Andrea Moroni - Francesca Tramma
L'Archivio Storico del Corriere della SeraLa Fondazione Corriere della Sera nasce nel 2001 con lo scopo di custodire e valorizzare il patrimonio storico e culturale del quotidiano di via Solferino. In tale ambito, richiamandosi alla tradizionale vocazione del ?Corriere della Sera? al libero scambio d'idee, la Fondazione ha promosso dibattiti, incontri, mostre che l'hanno trasformata in uno dei punti di riferimento della vita milanese, proiettandola ora verso iniziative di respiro nazionale. La Fondazione ha inoltre, come sua attività qualificante e caratterizzante, la salvaguardia e la valorizzazione dell'archivio storico del Corriere della Sera. Si tratta di un complesso documentario unico nel panorama italiano, non solo per l'ampiezza dell'arco cronologico coperto (quasi l'intera storia dell'Italia unita, dalla prima uscita del quotidiano, avvenuta il 5 marzo 1876), ma anche e soprattutto per la varietà e la qualità delle tipologie documentarie: dal carteggio con i maggiori personaggi della vita politica e culturale italiana ai materiali grafici e fotografici; dalla documentazione amministrativo-gestionale di una delle maggiori imprese editoriali italiane alle raccolte rilegate in volumi del giornale e delle numerose testate periodiche edite nel corso di oltre un secolo.
Le caratteristiche di questo patrimonio documentario, la sua rarità e le potenzialità che offre alla ricerca, meritano alcune considerazioni preliminari.
Descrivendo le difficoltà che deve affrontare chi intenda studiare la storia dei media, lo studioso francese Jean-Noël Jeanneney ha notato come uno dei principali problemi sia ?dato dallo squilibrio nella documentazione tra l'immensa quantità di carta stampata e conservata, [?] , e la povertà degli archivi che dovrebbero permettere la ricostruzione della nascita di un giornale, di una stazione radio, di una televisione? (Jeanneney 2003, 24). In altre parole, quello che è un requisito fondamentale per svolgere un'indagine storica (la disponibilità della documentazione archivistica) diventa, nel caso della storia dei mezzi di comunicazione, un problema da aggirare e da risolvere per altre strade. Così, per restare alle vicende della stampa, gli storici del giornalismo sono costretti ad affidarsi a pubblicazioni coeve basate sulle statistiche ufficiali, ai ricordi dei protagonisti, a quanto scrivevano gli stessi giornali in merito alle loro tirature: dati, notizie e aneddoti di cui non sempre è possibile valutare l'attendibilità, opere che raramente dichiarano le fonti utilizzate.
Da questa situazione risulta un forte contrasto tra l'importanza dell'oggetto delle ricerche e la povertà delle fonti a disposizione dello storico. Un contrasto che stride col ruolo svolto dai giornali che fu non solo quello di rappresentare uno dei principali strumenti di pressione politica (l'aspetto forse maggiormente analizzato dagli studi sulla storia del giornalismo), ma soprattutto quello ? meno indagato ‒ di essere stati, per molti decenni, il solo grande mezzo di comunicazione di massa, contribuendo a formare il carattere del paese. Un ruolo svolto anche informando gli italiani di quel che succedeva in un paese sconosciuto alla maggior parte degli abitanti della penisola, diffondendo notizie, realizzando inchieste, inviando corrispondenti nelle diverse province, trasformando le proprie pagine in un luogo dove riconoscersi e conoscere regioni lontane; un luogo, in altre parole, dove costruire la propria identità di appartenenti alla medesima nazione.
