanti a Mazzini e Garibaldi, mentre Marcella Pellegrino (Newcastle University) si è occupata de L?immagine di Mazzini e Garibaldi in Inghilterra: tra realtà e invenzione. Francesco Guida (Università di Roma 3) ha esaminato lo sviluppo di Democrazia Mazziniana e movimento garibaldino nell?Europa centro-orientale mentre Pietro Finelli (Domus Mazziniana) ha concluso i lavori congressuali tracciando un profilo dell?idea di Europa nel discorso pubblico risorgimentale: Finelli ha insistito sul ruolo di ispiratore che Mazzini ha avuto per i padri della moderna Unione Europea, soffermandosi in particolare sulla figura di Altiero Spinelli.
Il congresso ha avuto una coda teatrale. Nella serata del 19 è stata rappresentata, presso il teatro Piccolo Eliseo, una pièce dedicata a Jessie White Mario, interpretata da Maria Paiato.
Il congresso romano, brillantemente preparato da Mario Di Napoli, Marco Debenedetti, Angelo Luceri e Luigi Petrella ha rappresentato una degna conclusione agli eventi dei bicentenari. Seguito da un folto pubblico ed arricchito da un confronto serrato tra i relatori, merita sicuramente di essere ?prolungato? con la quanto mai auspicabile pubblicazione degli atti.
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