N. 14 - Maggio 2007


ISSN 1720-190X





Mirtide Gavelli - Maria Chiara Liguori

Comunicare attraverso il digitale: la Grande guerra nelle carte del museo del Risorgimento di Bologna

Il Museo civico del Risorgimento di Bologna venne aperto al pubblico nel lontano 1892, sin da subito suddiviso in due settori complementari seppure sostanzialmente autonomi: da una parte le collezioni documentarie – manoscritti, libri, opuscoli, stampe, fotografie, cartoline ecc. – dall'altra le collezioni più propriamente museali – uniformi, armi, medaglie, dipinti, oggetti disparati più propriamente assimilabili al concetto corrente di “oggetto per museo”.

Le raccolte originarie, costituite per la quasi totalità da donazioni illustranti il processo di unificazione nazionale appena trascorso, si arricchirono negli anni della Prima guerra mondiale, su sollecitazione della direzione del tempo, di importanti donazioni costituite da documenti legati al conflitto in corso e ai soldati caduti.

Questa immensa mole di materiale, all'epoca solo in parte inventariato e sistemato adeguatamente, da alcuni anni è tornato al centro dell'attenzione e dei lavori di risistemazione interni all'istituto, nell'intento di valorizzare tale patrimonio e renderlo accessibile non solo agli addetti ai lavori, ma anche e soprattutto a quel tipo di pubblico “nuovo” che, grazie al web, negli ultimi anni sta scoprendo la possibilità di consultare archivi e documenti non solo in loco ma anche on-line .

Dunque, già da alcuni anni il Museo è impegnato in intense campagne di riordinamento delle raccolte, di loro indicizzazione, di digitalizzazione, che coinvolgono non solo soggetti interni alle istituzioni, ma anche semplici appassionati e cultori della materia.

Sono così stati messi in cantiere numerosi progetti, alcuni dei quali sono già stati portati a termine:

a. Catalogazione informatizzata del fondo “Archivio caduti della Grande guerra”, costituito da circa 10.000 pezzi, ed avvio del relativo lavoro di digitalizzazione dei documenti (al momento è stato acquisito circa un terzo del materiale).

b. Digitalizzazione e messa a disposizione degli utenti della biblioteca delle annate complete de “Il Resto del Carlino” per il periodo 1 luglio 1915-31 luglio 1919.

c. Inventariazione, digitalizzazione e messa on-line del fondo fotografico Monumenti della Grande Guerra : 1.200 fotografie e cartoline raccolte dal Museo tra il 1920 ed il 1930 nel corso di una imponente opera di coinvolgimento dei comuni italiani 1.

d. Digitalizzazione del volume edito nel 1927 a cura dell'Ufficio centrale notizie di Bologna, I morti della provincia di Bologna nella guerra MCMXV-MCMXVIII, e successivo inserimento on-line delle oltre diecimila biografie contenute nel volume, organizzate in un data base che ne consente l'interrogazione 2.

e. Partecipazione al progetto “Museo virtuale della Certosa” per la parte relativa alla ricostruzione tridimensionale virtuale del Monumento-ossario ai caduti della Grande guerra della Certosa di Bologna (progetto ideato da Nuove istituzioni museali del Comune di Bologna e sviluppato, dal punto di vista tecnologico, dal Cineca). Questa partecipazione al momento ha prodotto un data-base relazionale contenente la digitalizzazione di: biografie dei caduti, documenti relativi estratti dall' Archivio dei Caduti della Grande Guerra sopra citato, schede di approfondimento sugli eventi bellici a livello locale e nazionale con apparato multimediale (fotografie, mappe, brani letterari e musicali). Attraverso il modello 3D è possibile accedere direttamente al data-base dedicato ai caduti di Bologna e provincia sepolti nel Monumento-ossario e ad oltre 200 sepolture esterne al monumento sino ad ora individuate in altre aree della Certosa 3.

Tutto questo lavoro, che ha coinvolto sia il personale interno del Museo-biblioteca sia collaboratori esterni 4 consente una accessibilità ai materiali relativi alla Grande guerra inimmaginabile con le consuete modalità di approccio ad archivi, biblioteche, documentazioni del patrimonio pubblico in genere, accessibilità che passa, come detto, attraverso l'attenta e completa catalogazione di tutto il posseduto e la sua successiva organizzazione 5. Ciò sta consentendo, e sempre più dovrebbe consentire, di avvicinare a questo tipo di storia “per documenti” non solo lo studioso o lo specialista, ma anche e soprattutto il curioso, l'utente meno esperto ma appassionato, gli studenti delle scuole dell'obbligo, ecc.

Tutto questo lavoro, lungo e complesso, ha comunque senso solo se riesce poi a giungere ai potenziali fruitori. Nell'intento di fare incontrare gli interessi del pubblico e i documenti ufficiali, sono stati pensati, per esempio, cicli di visite guidate alla Certosa di Bologna. Qui, la “lettura” delle storie personali, attraverso il linguaggio simbolico delle iscrizioni tombali e le fotografie che le accompagnano, può spingere a percorrere a ritroso la strada verso il documento, verso l'archivio che lo conserva, verso i testi che lo commentano, in una parola verso la “Storia”. Ma questo modo più umano e coinvolgente di avvicinarsi al grande tema della guerra resta comunque appannaggio di quelle decine o centinaia di persone che scelgono di partecipare alle visite. L'inserimento del progetto sul web invece consente di allargare l'utenza ad un numero potenzialmente infinito di persone.

