Stefano Maggi
Il San Gottardo dalla galleria ferroviaria del 1882 all'Alp TransitConvegno internazionale, Locarno, 17-19 ottobre 2007
Organizzato dall'Archivio di Stato del Cantone Ticino, dal Dipartimento del territorio dello stesso Cantone e dall'Università di Milano, si è tenuto a Locarno, dal 17 al 19 ottobre 2007, il convegno internazionale Il San Gottardo dalla galleria di Favre all'Alp Transit , in occasione del 125° anniversario dell'apertura del tunnel di 15 km fra Airolo e Göeschenen, che si tenne nel 1882.
Grande merito degli organizzatori, tra cui Carlo G. Lacaita e Roberto Romano dell'Università di Milano, nonché Fabrizio Panzera dell'Archivio di Stato del Ticino, è stato quello di collegare in una linea di continuità la storia al presente e al futuro. In Svizzera, tra Erstfeld e Bodio, è infatti in corso lo scavo della nuova galleria più lunga del mondo, il tunnel di base del San Gottardo, di 57 km , che andrà a sostituire la galleria di Airolo, realizzata da Louis Favre negli anni '70-80 dell'Ottocento.

Le relazioni al convegno sono partite dagli attraversamenti alpini del medioevo e dell'età moderna, per affrontare poi la realizzazione delle strade di valico fra '700 e '800 e delle successive ferrovie a cavallo fra '800 e '900.
La costruzione delle ferrovie è stata analizzata in prospettiva storica con l'analisi del dibattito tecnico sui trafori e del ruolo finanziario delle banche e degli Stati nella realizzazione dello scavo. È stato inoltre tracciato un quadro dello sviluppo economico e commerciale permesso dalle linee alpine, esaminandone gli aspetti sociali, sanitari, tecnologici e ambientali, per arrivare infine al grande investimento attuale del progetto Alp Transit, che comprende oltre alla galleria del San Gottardo anche il tunnel del Monte Ceneri fra Bellinzona e Lugano, e del Lötschberg a nord di Domodossola e del tunnel del Sempione.
Il convegno è stato dunque dedicato a ripercorrere i momenti principali della grande impresa che fu rappresentata dall'attraversamento in galleria dello spartiacque alpino, ma anche a riflettere sulla politica europea dei trasporti, per comprendere – con la presenza accanto agli studiosi di autorità istituzionali di Svizzera, Italia e Germania – la sfida rappresentata dalla realizzazione delle nuove trasversali alpine.
Nel XIX secolo, i nsieme con lo scavo dei canali marittimi e fluviali, le gallerie sotto le Alpi furono le maggiori opere tecniche, simbolo del progresso e del dominio dell'uomo sulla natura.
Il primo dei lunghi tunnel fu quello del Moncenisio-Fréjus, il cui scavo procedette lentamente, con i soli colpi di piccone sotto la montagna, finché si iniziò a utilizzare le macchine perforatrici mosse dall ' energia dell ' aria compressa. Tale galleria, insieme con quelle successive del Gottardo e del Sempione, era destinata – nell'immaginario dell'epoca – a diminuire la distanza tra occidente e oriente sulla via delle Indie, attraverso il canale di Suez, ricordando la tematica attuale dei transiti fra Europa e Oriente.
Allora come adesso, lo scavo delle gallerie sotto le Alpi diede luogo ad aspri dibattiti e a diverse prese di posizione su queste opere che sembravano “contro la natura”, ma che furono in grado di superare stabilmente le montagne: la distanza si cominciò infatti a misurare in ore anziché in giorni o settimane, secondo la stagione.
Fu questo il più importante effetto delle gallerie ferroviarie: la possibilità inedita di oltrepassare le montagne con un trasporto veloce e sicuro, che univa due o più Stati, stabilendo una sorta di continuità fisica, rappresentata dal binario. Il treno entrava da una parte, s'infilava nelle viscere della terra e usciva dall'altra parte con il suo carico di merci e viaggiatori.
A fini ambientali e per incrementare la potenzialità di trasporto, da fine '900 è stato necessario riprendere il percorso di costruzione delle ferrovie, che porterà una nuova “rivoluzione ferroviaria” con le linee ad alta velocità, in grado di togliere camion dalle strade, ma anche aerei dai cieli.

In occasione del convegno è stata presentata la nuova edizione del libro di Bruno Caizzi, Suez e San Gottardo, una ricerca di grande approfondimento pubblicata per la prima volta nel 1985, che a distanza di oltre un ventennio è rimasta attuale, per la ricostruzione dettagliata delle grandi trasformazioni del periodo, degli interessi in gioco e del contesto internazionale rappresentato dalla via delle Indie.