Fiorenza Tarozzi
Giuseppe Trevisi
Odoardo Lodi sindaco di Persiceto (1907-1912)
Storia di un socialista nell'Italia giolittiana Argelato (Bologna), Minerva Edizioni, 2007Il filone di studi dedicato all'analisi critica della storia di amministrazioni locali nella stagione dell'Italia liberale trova spesso, anche se oggi è meno percorso di alcuni decenni fa, interessanti contribuiti da parte di studiosi che con cura e pazienza si pongono alla ricerca di nuove fonti e che si mostrano capaci di analizzarle criticamente amalgamando metodologie proprie della storia politica e della storia sociale. Così vengono alla luce profili di protagonisti apparentemente minori, le cui vicende si intrecciano con quelle di altri ben più conosciuti per il ruolo giocato a livello nazionale, ma anche percorsi di vita collettivi e esperienze significative dello sviluppo sociale ed economico dell'Italia post-unitaria. Il caso studiato da Giuseppe Trevisi fa emergere con chiarezza il nesso tra storia periferica e storia nazionale attraverso i rapporti ? non sempre facili ? le convergenze operative, i dissidi e gli scontri tra due personalità del socialismo d'inizio secolo: il deputato Enrico Ferri e l'organizzatore-amministratore Odoardo Lodi.
Solo apparentemente limitato agli anni in cui i due furono deputato di collegio il primo e sindaco il secondo, in realtà l'angolo di osservazione è posto su due decenni ? l'ultimo dell'Ottocento e il primo del Novecento ? e su quella stagione politica che chiudeva col Risorgimento e si apriva alle lotte sociali e politiche. Di queste si facevano protagonisti nuovi soggetti collettivi: le leghe, le società di resistenza e di miglioramento, le cooperative; soggetti radicati sul territorio e capaci di dare voce a istanze locali collocandole in una dimensione nazionale attraverso principalmente l'operato di amministratori capaci e sensibili quale fu il sindaco di San Giovanni in Persiceto Odoardo Lodi. Non fu però, come il saggio di Trevisi dimostra, una vicenda semplice e sempre lineare ? spesso forti personalità e progettualità politiche vennero a scontrarsi traducendo contrasti ideologici in scontri personali e personalistici anche drammaticamente conclusisi ? come quella, qui, accuratamente narrata.
Nelle pagine del saggio si intrecciano in maniera forte fatti locali con eventi nazionali: le questioni interne al Partito socialista, lo scontro tra riformismo e massimalismo, le scelte economiche e le linee di politica internazionale; e, sullo sfondo, le vicende di un piccolo comune della provincia bolognese. Attorno al rapporto Ferri-Lodi si svolge gran parte del saggio, un rapporto costruito inizialmente su basi di reciproco rispetto e degenerato poi in un dissidio che assunse una dimensione pubblica nel 1911 con accuse reciproche di malcostume, opportunismi, di ricerca di guadagni e ricchezze personali. Drammatica è la conclusione sia per lo scenario in cui si inserì e che vedeva il Paese precipitare verso il primo conflitto mondiale sia per le vicende personali dei due protagonisti coinvolti in un lungo e doloroso processo che ne minò credibilità e moralità. Fu il sindaco persicetano a subirne le conseguenze più pesanti: la sconfitta giudiziaria lo portò a lasciare per un breve periodo l'Italia per rientrare dopo pochi mesi ? ammalato più che nel fisico nella mente e nel cuore ? e morire in manicomio il 23 novembre 1915. Di lui restano però le realizzazioni e l'impegno a favore di una comunità di cui si sentiva- come l'autore ben dimostra ? parte integrante e che giustamente le pagine di questo libro restituiscono ai suoi concittadini e a quanti sono sollecitati a conoscere pagine di storia solo apparentemente locale e territoriale.