N. 16 - Marzo 2008


ISSN 1720-190X





Gianluigi Di Giangirolamo

Guido Crainz
L'ombra della guerra
Il 1945, l'Italia

Roma, Donzelli, 2007

Guido Crainz, con il suo libro “L'ombra della guerra” riesce a dare un quadro storico ben definito di un anno complesso come il 1945, quando l'Italia sta lasciando dietro di sé vent'anni di regime fascista e un conflitto mondiale. In modo particolare, propone l'analisi di un paese provato dall'occupazione nazista, dai bombardamenti degli Alleati e da un conflitto armato interno per la liberazione.

Attraverso l'utilizzo di documenti d'archivio, spesso inediti, della letteratura, del giornalismo e delle memorie, l'autore descrive questo periodo storico, che conosce molte contraddizioni e difficoltà. Un momento di crisi profonda, tra ciò che era passato e il futuro incerto di una nazione. Inoltre, per diverse ragioni, afferma Crainz, “l'impatto di una crisi radicale alimenta modi differenti e opposti di vivere la transizione, in cui un confrontarsi e alternarsi di speranze e paure: fra l'ansia di trasformazione e il bisogno di sicurezza, fra l'aspirazione confusa a mutamenti radicali e il desiderio di un rapido ritorno alla normalità” (p. 9).

Un quadro, quello dell'autore, che mette in risalto le difficoltà e i fermenti che si manifestano lungo il paese. Viene, infatti, evidenziato il disagio di milioni di uomini e di donne a Nord e a Sud, al fine di evitare il rischio di rimuovere, come e quanto l'ombra della guerra abbia influito su quell'Italia “liberata prima della liberazione”, mentre al Nord della nazione la guerra stava forse entrando nella sua fase più tragica.

La diffusione della miseria e il dilagarsi dell'illegalità a Sud del fronte, in particolare poi, sono analizzati dall'autore attraverso lettere, documenti e resoconti giornalistici: “Nulla manca nelle denunce dei vescovi: l'intensificarsi di furti e rapine, l'esasperarsi dei problemi connessi all'alimentazione, l'egoismo di padroni che negano ‘la mercede conveniente all'operaio', il mercato nero e le vendette private, la prostituzione e l'insensibilità morale. Le donne cariche di figli senza l'aiuto dei mariti, gli anziani con la misera pensione stritolata dall'inflazione, i disoccupati: ‘e noi li vediamo affamati, addolorati, lividi di rabbia e spesso indotti dalla necessità ai furti alle rapine'” (p. 27). Nello stesso momento nell'Italia del Nord comincia la cosiddetta “guerra inespiabile”, un periodo definito da Crainz, come il momento più difficile, con un crescendo di stragi, rastrellamenti violenze naziste e fasciste contro le popolazioni.

Dal volume si percepiscono chiaramente le difficoltà del paese nel passaggio verso la democrazia, create dalla persistenza di alcune delle strutture statali e delle burocrazie legate ancora al regime fascista. Non di meno, i nodi generati da quegli episodi di odio e di violenza, spesso citati attraverso l'uso delle numerose fonti, che la dittatura e la controffensiva nazista avevano creato, generando un tessuto sociale difficile da ricomporre. E “Più in generale il paese sembra attraversato dalla tensione tra due poli: da un lato l'attesa di profonde trasformazioni, dall'altro il crescente bisogno di un ritorno alla normalità che apra la via alla ricostruzione, dopo le immani distruzioni belliche. È una tensione che solo in parte contrappone ceti sociali e individui: più spesso li attraversa, vive al loro interno” (p. 139).




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