N. 14 - Maggio 2007

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[Aut. Trib. Bologna n. 7163 del 3/10/2001]

ISSN 1720-190X






Maurizio Degl`Innocenti
Giuseppe Garibaldi tra storia e mito
Discorso di inaugurazione della mostra


Il progetto Giuseppe Garibaldi tra storia e mito , progettato e curato dalla fondazione di studi storici ?Filippo Turati? e dalla fondazione ?Spadolini-Nuova antologia?, sotto l'alto patronato del presidente della Repubblica; una delle più significative iniziative promosse nel bicentenario della nascita di Garibaldi

Marzia Maccaferri
Osvaldo Piacentini
Un intellettuale del territorio alle origini del cosiddetto ?modello emiliano?
Una pista di ricerca


Il modello emiliano è stato lungamente discusso e studiato, non solo in ambito locale, come espressione di civicness e allo stesso tempo come un'originale forma di economia sociale di mercato che è riuscita a far interagire i diversi attori, anche quando antagonisti ...

Dario Petrosino
Insegnare la storia globale
Riflessioni e proposte per un nuovo approccio alla didattica della storia nelle scuole


La riflessione sul futuro dei programmi di storia nelle scuole di ogni ordine e grado si affianca all'esigenza, sentita da più parti, di dare un più ampio respiro alle tematiche da insegnare; ...

SeF Redazione
Presentazione del libro curato da Marco Severini La Primavera della Nazione. La Repubblica Romana del 1849

La primavera della Nazione indaga sul breve ma luminoso periodo che va dal novembre 1848 al luglio 1849, quando lo Stato romano, rimasto acefalo per la fuga di Pio IX a Gaeta ... Presentazione video


La démocratie européenne à l’épreuve des changements économiques et sociaux, XIXe – XXe siècle

Actes du colloque international de la Maison de l’Europe Contemporaine (Université Paris Ouest Nanterre La Défense) Florence, 25-26 juin 2007

Sous la direction de Francis Démier et Elena Musiani
L’Europa così come è stata costruita dopo la Seconda guerra mondiale, è stata progettata per la democrazia e per garantire la pace tra le nazioni, ma ha anche voluto aggiungere alla democrazia politica una democrazia sociale in grado di respingere i caratteri negativi del capitalismo.
Il convegno alla base di questa pubblicazione ha avuto come scopo quello di riflettere sulle trasformazioni imposte all’Europa dalle politiche anti-inflazionistiche degli anni Ottannta e, più tardi, dai vincoli della globalizzazione dei mercati. Al termine di questo processo, il modello difeso dai padri fondatori si è profondamente evoluto. La prima fase di integrazione europea è stata definita dall’ambizione di raggiungere un livello elevato di protezione sociale, dallo sviluppo dell’occupazione, dalla rinnovata forza dei sindacati e di partiti politici in grado di dare credibilità ai meccanismi dell’alternanza delle maggiornaze politiche. In un quarto di secolo quel “modello europeo” – ora esteso a 27 – ha cambiato volto: la mobilità dei lavoratori e la flessibilità, la deregolamentazione dei mercati, una maggiore disparità di reddito, un’attenzione privilegiata agli azionisti nella distribuzione della plusvalenza, l’indebitamento degli Stati. Questa metamorfosi dell’Europa, unita al fatto che da continente di emigrazione essa è oggi divenuta una zona di forte immigrazione, ha risvegliato vecchie rivendicazioni nazionali, ma anche regionali e reso più incerta la sua stessa identità. In questo rinnovato quadro europeo si è poi progressivamente manifestato un deficit democratico, illustrato dalla disarmonia dei meccanismi di decisione tra livello nazionale ed europeo, ma anche dall’indebolimento di quei partiti politici capaci di dare risposta alle rivendicazioni dei popoli europei.




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