N. 10 - Febbraio 2006


ISSN 1720-190X





Antonia Liguori

Il mito di Littoria attraverso le immagini dell'Istituto Luce


  • 1932: la fondazione di Littoria
  • 1933: il primo annuale della fondazione
  • 1934: la Provincia più giovane d'Italia
  • 1935: Littoria, la Nazione e l'Africa Orientale
  • 1936: il quinto annuale della fondazione di Littoria e la propaganda per l'“assedio economico”
  • 1937: i giovani, le donne e lo sport a Littoria
  • 1938: la vita quotidiana a Littoria tra eventi straordinari e bisogno di “normalità”
  • 1939: Littoria, tra sviluppo economico e preparazione militare
  • 1940-1944: i boati della guerra e il silenzio su Littoria
  • Appendice
  • L'inarrestabile “gorgo” che si muove attorno alla macchina organizzativa innescata dal fascismo con la bonifica integrale conosce la sua massima espansione nelle paludi pontine, in quelle terre ancora vincolate sul finire degli anni '20 da condizioni di vita semiprimitive. La febbre malarica, la lotta per la sopravvivenza degli abitanti delle lestre, i paesaggi descritti con richiami primordiali fanno da sfondo ai primi tentativi di propaganda urlati alla nazione intera per sollecitare l'attenzione sul tema della trasformazione territoriale di una zona che, per la sua vicinanza con Roma, rende ancor più paradossale la propria inviolabilità (Mariani 1976). Il panorama nel quale ha preso forza il mito della “redenzione” delle terre bonificate è tracciato nei suoi ben definiti contorni nella rilettura degli eventi che il regime ha filtrato, sin dai giorni della fondazione di Littoria (oggi Latina), attraverso l'occhio attento delle cineprese dell'Istituto Luce. Si tratta di un materiale prezioso e ancora inesplorato, imperdibile per quanti vogliano tornare a quei giorni e conoscere in profondità i volti, le voci e le suggestioni che hanno accompagnato la nascita delle “città nuove”. Littoria, Sabaudia, Pontinia e Aprilia sono la sintesi e l'espressione più tangibile dell'imponente lavoro portato avanti a ritmi frenetici per dare seguito al monito di Mussolini, che, dai nuovi borghi rurali, ammonisce gli italiani sulla necessità del ritorno alla terra, “fonte prima d'ogni ricchezza” (Contri 1930). L'operazione pontina riesce a salire alla ribalta del palcoscenico nazionale privilegiando con dichiarate finalità ideologiche l'esaltazione del modello politico al quale si ispira l'“immane opera”. Scarsa, invece, l'attenzione per la realtà locale, per quel complesso mosaico sociale che viene a comporsi nelle terre bonificate, elevate per l'occasione a laboratorio privilegiato di un imponente esperimento propagandistico. Le potenzialità di Littoria vengono sublimate in occasione dei frequenti sopralluoghi di Mussolini nell'Agro pontino: dalle prime ricognizioni nei cantieri di lavoro alle sempre più vibranti adunate organizzate nelle occasioni che il regime vuole consegnare alla memoria. Occasioni molteplici, ma con un unico filo conduttore: l'incontro tra il capo e le masse serve a rafforzare il principio della “validità dell'esempio”, che, come trova corrispondenza diretta nel rapporto tra il duce (rappresentato come costruttore di opere) e il popolo di operai e coloni che le realizza, così cerca un'applicazione maggiore aldilà del limitato contesto geografico pontino (Zunino 1985).

     

           

    Mussolini in visita nell'Agro pontino

    Ecco che le immagini divengono il tramite ideale per lanciare sul territorio nazionale un messaggio che debba essere chiaro e condivisibile, un invito alla partecipazione che tende a gonfiarsi da una piazza all'altra d'Italia, mostrato attraverso la lente deformante della propaganda e trascinato da un'ondata emotiva assai forte (Moscovici 1981; Isnenghi 1997).