Al tempo stesso le aziende impegnate nella pubblicazione di questi giornali si trasformarono, tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, in grandi imprese editoriali, i cui profitti derivavano da una ampia serie di pubblicazioni, pensate e indirizzate a un pubblico sempre più diversificato, basti pensare, ad esempio, alla ?Domenica del Corriere? o al ?Corriere dei Piccoli?. Di conseguenza, come notava Tranfaglia come lo studio dei giornali non possa limitarsi ad una lettura delle sue posizioni sui temi politici e culturali, ma debba anche considerare la peculiarità del prodotto industriale ?quotidiano?, il suo essere cioè frutto di un intreccio tra azienda industriale e strumento di lotta politica, dove la complessità della loro lettura critica nasce proprio dall'essere l'una e l'altra cosa insieme (Tranfaglia 1986). Un ulteriore elemento di complessità deriva dall'essere il giornale strumento di informazione, veicolo e filtro di notizie e che i modi in cui tali notizie venivano raccolte e presentate ? il linguaggio non politico per dirla con Jeanneney ‒ aveva un rilievo non inferiore alle posizioni politiche assunte.
In questo senso la disponibilità di accedere all'archivio storico di uno dei più importanti quotidiani italiani rappresenta una grande occasione, non solo per migliorare le conoscenze su tanti periodi e aspetti della storia italiana, ma anche per affinare nuovi metodi di ricerca e per rispondere a nuovi interrogativi. La particolare storia del ?Corriere?, le molteplici iniziative editoriali promosse nel corso del tempo, permettono la possibilità di svolgere ricerche in ambiti poco esplorati o tali da offrire una ricca documentazione inedita. Si pensi, solo per citare esempi noti ma non per questo studiati e approfonditi, alla storia dei periodici per l'infanzia, che nelle carte relative al ?Corriere dei Piccoli? potrebbe trovare materiale iconografico e documentario di valore; o si considerino ancora le possibilità offerte dal ricco patrimonio iconografico per una storia della comunicazione illustrata; o, infine, si pensi al materiale fotografico e alle ricerche sulla storia del fotogiornalismo.

Il ?Corriere della Sera?, fondato da Eugenio Torelli Viollier che voleva realizzare un giornale moderno e di respiro internazionale, iniziò le sue pubblicazioni a Milano nel 1876, con 4 pagine di notizie e commenti e un'unica edizione. Diventato in pochi anni uno dei principali quotidiani nazionali, voce ascoltata della realtà settentrionale e autorevole giornale di informazione, sotto la direzione di Luigi Albertini il ?Corriere? conobbe un nuovo e formidabile impulso. Albertini trasformò il foglio creato da Torelli in un moderno quotidiano composto da 12 pagine, articolato in numerose rubriche e sezioni, che faceva un ampio uso di titoli, di disegni e di fotografie, che si pubblicava in due edizioni del mattino e due del pomeriggio. In virtù di questi mutamenti organizzativi ed editoriali e grazie anche ad una rete di corrispondenti e inviati sparsi per il mondo, il ?Corriere? diventò il quotidiano italiano più diffuso e autorevole. Albertini seppe anche trasformare la società editrice del quotidiano in una moderna impresa editoriale alla quale facevano capo una serie di periodici illustrati di formato e carattere differenti, rivolti alle esigenze di un pubblico più vasto ed eterogeneo: per esempio, ? La Domenica del Corriere?, il settimanale popolare, ?un giornale ? come annunciò un articolo anonimo apparso nel numero del 2-3 dicembre 1898 del ?Corriere? ? per le famiglie [?] che tutti i lettori, anche quelli di mediocre coltura, potranno intendere e gustare?; ? La Lettura ?, un mensile nato con l'intenzione di riassumere e dibattere i principali temi discussi nei diversi campi del sapere; il ?Romanzo Mensile?, che raccoglieva i romanzi d'appendice già editi a puntate sul quotidiano; il ?Correre de Piccoli?, il primo e forse il più famoso periodico per l'infanzia pubblicata in Italia.
