Dario Petrosino
Sandro Bellassai
La legge del desiderio
Il progetto Merlin e l'Italia degli anni Cinquanta
Roma, Carocci 2006
Sulla storia della società italiana in età repubblicana vi è ancora molto da dire. Uno dei campi finora meno esplorati è quello che definisce norme e modelli di comportamento della sessualità degli italiani. Si pensi, per esser chiari, a Comizi d'amore , lo splendido e pionieristico documentario di Pier Paolo Pasolini, che documenta il comportamento sessuale degli italiani a cavallo tra anni Cinquanta e Sessanta.
Lo studio di Bellassai nasce quindi nell'intento di colmare una lacuna. La morale sessuale, in Italia, rimane generalmente fuori dalle pagine degli storici. Eppure essa si rivela in questo caso una formidabile cartina di tornasole per descrivere le dinamiche sociali e culturali che attraversano il Bel paese negli anni del centrismo. Attraverso la narrazione della coraggiosa iniziativa di Lina Merlin è possibile leggere l'insanabile conflitto di generi che contraddistingueva al tempo la società italiana; ma è anche possibile vedere come quest'ultima stesse lentamente affrontando un percorso di democratizzazione che risulterà più marcato a partire dagli anni Sessanta.
La battaglia portata avanti per un decennio dalla senatrice Merlin è infatti percepita da una certa cultura maschile come la rottura di un universo simbolico, quello appartenente a uno dei riti di passaggio all'età adulta, alla propria definizione del maschile: il rapporto col sesso, o meglio, con una prostituta. Ne deriverà un dibattito che coinvolgerà la stampa scientifica come le pubblicazioni di tipo divulgativo, scomodando la giurisprudenza, la medicina, la sociologia, la psicologia e giungendo comunque all'opinione pubblica italiana attraverso molteplici canali di comunicazione.
Alla fine la regolamentazione della prostituzione verrà abolita nel 1958 dopo una lunga battaglia, non priva di un confronto per alcuni versi colorito, e non solo sulla stampa, ma anche nel linguaggio usato nei dibattiti parlamentari. Bellassai affronta questo complesso dibattito in forma necessariamente sommaria, sia per la vastità del tema, sia per la mancanza di un solido retroterra storiografico che permetta di far piena luce su alcuni aspetti della storia italiana ancora tutti da analizzare. La legge “famosa per aver chiuso i bordelli” è insomma solo la punta di un fenomeno che meriterebbe un'analisi più approfondita, quella che l'autore si propone di delineare nei capitoli di quest'opera, attraverso la descrizione dell'evoluzione della condizione femminile e della sua rappresentazione nella società di massa, ma anche evidenziando come questa condizione veniva percepita dal mondo maschile, sia in pubblico che in privato, e senza dimenticare il convinto appoggio dato, in tali contesti discorsivi, dagli aspetti medici, sanitari, morali e politici. Con un piccolo occhio di riguardo alla metodologia dei cultural studies , Bellassai arricchisce il proprio lavoro con una panoramica sulla rappresentazione iconografica della prostituta, specie nel cinema, ma anche con la citazione di Filumena Marturano , che chiude degnamente l'opera.