    I documenti filmici con riferimenti espliciti a Littoria tra il 1932 e il 1944 custoditi nell'Archivio storico dell'Istituto Luce sono 86 e di essi 72 sono cinegiornali, 11 documentari, un film e due combat film. Da un'analisi dettagliata dei dati numerici relativi ai filmati catalogati, risulta chiaro come l'attenzione per le terre bonificate sia massima negli anni immediatamente a ridosso del 18 dicembre 1932, giorno dell'inaugurazione della prima città nuova della piana pontina. I servizi dedicati alla celebrazione del successo del regime nelle terre flagellate dalla “perniciosa” si vanno progressivamente riducendo negli anni successivi al '35, fino al significativo silenzio imposto dagli eventi per tutta la durata del secondo conflitto mondiale: unica eccezione due combat film del '44, girati dalla Marina e dall'Esercito statunitense, e un documentario del 1941, che, attraverso il racconto dello sviluppo economico di Carbonia, in Sardegna, ribadisce quella sorta di primato di Littoria nella imponente attività “fondativa” avviata proprio nel '32. Le annate nelle quali il territorio pontino gode più spesso delle attenzioni della cronaca audiovisiva nazionale sono quelle comprese tra il 1933 e il 1936, e cioè dal primo annuale della fondazione fino al coronamento dell'avventura imperiale, passando per la creazione della Provincia più giovane d'Italia (nel 1934) e per le simboliche partenze alla volta dell'Africa Orientale di grossi battaglioni di volontari reclutati nella zona di Littoria. Le cineprese de L'Unione cinematografica educativa sono nuovamente puntate con insistenza sulla vita quotidiana dell'Agro “redento” nel 1938 e, non a caso, mentre le vicende internazionali definiscono in modo quasi ostentato i nuovi rapporti di forza in Europa, la proiezione autocelebrativa della bonifica fascista offre lo spunto per rafforzare proprio nei rapporti con i Paesi esteri l'immagine della “potenza creatrice” del regime e per favorire la diffusione del mito della modernizzazione fascista. Degli otto servizi proiettati nel '38, infatti, tre sono interamente dedicati alla visita di delegazioni straniere, uno, piuttosto lungo rispetto alla durata media, alla visita della stampa italiana nelle terre bonificate e gli altri al proseguire dell'attività di fondazione – con la nascita di Pomezia – e di edificazione di nuove strutture pubbliche. Il 1939 già preannuncia il lungo silenzio degli anni successivi, come risulta evidente sia dal numero dei filmati presenti in archivio sia dalla durata dei servizi. La durata, appunto, è un altro indice da non sottovalutare, insieme alla collocazione del servizio, al quale può spettare l'apertura o la chiusura – nei cinegiornali durante i quali al “mito” della bonifica si riserva particolare rilievo – o altre posizioni nella scaletta delle cineattualità, che, solitamente, privilegiano proprio con una maggiore visibilità le notizie di cronaca italiana (Argentieri 1979; Pottino 1963; D'Autilia 2004). Essa risulta avere le sue punte maggiori nelle prime annate – un po' come accade per la quantità dei filmati prodotti – e quelle minori nel 1935 (quando però la breve durata dei servizi è compensata da un numero abbastanza cospicuo di pellicole disponibili) e nel 1939, annata particolarmente avara anche per la durata complessiva dei filmati prodotti.

     

     

    La posa della prima pietra il 30 giugno 1932

     

    1932: la fondazione di Littoria

    È il 5 aprile del 1932 quando Mussolini si reca per la prima volta nel territorio delle paludi pontine per verificare lo stato dei lavori di bonifica. Lo testimonia il primo filmato che ha come soggetto l'imponente opera di trasformazione avviata nel territorio compreso tra i monti Lepini, il mar Tirreno, l'Agro romano e le pendici del promontorio del Circeo. Mentre nei primi fotogrammi viene proposta una rudimentale, ma efficace animazione, che rappresenta il progredire dei lavori di bonifica e li visualizza su una carta geografica di Roma e dintorni, lo speaker elenca tutti i dettagli dell'“immane opera”, proponendo un rapido, ma completo excursus temporale che prende il via dal 1926. Procedendo in ordine cronologico, seguono due brevi servizi prodotti e diffusi all'interno dei cinegiornali nel mese di luglio per focalizzare l'attenzione dell'intero Paese sulla cerimonia ufficiale per la posa della prima pietra della futura città di Littoria. Bisognerà attendere due mesi prima che le cineprese del Luce tornino a seguire l'evolvere dei lavori nell'Agro pontino, ma questa volta per descrivere l'attività ricreativa proposta dall'Opera nazionale dopolavoro durante i momenti di riposo delle instancabili “braccia del regime”. Nei mesi successivi, tanto più si avvicina la data della fondazione, tanto più si fa frequente la presenza delle vicende dell'Agro pontino sugli schermi del Luce, che, nei soli mesi di novembre e dicembre, produce quattro servizi e un documentario. Nel mese di novembre, all'edificazione degli edifici del nuovo centro cittadino è dedicata l'apertura di un Giornale Luce. Il servizio successivo è del 2 dicembre del 1932 e ritrae Mussolini insieme a Galeazzo Ciano e altre autorità in viaggio a bordo di una nuova vettura ferroviaria. In questo caso non si può certo dire che il soggetto del servizio sia l'Agro pontino, ma la sua visione è utile per confermare un altro aspetto della particolare “fortuna” del mito di Littoria: la vicinanza della nuova cittadina a Roma e la sua posizione “strategica” tra la Capitale e Napoli offre, infatti, numerose opportunità per mostrare la nuova realtà pontina ai visitatori italiani e alle delegazioni straniere di passaggio a Roma.

