Davide Montino
Quaderni di scuola
Una fonte complessa per la storia delle culture scolastiche e dei costumi educativi tra Ottocento e NovecentoMacerata 26-29 settembre 2007 Il Convegno e le tematiche
Si è tenuto a Macerata, tra il 26 e il 29 settembre 2007, il Convegno internazionale di studi “Quaderni di scuola. Una fonte complessa per la storia delle culture scolastiche e dei costumi educativi tra Ottocento e Novecento”, promosso dall'Università di Macerata e dall' Agenzia nazionale per lo Sviluppo dell'autonomia scolastica di Firenze (ex Indire). Il Convegno ha avuto come oggetto i quaderni di scuola, intesi tanto come prodotto editoriale quanto come contenitori di scritture infantili o comunque legate ai processi di apprendimento scolastico ed educativo, intorno ai quali si è cercato di intrecciare punti di vista differenti, dalla storia della pedagogia e della scuola a quella della lingua, dalla storia della didattica a quella dell'illustrazione a quella dell'immaginario politico e religioso che si è sedimentato sui quaderni. Proprio in questa ottica pluridisciplinare si è ritenuto opportuno allargare il quadro ad una prospettiva internazionale, in modo da far convergere suggestioni e metodologie di ricerca differenti. Da questo punto di vista il Convegno non ha precedenti, potendo contare su contributi provenienti, oltre che dall'Italia, dalla Cina, dalla Serbia e della Federazione Russa, dal Brasile, dall'Argentina, dal Canada, dalla Svezia, dal Portogallo,dalla Spagna, dalla Francia, dall'Inghilterra, dalla Svizzera, dalla Germania, dalla Slovenia, dall'Ungheria, dalla Bolivia e dai Paesi Bassi. Da questa vasta adesione è emersa, in primo luogo, la pluralità dei punti di vista che il quaderno, inteso come mezzo di comunicazione complesso e polisemantico, è in grado di suscitare. Infatti si è rilevato una fonte preziosa non solo per i più immediati aspetti legati alla didattica ordinaria e ai metodi pedagogici in esso rintracciabili, ma anche per sondare i modi della propaganda politica e ideologica, così come quelli dei modelli di comportamento e di socializzazione proposti in diverse epoche e in differenti contesti sociali e spaziali. È stato così possibile tracciare una sorta di mappa, per quanto ancora incompleta, che incrociando coordinate spazio-temporali ben delimitate e al contempo così varie ha portato un decisivo contributo euristico alla storia della scuola e dell'educazione in senso globale.
Nello specifico, le analisi del quaderno scolastico sono state organizzate nel seguente modo: Sezione Le collezioni pubbliche di quaderni scolastici , nella quale sono state presentate le principali collezioni pubbliche nazionali e internazionali di quaderni ed elaborati didattici; Sezione Le scritture infantili , nella quale le relazioni si sono concentrate sull'analisi delle scritture infantili – tenendo conto del doppio status di scritture disciplinate e spontanee – in una prospettiva storiografica, mettendo in luce soprattutto le opportunità e i rischi del loro utilizzo come fonti storiche, e fornendo le necessarie avvertenze per una corretta critica delle fonti; Sezione La propaganda sottile. Il quaderno come strumento di comunicazione di massa : nella quale le relazioni hanno sviluppato il tema sull'impiego da parte dei regimi politici del quaderno scolastico come strumento di comunicazione di massa nell'ambito delle proprie campagne propagandistiche, tanto nei suoi caratteri intrinseci (copertine) quanto in quelli estrinseci (dettati, componimenti, problemi aritmetici, etc. etc.); Sezione Articolo di cancelleria o prodotto editoriale? Il quaderno come fonte per la storia dell'editoria scolastica , dove le relazioni hanno considerato il quaderno in quanto oggetto editoriale, prodotto da editori specializzati, distribuito per mezzo di appositi canali commerciali e sottoposto a una normativa mirante a codificarne le funzioni, i formati e la veste grafica. Di particolare interesse è stato, per questo motivo, il processo di codificazione della veste grafica e dello spazio grafico interno del quaderno, con la conseguente evoluzione dei formati e delle rigature dei quaderni, i quali furono sottoposti nel corso del tempo a una graduale omologazione; Sezione Copertine e copertinai. Il quaderno come fonte per la storia dell'illustrazione , in cui si sono sviluppate riflessioni sia in senso estetico che relative alla funzione dell'iconografia delle copertine come mezzo di propaganda politica ed ideologica; Sezione La favella e la lingua. Il quaderno come fonte per la storia della lingua , in cui le relazioni hanno analizzato le scritture scolastiche infantili al fine di evidenziare i mutamenti linguistici nel corso del secolo XX e – nel caso italiano – la lenta affermazione dell'italiano scolastico, che diviene da lingua letteraria una lingua parlata, con la progressiva scomparsa dai componimenti infantili di espressioni gergali ed elementi sintattici e lessicali dialettali; Sezione Tra le sudate carte… Il quaderno come fonte per la storia della didattica e dell'educazione scolastica : in cui i quaderni sono stati considerati in quanto fonti di estremo rilievo per lo studio della prassi educativa svolta all'interno delle scuole e dell'evoluzione dei metodi adottati per l'insegnamento delle singole discipline, in particolar modo in riferimento all'introduzione nelle scuole dei principi dell'attivismo pedagogico, che – opponendosi a un'istruzione recepita in modo passivo – esaltava il ruolo attivo svolto dall'alunno nel processo formativo. Sono così emerse significative indicazioni in merito allo sviluppo della didattica della matematica, delle scienze naturali, della geografia e della calligrafia, intesa non tanto in quanto tecnica grafico-artistica, ma in quanto sistema rigoroso di apprendimento della scrittura, conforme alle necessità di codificazione e formalizzazione della parola scritta espresse da parte degli insegnanti deputati all'alfabetizzazione di massa delle classi popolari.