È naturale che la lunga e importante storia del giornale si sia riverberata nel valore e nella rilevanza del suo archivio: nel 1976 in occasione delle celebrazioni per il centenario della nascita del quotidiano di via Solferino, la Soprintendenza Archivistica per la Lombardia lo dichiarò di ?notevole interesse storico?, includendolo tra gli archivi da essa vigilati e tutelati. Questa importante notifica, nonostante rilevasse la presenza di una quantità irrisoria di documentazione rispetto a tutti i materiali rinvenuti fino ad oggi, ha avuto il grande merito di porre per la prima volta il problema dell'archivio: la consapevolezza della sua esistenza per l'azienda e la necessità della conservazione, riordino e valorizzazione. Tale dichiarazione costituisce la prima tappa fondamentale per la storia dell'archivio, che non solo viene percepito positivamente quale memoria storica dell'azienda, ma che per qualità, varietà e importanza dei fondi conservati è riconosciuto patrimonio culturale collettivo, da difendere e custodire.
Tuttavia soltanto nel 1997 veniva affrontato un censimento di tutti i fondi e avviato un primo intervento di recupero, riordino e inventariazione, affidato dalla ?RCS Editori SpA-settore Quotidiani? al Centro per la storia dell'impresa e dell'innovazione (oggi Centro per la cultura d'impresa), con il coordinamento di Antonella Bilotto per la parte documentaria e di Giovanna Ginex per quella iconografica.
Con la nascita della Fondazione l'impegno dell'azienda ha conosciuto un nuovo impulso: sono stati fatti maggiori investimenti per la conservazione, tutela e valorizzazione dell'archivio storico, dedicando all'opera risorse interne qualificate; risultato significativo di questo rinnovato impegno è stata l'apertura alla consultazione, nel 2003, di un notevole e variegato complesso documentario, costituito dai materiali cartacei, fotografici e iconografici prodotti in centotrenta anni di storia editoriale.

Dagli inizi del 2006 il progetto generale prosegue nella salvaguardia e valorizzazione dell'archivio, attraverso differenti modalità di intervento. A questo proposito sono state elaborate varie attività di digitalizzazione, volte sia a preservare i materiali originali che a renderne evidente il valore: dalla selezione di quindicimila negativi a tutte le cartoline fotografiche, e soprattutto i disegni originali, e rispettivo pubblicato, di prima e quarta di copertina de ? La Domenica del Corriere? .
L'archivio storico del Corriere della Sera comprende gli atti dalle origini alla metà degli anni Ottanta, considerando come cesura archivistica e storico-istituzionale l'anno di acquisizione del ?Corriere della Sera? da parte della Rizzoli nel luglio 1986; questa data è stata scelta in considerazione della necessità di dare un termine temporale ai materiali da riordinare e di cui occuparsi. Sono comunque presenti pratiche all'interno delle quali la documentazione si protrae rispetto al termine cronologico.
Inoltre per il periodo successivo al 1986 il progetto prevede di continuare a riordinare e gestire soltanto la documentazione attinente all'attività redazionale del giornale.
Il riordino, effettuato con il continuo supporto e la supervisione della Soprintendenza Archivistica per la Lombardia , che in questi anni ha fornito le indicazioni metodologiche e approvato gli strumenti di corredo, ha seguito, ove possibile, la ricostruzione dei fondi documentari e delle serie nel rispetto della sedimentazione originaria delle carte, evidenziando le funzioni aziendali più che gli uffici e tenendo sempre presenti le peculiarità delle varie parti che compongono l'archivio.
Infatti, esso è organizzato in sezioni o ?sub-fondi?, suscettibili di accrescimenti futuri, semplicemente per necessità di ordine pratico. Non bisogna pensare che ci si trovi di fronte a tanti archivi: l'archivio è sempre un unicum, ed è importante che sia così, come testimoniano le strette relazioni tra tutti i documenti. Si tratta soltanto di suddivisioni che tengono conto delle molteplici attività che convergevano nella quotidiana produzione del giornale e che si rispecchiano nella grande varietà di tipologie e supporti documentari .