     

           

    La stazione ferroviaria di Cisterna

    1933: il primo annuale della fondazione

    I primi due filmati girati nel 1933 vengono proposti all'interno dei Giornali Luce soltanto a marzo; dopo tre mesi di silenzio, L'Unione cinematografica educativa propone, in poco più di un minuto, la sintesi della visita del segretario del partito Starace in occasione della benedizione della campana per la torre littoria e dell'inaugurazione dell'edificio del Dopolavoro. L'entusiasmo collettivo sembra essere la nota comune di tutti i filmati del primo anno di vita di questa giovane ed eterogenea comunità, come del resto è evidenziato anche nel secondo servizio proposto dall'Istituto Luce nel mese di marzo, quando la cittadina pontina accoglie gli oltre mille rurali provenienti dalla provincia di Treviso. Tre mesi dopo, le cineprese tornano a Littoria per documentare la prima visita di Vittorio Emanuele III, giunto nell'Agro pontino per testimoniare la propria ammirazione nei confronti dell'opera avviata in quelle terre dal regime. La guerra che noi preferiamo – slogan lanciato da Mussolini nel discorso inaugurale, durante la cerimonia della fondazione di Littoria – è il titolo attribuito a questo servizio e allo stesso tempo il senso profondo di tutta l'opera di bonifica, intesa sia come “guerra” vittoriosa nei confronti delle paludi, sia come esercizio di una “militanza civile” che per il fascismo non deve conoscere sosta. Una “guerra” che l'italiano “nuovo” deve portare avanti contando anche sulla forza del numero, come si propone di dimostrare quella campagna demografica sollecitata in ambito locale attraverso l'attribuzione di premi e incentivi alle famiglie più prolifiche. Un altro filmato del mese di giugno del '33, infatti, propone la cerimonia della consegna dei libretti di risparmio donati dall'Istituto di credito marittimo ai primi 107 bambini nati a Littoria. A neanche un anno dalla precedente rappresentazione nell'Agro “redento”, torna a Littoria nel mese di luglio il Carro di Tespi Lirico, che, in questa occasione, viene seguito nel suo viaggio da Roma alla volta della nuova cittadina pontina. Questi ultimi due filmati sembrano far riprendere un po' di fiato prima di tornare ancora una volta alla rappresentazione dell'incessante lavoro dei nuovi abitanti delle terre bonificate. Nel mese di agosto, infatti, l'Istituto Luce documenta una visita di Mussolini ai lavoratori agricoli della zona pontina: le sequenze del filmato si snodano attorno al confronto tra il procedere dell'opera di fondazione da parte del regime – impegnato nel dar seguito all'edificazione delle “città nuove”, a cominciare da Sabaudia – e l'impegno quotidiano profuso dai coloni per rendere produttivo il territorio della “già anziana” Littoria. Il procedere costante dell'attività sembra non conoscere tregua neanche durante l'arrivo dei nuovi scaglioni di famiglie coloniche. Un filmato collocato all'interno di un Giornale Luce del mese di ottobre, infatti, propone l'arrivo presso la stazione di Littoria di un lungo convoglio proveniente dal Polesine: ad accogliere le nuove “braccia del regime” ci sono in prevalenza donne e bambini. Simile è il contesto dell'altro servizio presentato in ottobre: questa volta all'arrivo degli operai e dei contadini di Treviso, giunti a Littoria per fare omaggio di un palo portabandiera scolpito nella pietra del Grappa, c'è anche una piccola delegazione delle autorità locali, guidata da Valentino Orsolini Cencelli, ma nessuna inquadratura lascia intuire la presenza di quella folla di braccianti impegnata invece nei lavori dei campi. Una cerimonia sicuramente di maggiore solennità, ma con la stessa ridotta partecipazione, è quella riportata ai primi di dicembre per testimoniare la consegna di una statua di S. Antonio donata dai rurali di Padova. Diverso, invece, il tono delle celebrazioni per il primo annuale della fondazione di Littoria, riproposte all'intero Paese da ben due servizi di chiusura. È del mese di dicembre del '33 anche il servizio più lungo di tutto il decennio: si tratta di un Giornale Luce interamente dedicato a Littoria per proporre ancora una volta la più consueta chiave di lettura degli eventi che hanno portato alla bonifica delle paludi pontine, e cioè il contrasto tra l'ostilità della natura e l'incessante opera dell'uomo.

