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Lorenzo Mazzoni Marxisti ad Aden
Nel 1828 il generale Bagnold, rappresentante della Corona Inglese nello Yemen, suggerì una penetrazione più massiccia, in quanto Aden si prestava bene, grazie alla sua posizione naturale, a diventare un porto imprendibile per le navi da guerra e un ottimo deposito per il carbone
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Luisa Lama Giuseppe Dozza
Storia di un sindaco comunista
Il 1901 era stato salutato a Bologna da una grande festa popolare. Alle 23,58, con un anticipo di due minuti, il cannone di San Michele in Bosco sparava a salve per celebrare il primo anno del secolo che stava nascendo. Il tempo era stato inclemente. Una pioggia incessante scendeva dal pomeriggio e alla sera piazza Maggiore era tutto un nereggiare di ombrelli aperti ...
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Stefano Maggi Fra storia locale e storia sociale
Appunti per lo studio del territorio
Homines dum docent discunt . Il detto latino di Seneca, è alla base del metodo usato per l'avvio di questa ricerca. Un metodo rovesciato rispetto a quelli usuali, perché è partito dalla percezione da parte degli studenti del corso di Storia del territorio e dello sviluppo locale, tenuto presso l'Università di Siena, rispetto alle problematiche degli insediamenti umani, analizzate soprattutto nei cambiamenti degli ultimi due secoli.
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Silvana Anna Bianchi Storiografia e insegnamento della storia. Vita e miracoli delle Ssis
a cura di Roberto Parisini
Anche in Italia le didattiche disciplinari orientate alla formazione professionale degli insegnanti secondari sono finalmente diventate oggetto di discussione. Le Ssis hanno rappresentato un acceleratore importante in questa direzione e si sono poste come un nuovo presidio in quella grigia terra di nessuno che sta tra l'insegnamento universitario e la pratica scolastica
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Maria Vassallo Storiografia e insegnamento della storia. Vita e miracoli delle Ssis
a cura di Roberto Parisini
Qualunque sia la soluzione che verrà adottata per rendere definitiva e stabilmente operativa la struttura universitaria che si occuperà della formazione iniziale dei docenti, non è possibile prescindere, nella progettazione del nuovo ordinamento, da alcune considerazioni scaturite dalla oramai quasi decennale esperienza di quanti, a vario titolo, hanno collaborato con le Ssis
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Actes du colloque international de la Maison de l’Europe Contemporaine (Université Paris Ouest Nanterre La Défense) Florence, 25-26 juin 2007
Sous la direction de Francis Démier et Elena Musiani
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L’Europa così come è stata costruita dopo la Seconda guerra mondiale, è stata progettata per la democrazia e per garantire la pace tra le nazioni, ma ha anche voluto aggiungere alla democrazia politica una democrazia sociale in grado di respingere i caratteri negativi del capitalismo.
Il convegno alla base di questa pubblicazione ha avuto come scopo quello di riflettere sulle trasformazioni imposte all’Europa dalle politiche anti-inflazionistiche degli anni Ottannta e, più tardi, dai vincoli della globalizzazione dei mercati. Al termine di questo processo, il modello difeso dai padri fondatori si è profondamente evoluto. La prima fase di integrazione europea è stata definita dall’ambizione di raggiungere un livello elevato di protezione sociale, dallo sviluppo dell’occupazione, dalla rinnovata forza dei sindacati e di partiti politici in grado di dare credibilità ai meccanismi dell’alternanza delle maggiornaze politiche. In un quarto di secolo quel “modello europeo” – ora esteso a 27 – ha cambiato volto: la mobilità dei lavoratori e la flessibilità, la deregolamentazione dei mercati, una maggiore disparità di reddito, un’attenzione privilegiata agli azionisti nella distribuzione della plusvalenza, l’indebitamento degli Stati. Questa metamorfosi dell’Europa, unita al fatto che da continente di emigrazione essa è oggi divenuta una zona di forte immigrazione, ha risvegliato vecchie rivendicazioni nazionali, ma anche regionali e reso più incerta la sua stessa identità. In questo rinnovato quadro europeo si è poi progressivamente manifestato un deficit democratico, illustrato dalla disarmonia dei meccanismi di decisione tra livello nazionale ed europeo, ma anche dall’indebolimento di quei partiti politici capaci di dare risposta alle rivendicazioni dei popoli europei.
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