Pertanto l'obiettivo è stato, da un lato, di strutturare l'archivio, cioè di realizzare un riordino secondo una metodologia archivistica che fosse comune a tutti i fondi, ma, dall'altro, di eseguire interventi specialistici mirati, attingendo a competenze diverse per la più adeguata descrizione e catalogazione dei materiali di ogni sezione documentaria.
Attualmente, dopo cinque fasi di lavorazione, l'archivio è organizzato in sei ?sezioni?.
Sezione carteggio (1.521 fascicoli, 27 mt. lineari, e.c. 1876-1990): raccoglie l'insieme della corrispondenza del giornale (direzione, segreteria di redazione, personale) con collaboratori, dipendenti, personaggi e istituzioni tra la fine dell'Ottocento e gli anni ottanta del Novecento. È il risultato del controllo e dell'approfondimento di un primo intervento della metà degli anni Ottanta, che, non avendo tenuto conto della sedimentazione originaria delle carte, ha estrapolato da un velinario per uffici la documentazione e l'ha raccolta secondo una logica alfabetica, tipica anche del Centro Documentazione, in fascicoli intestati a personaggi e istituzioni, oltre che ad avvenimenti di particolare rilievo.
L'attuale organizzazione della sezione è pertanto composta di tre parti: carteggio personaggi, eventi e cronologico. La descrizione dei fascicoli è completata anche dai nomi degli interlocutori presenti, mittenti o destinatari, in modo da rendere la ricerca il più possibile esaustiva.

Mittenti o destinatari delle lettere qui raccolte sono personaggi di primo piano della storia italiana, redattori, giornalisti famosi e meno noti, lettori, che in modi e per ragioni diverse entrarono in contatto con il ?Corriere?. Si fa notare che la parte più ricca di documentazione è quella compresa tra l'inizio del '900 e gli anni Sessanta del secolo: corrispondenze di notevole valore, sia per la statura di alcuni interlocutori (giusto per citare i nomi più noti si possono ricordare quelli di Gentile, Croce, D'Annunzio, De Roberto, Pirandello, Montale, Einaudi), sia per la quantità e la qualità dei carteggi tenuti da redattori, inviati, collaboratori, i quali scrivevano frequentemente alla direzione e alla segreteria di redazione per chiedere istruzioni, per commentare i fatti del giorno, per accordarsi sulle strategie da seguire per prevenire la concorrenza nella raccolta delle notizie. Si tratta di epistolari che mostrano le scelte e i percorsi attraverso cui il giornale prendeva quotidianamente forma anche mediante un continuo scambio tra redattori e direttore e tra questi e il potere politico.
Tra i compiti che la Fondazione si è data vi è quello di promuovere e diffondere la conoscenza del patrimonio storico del ?Corriere della Sera?; in quest'ambito la Fondazione ha promosso la pubblicazione di alcuni carteggi di particolare interesse o che rivestono motivi di attualità; così è stato per il primo di una serie di volumi, fuori commercio, nel quale sono stati pubblicati i resoconti di due dibattiti sulla libertà di stampa svoltisi alla Casa della cultura di Milano nel 1947 ( Sulla libertà di stampa. 1945-1947, Milano, Fondazione Corriere della Sera 2005). Gli altri volumi pubblicati hanno riguardato un inedito di Dino Buzzati ( Dino Buzzati. Il giornale segreto ); una raccolta di articoli e lettere di Cristano Ridomi, corrispondente da Berlino nel 1930-1936, con un saggio di Angelo Varni che ha curato il volume ( Il ?Corriere della Sera? a Berlino. 1930-1936 ); infine il più recente Luigi Einaudi-Luigi Albertini. Lettere (1908-1925) , dove sono raccolti. a cura di Marzio Achille Romani, le lettere scritte dall'economista piemontese al direttore del ?Corriere?.