    Il 1933 è anche l'anno di produzione di quello che univocamente è considerato tra le due guerre il “kolossal” dell'Istituto Luce. Si tratta di Camicia nera , un vero e proprio film realizzato per la celebrazione del decennale della “Rivoluzione fascista”. La prima annotazione da fare è relativa alla periodizzazione del “documentario a soggetto” di Gioacchino Forzano, che sceglie come ambientazione di questa “sintesi cinematografica” del primo decennio del fascismo proprio l'Agro pontino: i primi fotogrammi non si riferiscono al '22 – l'anno della marcia su Roma – bensì al 1914 e cioè all'anno del confronto tra neutralisti e bellicisti. Protagonista della vicenda è un fabbro, chiamato a testimoniare insieme alla propria famiglia le scelte di quel popolo italiano che, riconoscendo in Mussolini “un carisma fuori dal comune”, trova nell'interventismo e poi nel fascismo la soddisfazione del proprio bisogno di “militanza” e di “fede”. E in questa vita stereotipata secondo gli schemi piuttosto rigidi creati da Forzano, la “fede” non può che crescere insieme al numero delle realizzazioni portate a termine dal regime, che, proprio dopo la nascita di Littoria, sembra ostentare maggiore credibilità.

     

           

    Adunate per l'inaugurazione della Provincia

    1934: la Provincia più giovane d'Italia

    Il plebiscito dell'anno XII offre lo spunto per il primo servizio del 1934: si tratta della chiusura del Giornale Luce del 25 marzo, nella quale un contadino della giovane cittadina pontina viene scelto come ideale rappresentante del popolo e seguito nelle fasi che precedono il voto. A pochi giorni dalle votazioni, le macchine da presa del Luce tornano nell'Agro “redento” in occasione di una visita dei delegati al Congresso internazionale della cinematografia educativa. Littoria e Sabaudia, la seconda delle “città nuove”, sono nuovamente oggetto dell'attenzione del Luce nel mese di maggio, in occasione di una visita del corpo diplomatico “alle grandi opere di redenzione della terra nella feconda attività dei nuovi centri”. Dopo sei mesi di silenzio le cineprese de L'Unione cinematografica educativa documentano un'altra visita ufficiale, questa volta di una delegazione straniera, quella del cancelliere austriaco. Nel secondo annuale della fondazione di Littoria, le attenzioni della propaganda di regime si fanno più insistenti: nel mese di dicembre, infatti, sono stati proiettati ben quattro servizi, tutti dedicati alle cerimonie per l'istituzione della 93 a Provincia d'Italia, tranne uno, nel quale però non mancano i riferimenti alla recente istituzione dell'Ente amministrativo. Quest'ultimo è un filmato che pone l'attenzione degli spettatori sulla distribuzione dei “premi del lavoro” consegnati da Mussolini a mille contadini delle nuove terre bonificate e sulla cerimonia per l'attribuzione del premio “Poesia della casa” alle migliori massaie. A completare il quadro dei servizi proiettati nel '34 ci sono ancora tre filmati, dei quali manca l'indicazione del mese di produzione, e due documentari che appartengono a un blocco di pellicole delle quali non è rimasta alcuna copia disponibile. Di questi ultimi due documentari sono tuttavia presenti i dati descrittivi nelle schede cartacee di archiviazione, dalle quali si deducono le caratteristiche tecniche e il soggetto: il primo ripropone alcune scene della trebbiatura del grano a Littoria, secondo il “rito italico compiuto dal duce fra i coloni della terra bonificata”; il secondo, invece, mostra l'inaugurazione del Congresso internazionale della cinematografia educativa a Roma e alcune sequenze della visita dei congressisti prima alla mostra della Rivoluzione fascista e poi nelle terre dell'Agro pontino. Offrono, invece, immagini inedite i tre servizi sprovvisti della data di proiezione, ma che sicuramente sono stati prodotti nel '34: il primo – secondo l'ordine di catalogazione – è un'apertura di cinegiornale che focalizza l'attenzione del pubblico sugli sforzi del regime per “la tutela della razza” e ritrae un gruppo di medici e assistenti dell'Istituto Eastman durante la visita a 300 ragazzi di Littoria; il secondo è invece un servizio di chiusura che propone alcuni dettagli dell'adunata dei Segretari Federali per il III Rapporto presieduto dal segretario del Partito Starace; il terzo si sofferma sull'ennesima visita di una delegazione straniera – questa volta quella dei sovrani del Siam – a Littoria e a Sabaudia tra gli applausi di una piccola folla entusiasta, quasi privata della visuale dall'imponente presenza delle bandiere italiane.

     

    Littoria

     

    Dimostrazione dei butteri

     

