N. 15 - Novembre 2007

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[Aut. Trib. Bologna n. 7163 del 3/10/2001]

ISSN 1720-190X





Fulvia Fabbi

Glauco Caresana
Pesaro. Crescita urbana tra le due guerre (1914-1944)

Pesaro, Metauro, 2007

Il presente volume segue un'opera inerente la storia della città di Pesaro, del medesimo autore ed edita nel 2004 (G. Caresana, Pesaro. Nascita della città moderna (1875-1914) , Pesaro, Metauro Edizioni). Caresana riprende il filo di una narrazione interrotta tre anni fa, un periodo di tempo certamente impiegato nella minuta ricerca di informazioni, notizie, rappresentazioni.


Il libro, di formato maneggevole, si presenta ?sostanzioso?, ricco di testo e di fotografie in bianco e nero e a colori. La copertina accattivante rifà il verso alla grafica del ventennio fascista e significativamente riporta l'immagine dell'inaugurazione di alcune case popolari, l'effigie del Duce in evidenza e il gerarca preposto all'ufficio dell'evento immortalato mentre esce dopo avere effettuato il sopralluogo, i neri stivali rilucenti al sole.


La scelta pare ben fatta, riassuntiva dei contenuti di un'opera riguardante una fase che, in ambito architettonico e urbanistico, per lungo tempo ? soprattutto negli anni successivi alla conclusione della Seconda guerra mondiale ? molti hanno preferito ignorare e far passare sotto silenzio.


In tutta Italia, la Storia dell'architettura ci insegna che le demolizioni di opere erette in particolare negli anni Quaranta, sono state indiscriminate, in parte perché queste risultavano danneggiate dai bombardamenti, in parte perché ritenute figlie di una edilizia minore, troppo recente per avere un valore storico, di testimonianza.


Il valore storico, la testimonianza, sono il filo conduttore del volume, nato in collaborazione con l'Iscop, l'Istituto di Storia contemporanea di Pesaro e Urbino; l'iniziativa è sopra ogni dubbio meritoria, degna della massima risonanza ed esempio di messa in atto di un'azione sinergica di salvaguardia del corpus documentario pertinente il momento antecedente la Liberazione , realizzata in concorso con enti quali la Biblioteca di Storia contemporanea Vittorio Bobbato di Pesaro.


Caresana si fa strumento di questa sinergia ed esordisce definendo il proprio lavoro come un ?racconto? (p. 2), che trae i primi passi dal 24 luglio 1914 (p. 5) e si svolge per un trentennio, toccando tutte le fasi di sviluppo della città e i suoi momenti salienti, amministrativi e politici.


Il vocabolo ?racconto? è calzante, poiché la narrazione dell'autore si snoda sciolta, in un linguaggio a tratti specifico ma comprensibile anche ai non esperti di terminologia burocratica, urbanistica e architettonica. Il testo appare in questo senso, senza nulla togliere al suo valore documentario, più divulgativo che specificatamente scientifico e, salvo le eccezioni relative in particolare agli atti consiliari e ad altri documenti amministrativi, privo in molte sue parti delle note esplicative sulle fonti cui l'autore ha attinto nel resoconto degli avvenimenti.


Tale natura discorsiva è d'altro canto ben rappresentata da alcune notazioni di Caresana, evidente frutto di interpretazioni personali, strumentali all'inquadramento di determinate situazioni concernenti la storia dell'urbanistica pesarese. Si cita qui un esempio: ?Il professor Ugo Tombesi lascia di sé il ricordo di un carattere fortemente segnato da intelligenza e lucidità operativa, ma anche da orgoglio e ineguagliabile amor proprio. Quando, firmate le ultime carte e ultima fra tutte quella di dimissioni da sindaco, verso il mezzodì del 24 luglio 1914 lascia il palazzo comunale e si immerge nella fornace solare di piazza Vittorio Emanuele, la sua mente superiore è percorsa da un pensiero sarcasticamente apocalittico: dopo di me il diluvio. ?(p. 19).


La cronaca di Caresana, pur se spesso priva dei puntuali riferimenti bibliografici, è precisa, incalzante, minuziosa nell'esposizione dei fatti. È altresì una notevole raccolta di notizie sull'evoluzione di Pesaro: di grande interesse, per esempio, sono i capitoli relativi alle ricostruzioni in seguito al terremoto ? verificatosi nel 1916 ?, oppure al ghetto ? fondamentale testimonianza urbanistica e architettonica non solo per la città ma per tutto il nostro Paese ? o, ancora, all'espansione edilizia legata agli stabilimenti balneari, attuata tra gli anni Dieci e Venti del Novecento e, in alcuni casi, luminoso modello di architettura liberty italiana.


La lettura del volume è piacevole, nell'insieme fluida, impreziosita da fotografie d'epoca in grado di portare il lettore, non solo pesarese, a fare da sé il confronto tra ciò che era e ciò che è oggi.


Il ?viaggio nella storia della città? dell'autore si conclude con l'anticipazione dei primi lavori attuati dagli Alleati sul tessuto urbanistico, danneggiato dagli eventi bellici, un preludio certo a nuovi studi: ?I cento pesaresi presenti quel giorno in città assistono incerti e si limitano a scambiare qualche parola coi militari del Corpo italiano di liberazione e coi patrioti della banda Majella. Per il momento non possono fare altro. Poi si vedrà? (p. 350).


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