Sezione amministrativo-gestionale (10.100 fascicoli, 660 mt. lineari, e.c. 1876-1992): raccoglie la documentazione che testimonia l'attività dei diversi settori aziendali, dagli atti istitutivi generali agli atti societari, ma anche documenti amministrativo-contabili, di gestione del personale, dell'attività legale e dell'attività produttiva, oltre che materiale documentario strettamente correlato alle pubblicazioni, alla gestione legale, al diritto d'autore, alle collaborazioni, agli impianti atti alla stampa del prodotto e più in generale alla redazione della ?documentazione pubblicata?.
L'intervento su questi materiali ha tenuto conto dell'organizzazione sempre più complessa dell'azienda nel corso del tempo, cercando di evidenziarne funzioni e competenze.
Sono state identificate 56 serie archivistiche principali, con eventuali sottoserie ad esse legate da uno stesso contesto archivistico di riferimento, al cui interno, però, la documentazione descritta non è sempre uguale per quantità e consistenza.
Esistono, infatti, insiemi di documenti molto cospicui e abbastanza completi nel loro svolgersi lungo l'arco cronologico, altri, invece, evidentemente rappresentativi di "spezzoni" di serie archivistiche arrivate fino a noi. Ma le quantità documentarie in relazione alla serie di competenza non sono state un elemento di cui si è tenuto conto in termini di riordino: qualunque fosse la consistenza della serie essa è stata rispettata nella sua originalità, cercando di ripercorrere le suddivisioni originarie di formazione e sedimentazione documentaria.
La descrizione del contenuto delle serie archivistiche specifica in maniera più ampia le tipologie documentarie interne al fascicolo e si pone come forma di approfondimento necessaria ad una maggiore comprensione rispetto a quanto detto nel titolo.
Sezione raccolta del ?Corriere della Sera? e delle testate parallele ( circa 2.500 voll. del ?Corriere della Sera? e 410 voll. delle raccolte parallele, 170 mt. lineari, e.c. 1876-2004....): raccoglie in volumi tutti i numeri delle diverse riviste periodiche pubblicate dall'impresa ; oltre al quotidiano, sono presenti le raccolte complete de ? La Domenica del Corriere?, il ?Corriere dei Piccoli?, ? La Lettura ?, il ?Romanzo Mensile?, e di altre più recenti, quali, ad esempio, ?L'Occhio?.
Per verificare la completezza della principale raccolta custodita, quella del ?Corriere della Sera?, è stato svolta un'analisi sistematica dei numeri giornalieri custoditi. Infatti, la peculiarità della raccolta esistente presso la Fondazione , che la rende unica rispetto a tutte quelle conservate presso le biblioteche o in altre sedi, è il fatto che fin dall'inizio delle pubblicazioni il giornale destinò all'archivio la conservazione di tutti i numeri e di tutte le edizioni pubblicate quotidianamente (edizioni giornaliere che, negli anni '50, arrivarono ad essere anche sette). Perciò l'intervento su questa sezione ha avuto lo scopo di fornire non soltanto gli elementi descrittivi del contenuto dei volumi che raccolgono i diversi numeri della testata, ma anche tutte le indicazioni di studio e ricerca che si sono maturate nella fase di schedatura rispetto al riconoscimento delle diverse edizioni e alle più o meno ipotetiche lacune. Questo perchè esistono solo elementi indiziari e non codificati per riconoscerle, ma la loro identificazione è fondamentale per avere un'idea più chiara di come veniva realizzato il giornale.

Si potrebbe presumere che la raccolta sia completa, ma lo studio ha rilevato lacune che, sebbene non inficino il carattere esaustivo della collezione, per la loro molteplice natura (ritagli di articoli, lacerazioni, pagine mancanti e anche copie/edizioni mancanti del giornale, presumibilmente pubblicate ma non conservate) la rendono di fatto imperfetta.
Pertanto, allo scopo di fornire ai propri utenti uno strumento di ricerca e di studio il più possibile innovativo e completo, la Fondazione Corriere della Sera, alla fine del 2004, ha concluso un ulteriore progetto di valorizzazione della raccolta della testata, realizzato anche grazie a un contributo della Fondazione Cariplo.