    1935: Littoria, la Nazione e l'Africa Orientale

    A ridosso della preparazione dell'impresa etiopica, acquistano ulteriore visibilità gli incontri con le delegazioni straniere. Nel primo filmato prodotto nel '35, viene celebrata una sorta di gemellaggio tra Littoria e il porto di Gdynia, in Polonia, in occasione del quindicesimo anno dalla sua bonifica. Nel mese di aprile saranno invece gli industriali francesi – in visita a Roma – a recarsi nelle terre “redente” per osservare le opere realizzate dal regime fascista. Neanche a distanza di un mese, sugli schermi del Luce l'Italia di Mussolini vede proiettate le immagini di un'altra cerimonia ufficiale alla presenza del ministro all'Agricoltura di Romania. Sette giorni dopo, un brevissimo filmato documenta, invece, la gita del dopolavoro del sottosegretariato della Stampa e della Propaganda, l'ultima visita nell'Agro pontino proposta nel '35 sugli schermi de L'Unione cinematografica educativa. Con il mese di giugno, infatti, si fanno più frequenti i filmati che mostrano all'Italia intera la vita quotidiana degli abitanti della “città nuova”, quasi a voler proporre la giovane comunità come una sorta di modello ideale. Il 5 giugno, ad esempio, le macchine da presa del Luce sono a Littoria per filmare un saggio ginnico dell'Opera Balilla; il 19 giugno sarà la volta della marcatura del bestiame ad opera dei butteri pontini, poi l'inaugurazione del Campo Boario per lo sviluppo dell'industria zootecnica pontina e la trebbiatura del grano, elevata a evento eccezionale per la presenza di Mussolini al fianco degli agricoltori. Tuttavia, in questo caso, il momento che cattura maggiormente l'attenzione si compie lontano dai campi, quando il duce incontra i circa trecento volontari in partenza per l'Africa, “tutti coloni e operai della provincia, molti ex combattenti, tra i quali ben trenta medaglie d'argento”. Quello del 3 luglio non è l'unico servizio che pone in relazione le vicende di Littoria con quelle dell'avventura coloniale: nel '35, infatti, c'è anche un filmato – del quale manca l'indicazione della data esatta di produzione – che propone gli istanti che precedono la partenza della Divisione 28 Ottobre da Formia per l'Africa Orientale. Il tema del rapporto tra tradizione e modernizzazione è invece al centro dell'unico documentario prodotto nel '35: si tratta di Riscatto , un film che ha ottenuto la coppa della Biennale di Venezia come miglior documentario alla terza Mostra Internazionale d'Arte cinematografica. “Riscattare la terra e con la terra gli uomini”: è questa la chiave di lettura delle sequenze centrali, nelle quali anche il sottofondo musicale sembra rimarcare il progressivo mutamento del territorio e il conseguente miglioramento delle condizioni di vita nei primi insediamenti abitativi creati con la bonifica. Gli ultimi fotogrammi propongono in modo ancor più palese il contrasto tra gli acquitrini e le distese di spighe, dopo che il regista si è soffermato ancora una volta sul cantiere di Littoria, immagine ideale di un “regime costruttore” di opere come di coscienze.

     

    Mussolini in un'azienda

     

    Sabaudia

     

    1936: il quinto annuale della fondazione di Littoria e la propaganda per l'“assedio economico”

    a frequente presenza a Littoria delle rappresentanze dei “paesi amici” offre per tutto il corso del '36 l'occasione per ribadire ancora una volta il “torto” subito per l'applicazione delle sanzioni, come risulta evidente dalla didascalia che compare in sovrimpressione sui fotogrammi d'apertura del primo filmato dell'anno, che propongono la visita del generale Gömbös e di altri membri della delegazione magiara nelle campagne pontine. Nel “138° giorno dell'assedio economico”, la “vibrante accoglienza” degli abitanti di Littoria offre lo spunto per far riflettere ancora una volta la nazione intera sull'operosità dei coloni e sulla loro totale adesione ai valori proposti dal regime: non è un caso, infatti, che, in piena “autarchia”, la delegazione magiara venga portata a constatare direttamente i “valori” della tradizione rurale italiana, facendo tappa in un podere di Pontinia, abitato – come sottolinea lo speaker – da una famiglia di ferraresi composta di 13 unità. Simile è il contesto nel quale si svolge la breve visita del ministro del Reich Frank, a Littoria e a Sabaudia soltanto di passaggio prima di fare ritorno a Roma presso l'Istituto italiano di Studi germanici. Dopo un ampio servizio dedicato alla posa della prima pietra nella località dove sorgerà il quarto comune dell'Agro redento, Aprilia, proiettato il 29 aprile del 1936, una nuova panoramica su Littoria e Sabaudia è offerta da un breve filmato che documenta la visita dei partecipanti alla dodicesima Assemblea del turismo internazionale nei dintorni della capitale. Fiore all'occhiello delle nuove “opere” realizzate nell'Agro pontino è senza dubbio lo stabilimento industriale per la produzione dello zucchero, inaugurato a Littoria il 19 agosto, come documentato in un servizio montato in chiusura di cinegiornale. Durante la panoramica su alcuni dettagli della trasformazione delle barbabietole in zucchero è da notare il tono con il quale il cronista puntualizza l'origine italiana dei macchinari presenti nello stabilimento, a dimostrazione della volontà di mostrare ancora una volta la “risposta” del regime alla chiusura economica imposta dalle “nazioni plutocratiche”. Dopo due mesi di assenza, il fascismo torna a far “luce” su Littoria nel mese di novembre, in occasione di una visita informale degli industriali tedeschi e di una cerimonia alla presenza del principe di Piemonte per la consegna della bandiera al Decimo reggimento di Granatieri in partenza per l'Africa Orientale. L'Agro pontino, da occasione per affrontare tematiche di più vasta portata, quali il mito autarchico o l'impresa etiopica, e da luogo prediletto del regime per far mostra di sé, torna a richiamare l'attenzione nazionale sulle vicende locali soltanto nell'ultimo servizio dell'anno, in occasione del quinto anniversario della fondazione, celebrato come consuetudine con l'inaugurazione di nuovi edifici.