 

Grande guerra virtuale è, come detto, parte del più ampio Museo virtuale della Certosa di Bologna 6, ideato da Nuove istituzioni museali del Comune di Bologna e da Cineca 7. L'idea a supporto dell'intera realizzazione è fondata sull'unione tra ricostruzioni virtuali e basi di dati 8. Attraverso l'interfaccia visuale di modelli 3D e la libera navigazione al loro interno, l'utente può accedere a dati e meta informazioni a carattere storico e artistico.

La parte del progetto dedicata alla Prima guerra mondiale si affianca a quella già messa a disposizione del pubblico relativa alla lotta di liberazione e prende le mosse dal Monumento ossario ai caduti della Grande guerra presente in Certosa. La ricostruzione 3D del monumento, e del chiostro che lo ospita, offre l'ambientazione ed il riferimento all'evento storico mondiale, passando attraverso la realizzazione commemorativa locale ed i singoli individui. Le battaglie ricordate sul soffitto, il monumento in sé e le circa 3000 sepolture, possono essere colte nel loro drammatico significato anche a distanza, nonostante la mediazione del Web.

Tuttavia, il passare dei decenni ha gettato ormai una patina di dimenticanza sull'avvenimento bellico, il monumento è andato parallelamente perdendo la sua comunicatività e il patrimonio di informazioni sulle persone e gli eventi della Prima guerra mondiale rischia di essere dilapidato. Ecco allora l'apporto che può dare il database relazionale multimediale. Tutti i bolognesi che sono stati individuati nel monumento, oltre a quelli tumulati nelle tombe di famiglia, raccontano ora la loro storia, per quanto succinta, e sono messi in relazione con i luoghi del fronte, gli eventi e i corpi militari di appartenenza. Le risorse documentali e umane (impagabile la rete di volenterosi appassionati che hanno collaborato) hanno permesso, al momento, l'inserimento di circa 650 biografie, 60 schede su eventi storici, 100 schede di luoghi del fronte, 37 su corpi militari ed oltre 2200 file multimediali, oltre a numerosi documenti di approfondimento 9.

Come detto in precedenza, si tratta di documenti che uno studioso è comunque in grado di individuare ed elaborare autonomamente, ma in una prospettiva di democratizzazione della conoscenza la riorganizzazione dei materiali e la loro disponibilità per una fruizione facilitata è indispensabile. Non solo, il caricamento di dati e documenti in un database ben strutturato agevola anche il compito dello stesso studioso che, oltre a risparmiare tempo prezioso, può osservare le informazioni da differenti punti di vista semplicemente ponendo interrogazioni diverse alla banca dati.

 

Prospettive future

La struttura del database è stata pensata come il più possibile flessibile, pur mantenendo la complessità dei contenuti, in modo da adattarsi a possibili esigenze future, con molti campi in grado di accogliere interrogazioni ad ampio raggio e di gestire i contenuti secondo varie modalità. Per la sua stessa organizzazione, la struttura concettuale realizzata è, in potenza, omnicomprensiva. La sezione che accoglie i contenuti dedicati alla Prima guerra mondiale è la medesima utilizzata per lo scenario della guerra di liberazione, salvo poche modifiche, la stessa che nel prossimo futuro accoglierà le informazioni sui bolognesi illustri dell'800 e sulle loro artistiche sepolture. Tutto il database si articola su tre tabelle principali (persone, eventi e luoghi), sempre presenti in ciascuno scenario, che si intrecciano tra loro e con un certo numero di tabelle accessorie (per la Grande guerra, per esempio, quelle dei corpi militari e delle onorificenze) e ricorrono a molti vocabolari controllati. Le singole schede accedono poi tutte alle risorse della tabella degli elementi multimediali ed a quelle della bibliografia. La flessibilità è sia nella struttura concettuale del db, adattabile a qualsiasi contenuto di tipo umanistico, sia nella gestione, con fruizione e caricamento dei contenuti via Web 10. Per rendere più semplice il popolamento del database da parte dei numerosi fornitori di contenuti, è stata sviluppata infatti una interfaccia di caricamento on-line che consente l'inserimento dei dati da qualsiasi postazione connessa alla rete.

Lo scenario della Prima guerra mondiale, già complesso in sé, rimanda, nell'ambito del progetto, ad una prospettiva storica che si dilata fino a comprendere ipoteticamente tutto. Da una parte, infatti, la ricostruzione 3D può espandersi superando i confini della Certosa, come ha già fatto con il modello del territorio bolognese, dell'area del Parco storico di Montesole – dedicato alla strage di Marzabotto – e di piazza Nettuno; dall'altra è il database che può accogliere sempre nuovi scenari, che, pur mantenendo un'interfaccia per l'utente differenziata, potranno intrecciarsi tra loro. Così, se nella realtà l'aviatore Giuseppe Bortolotti, insignito più volte di medaglia d'argento, è nipote di quel Bortolotti inventore del profumo Acqua di Felsina, che nella seconda metà dell'800 aveva ottenuto medaglie d'altro tipo alle Esposizioni industriali, anche attraverso il database sarà possibile ricostruire questa relazione, collegando lo scenario dedicato alla Grande guerra con quello dedicato ai bolognesi ottocenteschi. Un po' per volta la città e la sua storia si potranno condensare in un unico punto di raccolta virtuale pur offrendosi al pubblico nelle loro infinite sfaccettature.




Download
Scarica il testo del saggio in formato PDF





Carattere grandeCarattere piccolo





 

Privacy - Norme Redazionali - Contatti: info@storiaefuturo.com
©2003-2008 Storia e Futuro - Una produzione Luxor srl