Si tratta dell'analisi qualitativa svolta sulle collezioni del quotidiano conservate presso la Biblioteca Braidense e la Biblioteca Sormani di Milano, che ha permesso di realizzare approfonditi strumenti di lettura delle diverse raccolte, da cui partire per arrivare a costituire anche solo virtualmente quella che possa considerarsi in assoluto la ?raccolta? del ?Corriere della Sera? per qualità e completezza. Tutti i risultati ottenuti sono a disposizione di studiosi e ricercatori presso la sede dell'archivio storico.
Sezione disegni e documentazione grafica (100.000 pezzi, e.c. 1899 e gli anni novanta del Novecento): comprende la produzione artistica e grafica relativa all'ideazione e alla realizzazione della parte illustrata delle pubblicazioni periodiche legate direttamente alla testata principale o da essa acquisite nel corso della sua storia, da ? La Domenica del Corriere? a ? La Lettura ?, dal ?Romanzo Mensile? al ?Corriere dei Piccoli? e a ? La Tribuna Illustrata ?.
Si tratta di originali (disegni, bozzetti, vignette, tavole ad olio e a tempera, collage), fotografie e altri materiali che documentano il processo di stampa nelle sue fasi (lucidi, pellicole e clichè per rotocalco), dal 1899 alla seconda metà degli anni Novanta.
L'organizzazione fisica e l'ordinamento della raccolta seguivano in origine il numero di uscita dei periodici; tale ordinamento per testata e cronologico per numero di uscita è stato rispettato anche nella metodologia di schedatura e nella nuova condizionatura con materiali a norma.
Questa sezione costituisce un frammento prezioso della storia delle testate e, nel contempo, della storia delle arti grafiche, dell'illustrazione e del fumetto in Italia, di cui sono ampiamente documentati protagonisti eccezionali per rappresentatività e qualità artistica. Tra gli oltre quattrocento artisti e illustratori presenti spiccano i nomi di Achille Beltrame, Sergio Tofano, Brunetta, Giorgio Tabet, Walter Molino, Giorgio De Gaspari, Ugo Guarino, Giovanni Mosca, Leone Cimpellin e Mario Uggeri.
Tra i vari progetti digitali, la Fondazione Corriere della Sera sta realizzando le scansioni dei disegni originali di prima e quarta di copertina de ? La Domenica del Corriere?, che anche in questo caso andranno ad arricchire il database dedicato.
Sezione materiale fotografico ( 63.173 servizi, e.c. 1962-1997) : raccoglie tutti i servizi, per un totale di circa un milione di scatti, realizzati dai fotoreporter dipendenti che il ?Corriere della Sera? ebbe soltanto tra il 1962 e il 1997. Queste fotografie ritraggono gli eventi e i personaggi che hanno attraversato la cronaca italiana, in particolare milanese e lombarda, sotto tutti i profili, dalla cronaca nera o rosa, alla politica, allo sport, allo spettacolo.
L'intervento ha trasferito su un database informatizzato i dati, che in origine erano stati raccolti dagli stessi fotografi nei registri delle ?Negative?, contenenti le informazioni essenziali di ogni servizio e la parziale indicizzazione per argomenti e personaggi.
In tempi brevi, grazie all'avvenuta digitalizzazione di 15 mila scatti selezionati in collaborazione con l'agenzia fotografica Contrasto, la consultazione del fondo permetterà anche la visualizzazione di queste immagini associate ai servizi corrispondenti.