     

    Aprilia: una classe maschile

     

    Il balcone del Palazzo Comunale di Aprilia

     

    1937: i giovani, le donne e lo sport a Littoria

    Il primo filmato girato a Littoria nel '37 propone un evento sportivo di richiamo nazionale: è il 5 maggio quando le macchine da presa del Luce si trovano alla partenza del Primo circuito automobilistico dell'Agro pontino, al quale partecipano, tra gli altri, Bruno e Vittorio Mussolini, veri protagonisti della giornata trascorsa a Littoria all'insegna dello sport. Cinque giorni dopo, sarà la visita del sottosegretario per l'Educazione Nazionale a portare nuovamente Littoria sugli schermi delle cineattualità e ancora una volta per un evento di carattere sportivo: il 10 maggio, infatti, viene proposto un servizio nel quale gran parte delle immagini sono dedicate al “Concorso ginnico-atletico degli avanguardisti moschettieri”, che chiudono la propria esibizione cantando a gran voce un inno al duce. Due giorni dopo, il sottosegretario per l'Educazione Nazionale è di nuovo a Littoria per l'inaugurazione di una mostra di economia domestica allestita nella casa del Balilla. I valori della tradizione esaltati per l'occasione da Renato Ricci sono anche alla base del servizio che, il 2 giugno, propone in pochi fotogrammi alcune immagini girate a Littoria durante il Convegno nazionale dell'avicoltura rurale. Dopo due mesi di assenza dai notiziari del Luce, lo sport è ancora protagonista a Littoria: il 29 settembre il passaggio del campionato assoluto di ciclismo sulle strade di campagna dell'Agro pontino, in direzione di Sabaudia, è documentato da un filmato che propone i tratti più suggestivi di una competizione capace di trascinare ai bordi delle strade un gran numero di persone. Concludono la lista dei filmati prodotti nel '37 un lungo servizio sul “rito inaugurale” di Aprilia e un documentario sull'Albania, interessante – nel nostro caso – soltanto per una breve sequenza che rimanda all'esperienza della bonifica delle Paludi pontine. Come è avvenuto per le celebrazioni in occasione dell'anniversario della bonifica del Porto di Gdynia e come accadrà anche nel caso di Carbonia, il nome della prima delle “città nuove” è evocatore di grandi imprese e serve a richiamare alla memoria la capacità organizzativa di un apparato che intende proporsi agli occhi del popolo come “artefice della nuova Italia”.

     

    La casa del contadino a Littoria

     

    Littoria: la colonia marina

     

    1938: la vita quotidiana a Littoria tra eventi straordinari e bisogno di “normalità”

    Il 1938 si apre con un servizio che documenta la visita del ministro tedesco Darré, accompagnato a Littoria da Rossoni il 19 gennaio in occasione di una “grandiosa adunata”, che si chiude con la consegna di alcuni “doni agresti”. I valori della tradizione rurale tornano ad essere oggetto delle attenzioni della propaganda in un servizio girato il 16 marzo durante una mostra delle massaie rurali. Il tema dell'operosità delle nuove genti giunte nell'Agro è il filo conduttore anche del lungo servizio dedicato alle celebrazioni per la fondazione di Pomezia. Mussolini torna per la quinta volta in otto anni per la posa della prima pietra di un nuovo centro cittadino, il quinto dell'Agro “redento”, e torna a ribadire nel discorso inaugurale l'importanza di tutte le “tappe successive di una gigantesca opera” che vuole distinguere in modo categorico l'Italia del fascismo dalla “vecchia Italia”, sulla cui vita economica e coscienza morale “pesava come una maledizione” la impraticabilità delle paludi pontine. Dopo due mesi di assenza, le macchine da presa del Luce tornano a Littoria per una rapida panoramica con inquadrature aeree sul capoluogo pontino e su Sabaudia in occasione della visita della stampa italiana alle scuole specializzate dell'Aeronautica. Spunti fugaci per ribadire il potenziale turistico delle due giovani realtà, così diverse per bellezza, ma così simili nelle intenzioni di un regime che vuole mostrare al mondo le proprie “opere”. Molto rapide sono anche le sequenze dedicate alle due cittadine pontine nel mese di settembre in occasione della visita a Roma della missione del Manciukuò. Una settimana dopo, il 21 settembre, sarà ancora la presenza di una delegazione a portare Littoria nella scaletta di un Giornale Luce: questa volta i protagonisti sono i lavoratori jugoslavi, accompagnati nell'Agro pontino dal presidente della Confederazione dei lavoratori e dell'industria Cianetti. Oggetto principale della “manifesta ammirazione” del presidente dell'Unione operaia jugoslava è il nuovo stabilimento per la produzione dello zucchero, costruito – come ribadisce anche lo speaker – “nel periodo delle sanzioni” e considerato “il più grande e completo d'Europa”. Chiudono il 1938 due servizi attraverso i quali si vuole testimoniare ancora una volta l'operosità di quel “regime costruttore” che sembra aver trovato nell'Agro pontino il proprio luogo d'elezione. Il 3 novembre, gli operatori de L'Unione cinematografica educativa sono a Littoria per documentare l'inizio dei lavori per la costruzione di quella che il cronista definisce la “monumentale casa dei fasci che si eleverà sul disegno di una grande M mussoliniana”. Un mese dopo, in un servizio molto breve della durata di soli 53 secondi, sarà invece descritta la cerimonia inaugurale di un altro edificio rappresentativo per la prima delle “città nuove”, la casa del contadino. Nel 1938, l'Istituto Luce produce anche due documentari: uno ripropone con maggiore dovizia di particolari il viaggio della missione mancese in Italia; l'altro documenta, invece, una giornata di lavoro di Mussolini nei campi dell'Agro pontino, fornendo come chiave di lettura il tema della “condivisione” da parte del duce delle fatiche delle “braccia del fascismo”.