Le prospettive e i dati emersi
Nel breve spazio di una rassegna rapida come la presente non si possono che tracciare sommarie indicazioni, che però possono fornire un insieme di suggestioni ed indirizzi abbastanza compiuti.
Intanto, il primo ed essenziale dato che è emerso dal Convegno è che la strada della ricerca – sia che consideri i quaderni oggetto particolare di studio, che fonte in un quadro di riferimento più ampio – è ancora ampiamente da percorrere, nonostante i tanti ed importanti risultati ottenuti. Soprattutto se si adotta una prospettiva comparata e si incrociano i metodi e i risultati dia tanti lavori che in tutto il mondo sono stati portati avanti sui quaderni di scuola, tanto in un ambito strettamente pedagogico che storico. La possibilità di mettere a confronto, per esempio, esperienze politiche come il fascismo, il nazismo, il comunismo, il peronismo e il franchismo permette di fondare concretamente i confronto tra i tratti comuni e le esperienze di quelle forme di potere, e di mostrare quanto abbiano inciso sui modelli e le pratiche educative in genere. Proprio la centralità che la scuola e la formazione ha rivestito nei regimi sopra citati deve far riflettere su quell'azione di pedagogia politica che ha finito per caratterizzare larga parte del XX secolo, così come le generazioni che in quei sistemi si sono formate per agire poi in altri contesti storici, politici e culturali. Da questo punto di vista, quindi, il Convegno di Macerata ha rappresentato non tanto un punto di arrivo, quanto piuttosto un punto di partenza decisamente rivolto al futuro, anche grazie alla presenza di molti giovani studiosi e ricercatori.
Un secondo dato che si deve registrare, a livello metodologico, è lo scambio dei modi di operare che i diversi relatori hanno presentato. Un proficuo intreccio tra approcci di tipo più quantitativo, volti per così dire a “misurare” i quaderni e i loro contenuti, e di approcci qualitativi, che si sono spinti fino a considerare storie di singoli alunni e dei loro manoscritti scolastici, ha messo in luce la necessità di intrecciare il livello microstorico con le grandi questioni, con le tematiche di più ampio respiro in cui il quaderno finisce per essere coinvolto: dalla formazione delle identità nazionali alle dinamiche della costruzione del consenso in età contemporanea, dalla riproduzione sociale alle risposte personali che i bambini hanno dato ai tentativi di omologazione messi in atto dalla scuola e dalla società.
Per quanto concerne la scrittura scolastica ed infantile, è apparso chiaro – sia dai diversi contributi presentati su questo tema che dalle conclusioni esposte nella Tavola rotonda conclusiva – che essa va ricondotta nell'alveo della storia della scrittura e dell'alfabetizzazione, se non se ne vuole perdere la specificità; ciò comporta, com'è ovvio, la necessità di considerare la lunga durata in cui il fenomeno della scrittura infantile/scolastica e del suo apprendimento si situa, altrimenti si rischia di perderne tutta la complessità, e con essa il fascino che riservano, agli occhi degli studiosi, questi documenti.
In ultimo, sempre restando su di un piano generale, il Convegno ha restituito alla ricerca storico-educativa tutta la complessità che le è propria. L'educazione e la scuola, nei suoi modi più o meno espliciti o formali e attraverso agenzie apposite o casuali, è un elemento centrale nella vita delle nostre società e dunque è estremamente importante ricostruirne le dinamiche, i modi e i contenuti, in relazione alle trasformazioni e alle continuità che hanno segnato la storia nel suo insieme. A Macerata è stato fatto un passo significativo in questa direzione, e anche se non sarà semplice tenere insieme i fili di tutti i ragionamenti svolti in quella sede, si è almeno realizzata una rete che non potrà che apportare sviluppi e accrescere la ricerca.
I risultati dettagliati e le singole relazioni potranno poi essere lette negli Atti, a cura di Roberto Sani, Juri Meda e Davide Montino, di prossima pubblicazione, mentre il programma degli interventi si può consultare a questo indirizzo web: http://zope.unimc.it/quadernidiscuola/programma