Stefano Maggi
Carlo G. Lacaita, Raffaella Gobbo, Enzo R. La Forgia, Marina Priano (cur.)
“Il Politecnico” di Carlo Cattaneo
La vicenda editoriale, i collaboratori, gli indici
Lugano, Giampiero Casagrande editore, 2005
La rilevanza storica della figura di Carlo Cattaneo va ben oltre il suo noto ruolo politico e istituzionale, per spaziare in ambito culturale, filosofico, linguistico e ingegneristico, fino alle importanti esperienze giornalistiche come quelle degli “Annali universali di statistica” e del “Politecnico”. Quest'ultimo ha rappresentato un importante esempio di rivista Ottocentesca italiana di respiro europeo.
Il “Politecnico” nacque nel clima degli anni Trenta dell'Ottocento, in un periodo durante il quale sempre più incalzante era divenuto il dibattito sui temi della modernizzazione del paese e in particolare del cambiamento economico. La rivista milanese ebbe allora l'importante funzione di far interagire esperti di diverse discipline, esprimendo in modo complesso e approfondito le aspirazioni risorgimentali e ponendosi come novità nel panorama italiano dominato dalla cultura accademica.
La nascita risale al 21 febbraio del 1839, con la pubblicazione del manifesto che annunciava la nuova testata. “Il Politecnico”, diretto da Cattaneo nella prima e nella seconda serie (rispettivamente durate dal 1839 al 1844 e dal 1860 al 1862), rimase legato al suo fondatore sotto diversi aspetti anche nella terza serie, redatta dal 1863 al 1865. Il distacco di Cattaneo dalla rivista avvenne nell'arco di molti mesi, ma appare certo che dalla fine del 1862 non si può più parlare di direzione cattaneana. Tuttavia la terza serie, diretta prima da Gino Daelli e poi da Ernest Stamm, vide apparire, ancora nel 1863, alcuni articoli di Cattaneo, ma soprattutto conservò l'impianto del fondatore, visibile nella matrice positivista e scientifica in cui gli studi sull'uomo, sulla natura e sullo sviluppo tecnologico dialogavano tra loro, per poi trovare applicazione in ambito pratico. Dal 1866 la rivista passò sotto la direzione di Francesco Brioschi, fondatore dell'Istituto tecnico superiore di Milano, cioè del Politecnico come Università, per divenire nel 1869 una rivista per ingegneri. La pubblicazione cessò definitivamente soltanto nel 1937.

Il volume “Il Politecnico” di Carlo Cattaneo. La vicenda editoriale, i collaboratori, gli indici si pone come continuazione del convegno dedicato alla figura di Carlo Cattaneo, tenutosi in occasione del bicentenario della sua nascita, dal 6 all'8 novembre del 2001 a Milano e a Lugano. Il testo costituisce la presentazione in volume della terza parte del Dvd realizzato dal “Comitato nazionale per le celebrazioni del bicentenario della nascita di Carlo Cattaneo” diretto da Carlo G. Lacaita, con il contributo della Società d'Incoraggiamento d'Arti e Mestieri e del Politecnico di Milano.
Tale Dvd comprende infatti tre parti distinte ma connesse tra loro: i 15 volumi del “Politecnico” di Cattaneo; gli altri volumi dal XVI al XXVII, ancora in buona parte influenzati dal fondatore; infine vari strumenti di lavoro, come l' Indice generale della rivista, il repertorio dei C ollaboratori e un complesso di note, tavole e indici relativi alle materie, ai luoghi e ai nomi. I 27 volumi della rivista “Il Politecnico” presi in esame sono della prima, della seconda e della terza serie, cioè quelli legati al nome di Cattaneo.
Precedono l'apparato critico vero e proprio una prefazione e un testo introduttivo su Carlo Cattaneo e il “Politecnico” , entrambi di Carlo G. Lacaita, nonché una nota breve e precisa nota biografica su Cattaneo, assai utile per riscostruirne le attività e gli spostamenti.
L' Indice generale del Politecnico contenuto nel libro rappresenta un importante lavoro di revisione bibliografica, che ha prodotto oltre 270 annotazioni relative sia alla produzione cattaneana sia a quella dei suoi collaboratori.
Sui collaboratori sono state infatti realizzate delle schede bio-bibliografiche che fanno parte del repertorio dei Collaboratori del “Politecnico” , la cui completezza è attestata tra l'altro dallo spazio occupato: ben 146 pagine. A tale sezione rinvia direttamente non solo l' Indice delle materie ma anche l' Indice dei luoghi : questo permette agli studiosi di avere subito l'elenco dei nomi dei cultori delle differenti aree tematiche che hanno scritto per la rivista nel corso del tempo.
La ricerca ha fatto emergere una questione molto interessante per gli studi sulla rivista, ossia l'attribuzione degli scritti anonimi o siglati, che sono stati in gran parte attribuiti ai rispettivi autori, Cattaneo o i suoi collaboratori.
Scorrendo il repertorio dei collaboratori, si evince quanto grande fosse stato lo sforzo organizzativo di Cattaneo che, per garantire l'uscita regolare di articoli su argomenti tanto diversi, fu costretto a tessere una fitta rete di relazioni. Oltre alla strumentazione critica, sono presenti anche alcune immagini che riguardano soprattutto documenti rari e talvolta sconosciuti.
Il testo, nato come contributo a una nuova fase di studi interdisciplinari, rappresenta un importante risultato e allo stesso tempo si pone come un interessante strumento per nuove ricerche su “Il Politecnico” che, come sostiene Carlo G. Lacaita nell'introduzione, “fu sì la maggiore realizzazione di un grande intellettuale, ma anche l'espressione di una feconda stagione culturale, nel corso della quale i più diversi ambienti intellettuali furono percorsi da molte spinte innovative e si confrontarono con i problemi del cambiamento in senso moderno della realtà italiana”.