     

           

    Scene di guerra a Littoria

    1939: Littoria, tra sviluppo economico e preparazione militare

    Dopo un'annata così ricca di materiale filmico sull'Agro pontino, la particolare “avarizia” del 1939 rende subito evidenti le difficoltà di una propaganda che deve necessariamente fare i conti con l'emergenza di una guerra imminente e che fatica a trovare le parole e le immagini per continuare a mostrare quel volto vincente del “fascismo costruttore”. Il primo filmato girato nella zona di Littoria documenta un evento del tutto occasionale, che poco ha a che fare con il consueto intento celebrativo che si è riscontrato dal '32 in poi. Il servizio propone le immagini delle prove internazionali di volo veleggiato che si sono svolte nei cieli dei Monti Lepini. Gli operatori del Luce tornano a Littoria più di due mesi dopo, in occasione della Rassegna economica dell'Agro pontino, inaugurata alla presenza del ministro dell'Agricoltura e Foreste Rossoni il 24 maggio, una data che evoca i ricordi dell'intervento italiano nella Grande guerra e che, nel '39, accanto alle consuete celebrazioni, necessita di una ulteriore prova di forza e coesione nazionale. E le immagini parlano chiaro: la struttura della Mostra è sovrastata da un'enorme riproduzione del volto di Mussolini con un elmetto sul capo. L'esaltazione dei successi e della ricchezza dell'economia rurale “di cui ormai beneficia l'Agro redento” è soltanto l'occasione per ribadire la “volontà del duce” e la “tenacia” dell'Italiano nuovo, chiamato ancora una volta a dare il meglio di sé per evitare di soccombere alle “potenze plutocratiche”. A fine giugno, è ancora l'economia pontina ad attirare su di sé l'attenzione delle cineattualità nazionali: lo spunto è favorito dal viaggio del Federale di Littoria, insieme ad altre autorità fasciste (tra le quali si riconoscono i volti di Fedele e Ciotola) alla volta di Ponza per una supervisione ai giacimenti di betonite e caolino. Nel mese di dicembre l'assenza di qualsiasi riferimento alle celebrazioni dell'annuale della fondazione è sintomatica del precipitare degli eventi sul fronte internazionale: le macchine da presa de L'Unione cinematografica educativa tornano, comunque, a Littoria per riprendere alcune fasi delle “esercitazioni tattiche” di un battaglione della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale.

     