Sezione cartoline fotografiche (5.499 unità, e.c. 1900-1980): recentemente recuperata e riordinata, comprende circa 5.500 unità, che si sono sedimentate nel corso di quasi un secolo negli archivi del ?Corriere della Sera?, fin dai primi anni del Novecento, quando abbonati e lettori cominciarono a testimoniare la loro affezione per la testata, spedendo alla redazione cartoline illustrate da ogni parte d'Italia e inaugurando una prassi che si è protratta fino agli anni Settanta. Dalle redazioni le cartoline sono state conservate come fonti iconografiche e, modificando completamente il loro carattere originario, più volte pubblicate, alla stregua di altri materiali grafici e fotografici, sia sul ?Corriere della Sera? sia su ? La Domenica del Corriere?, il ?Corriere dei Piccoli? e ? La Lettura ?.
Il lavoro ha previsto innanzitutto il loro recupero dagli schedari del Centro di Documentazione del giornale, dove erano rimaste per decenni confuse con ritagli e fotografie all'interno di buste organizzate per località italiane.
Per l'inventariazione è stata elaborata una scheda elettronica dedicata, che rileva, oltre ai soggetti e alle iscrizioni, anche elementi utili a fornire le coordinate storiche e tecniche della produzione della cartolina, in particolare il numero di serie, l'autore fotografo, lo stampatore e l'editore, gli estremi cronologici e la tecnica.
La raccolta, riordinata alfabeticamente in base al toponimo, è costituita, nella maggior parte dei casi, da cartoline fotolitografiche e da stampe fotografiche alla gelatina ai sali d'argento, che raffigurano monumenti, vedute, paesaggi urbani e industriali, raccontando le trasformazioni dell'Italia del XX secolo.

Oggi è a disposizione di studiosi e addetti ai lavori, che, attraverso un database dedicato, possono condurre ricerche complesse, reperendo informazioni su oltre quattrocento autori fotografi, mille editori e circa duecento stampatori, e visualizzando, insieme ai dati archivistici, anche l'immagine digitale delle cartoline stesse.
Alla luce del valore dei materiali documentari e iconografici conservati, il progetto iniziale sull'archivio storico si è progressivamente ampliato e focalizzato su attività di maggiore fruizione e valorizzazione dei fondi.
In questa direzione va la realizzazione del database informatizzato, a cui si è già accennato. Si tratta di uno strumento aggiornato e funzionale in grado di offrire a ricercatori e studiosi una migliore consultazione degli strumenti di corredo, attraverso interrogazioni complesse e trasversali sui vari fondi documentari, arricchite, in alcune sezioni, da immagini digitali visualizzabili insieme ai dati archivistici.
Molte di queste riproduzioni sono già state utilizzate per illustrare una collana edita dalla Fondazione Corriere della Sera insieme alla Rizzoli, che attinge anche a documenti inediti dell'archivio.
Ulteriore momento qualificante del lungo lavoro di studio e ordinamento è la realizzazione di mostre che permettano di far conoscere ad un pubblico ampio i preziosi materiali documentari. Nel luglio del 2006 è stata allestita una mostra sul fondo delle cartoline fotografiche, mentre nel novembre 2007 si aprirà un'ampia rassegna che presenterà per la prima volta i disegni originali de ? La Domenica del Corriere?.
Gli sforzi compiuti in questi anni per il riordino e l'accesso alla consultazione dell'archivio storico consentono oggi di avviare una riflessione ad ampio raggio, che, sensibile alla necessità di preservare e trasmettere questo notevole e variegato patrimonio documentario che racconta la storia del giornale e, di riflesso, quella sociale, politica e culturale dell'Italia degli ultimi centotrent'anni, mira ad arricchire l'intero progetto culturale con l'acquisizione anche di fondi documentari di autorevoli giornalisti e collaboratori legati alla testata. Consapevoli del notevole rischio di dispersione della documentazione prodotta nel corso del lavoro editoriale, sarebbe auspicabile la creazione di una rete di collegamento e scambio con altri istituzioni che conservano documentazione legata alla storia del quotidiano di via Solferino.
Fondazione Corriere della Sera
Archivio storico
Via Solferino 24
20121 Milano
Tel.02-62828027
www.fondazionecorriere.it