    1940-1944: i boati della guerra e il silenzio su Littoria

    L'intervento dell'Italia fascista nel secondo conflitto mondiale pone fine alla costruzione di un mito che per tutto il decennio ha trovato in Littoria il proprio luogo ideale. Il “fascismo costruttore” dovrà cedere il passo di fronte alle distruzioni della guerra; il “fascismo modernizzatore” comincerà a vedere nello sviluppo anche gli esiti della distruzione di massa; il “fascismo tradizionalista” sarà surclassato – insieme ai suoi “rurali” – dalla straordinaria affermazione dei valori della morale “borghese”, che, proprio con la seconda guerra mondiale e con l'occupazione americana, vedrà la sua definitiva affermazione; il “fascismo delle parole” e abile costruttore dell'immaginario collettivo, insomma, risponderà soltanto con una voce sommessa – se non con il silenzio – al roboante perdurare del conflitto. Del periodo bellico sono presenti nell'Archivio dell'Istituto Luce soltanto tre filmati con brevi accenni a Littoria: un documentario del '41 e due “combat film” del '44. Il primo, con intento palesemente autocelebrativo, sembra essere l'ultimo sprazzo di vitalità di un apparato di propaganda messo in crisi dal precipitare degli eventi. Carbonia – questo è il titolo del documentario – mira esclusivamente a esaltare la realizzazione delle opere pubbliche e lo sviluppo dell'attività estrattiva avviata dal fascismo nella nuova cittadina sarda. La cerimonia di fondazione di Carbonia viene organizzata nel settimo annuale della fondazione di Littoria, esempio vivente per tutto il decennio della capacità realizzatrice di un regime che, durante il conflitto, può sopravvivere soltanto nell'orgoglio del ricordo. E con l'incalzare delle vicende belliche, il “fenomeno” Littoria – o meglio, la rappresentazione del suo mito – non può che svanire sotto il peso del “silenzio” imposto dalla guerra.

     

    Appendice

    Si riporta di seguito, in ordine cronologico, l'elenco dei filmati su Littoria presenti nell'Archivio storico dell'Istituto Luce. Tutti i documenti sono stati digitalizzati e possono essere visti gratuitamente sul sito internet www.archivioluce.it . Per ogni filmato sono disponibili on line una scheda tecnica (con note sulla durata e sulla posizione all'interno della scaletta dei cinegiornali) e la descrizione delle sequenze.

     

    Archivio storico dell'Istituto Luce

    Cinegiornali e documentari

     

    1932

    Giornale Luce B0142

    Giornale Luce B0181

    Giornale Luce B0182

    Giornale Luce B0110

    Giornale Luce B0172

    Giornale Luce A0980

    Giornale Luce A1028

    Visita del Duce ai lavori della bonifica pontina (Aprile 1932-X)

    Nascita di una città

     

    1933

    Giornale Luce B0235

    Giornale Luce B0317

    Giornale Luce B0292

    Giornale Luce B0351

    Giornale Luce B0341

    Giornale Luce B0346

    Giornale Luce B0349

    Giornale Luce B0376

    Giornale Luce B0388

    Giornale Luce B0389

    Giornale Luce B0391

    Giornale Luce B0276

    Giornale Luce B0240

    Giornale Luce B0288

    Camicia nera , regia di Gioacchino Forzano

     

    1934

    Giornale Luce B0411

    Giornale Luce B0425

    Giornale Luce B0438

    Giornale Luce B0443

    Giornale Luce B0458

    Giornale Luce B0469

    Giornale Luce B0577

    Giornale Luce B0592

    Giornale Luce B0593

    Giornale Luce B0594

    Giornale Luce B0595

    Nell'agro pontino redento

    Congresso internazionale della cinematografia educativa in Roma

     

    1935

    Giornale Luce B0699

    Giornale Luce B0661

    Giornale Luce B0704

    Giornale Luce B0639

    Giornale Luce B0706

    Giornale Luce B0675

    Giornale Luce B0676

    Giornale Luce B0713

    Giornale Luce B0688

    Giornale Luce B0730

    Riscatto

     

    1936

    Giornale Luce B0875

    Giornale Luce B0877

    Giornale Luce B0879

    Giornale Luce B0946

    Giornale Luce B0966

    Giornale Luce B0940

    Giornale Luce B0983

    Giornale Luce B0989

    Giornale Luce B1012

    Giornale Luce B1013

    Giornale Luce B0859

    Giornale Luce B0865

     

    1937

    Giornale Luce B1087

    Giornale Luce B1091

    Giornale Luce B1096

    Giornale Luce B1174

    Giornale Luce B1105

    Giornale Luce B1192

    Albania

     

    1938

    Giornale Luce B1295

    Giornale Luce B1373

    Giornale Luce B1376

    Giornale Luce B1237

    Giornale Luce B1401

    Giornale Luce B1339

    Giornale Luce B1421

    Giornale Luce B1269

    Il Duce inizia la trebbiatura del grano nell'Agro pontino

    Viaggio della missione mancese in Italia

     

    1939

    Giornale Luce B1469

    Giornale Luce B1516

    Giornale Luce B1539

    Giornale Luce B1643

     

    1944

    Combat film RW528

    Combat film RW239

    Senza data di produzione

    Saneamiento moral y material

    Littoria 93^ provincia

     

     

    NB Le foto sono tutte di proprietà del Consorzio di bonifica di Latina ad eccezione di quella che raffigura una classe scolastica (di proprietà dell’Archivio storico della scuola elementare di piazza Dante) e quella scattata alla colonia marina di Torre Olevola (proprietà privata famiglia Liguori). Sono state riportate anche due copertine dei cinegiornali Luce (B0388 e B0594).



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Abstract
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Autore Liguori Antonia
Biografia dell`autore

Fonti
Bibliografia, risorse on e off-line





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