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Roberto
Saracco Tecnologia e Comunicazione: uno sguardo all’evoluzione dei paradigmi
Giocare con il nonno
Il bimbo di tre anni corre nella sua cameretta e guarda sotto il lettino poi scoppia a piangere. Il nonno lo sente e lo chiama: “Cosa succede? Perché piangi?”
Il piccolo sente la voce del nonno, si volta, e lo vede nel grande schermo che occupa tutta una parete della sua cameretta. Il nonno è seduto nella sua poltrona preferita, nel salotto della casa in campagna in cui vive. In questo salotto ha anche lui un grande schermo che occupa parte della sua parete e che gli fornisce una finestra che si apre sulla camera del nipotino.
Il bimbo gli racconta dell’orsetto che aveva lasciato sotto il lettino e che adesso non c’è più.
Allora il nonno gli racconta di quando lui era bambino e di come anche lui avesse un orsetto ma quello era un orsetto vero. “Guarda”, gli dice. “Ecco come era il mio orsetto lavatore”. Sullo schermo compare una televisione con le immagini di un orsetto che gioca insieme ad un bambino piccolo. “Vedi” dice il nonno “quel bimbo, piccolo come te ero io, tanti anni fa”.
“Che bello, mi piacerebbe tanto averne uno anch’io.” “Tu vivi in città e all’orsetto non piacerebbe. Però, se vuoi puoi giocare un po’ con lui, così come facevo io. Vuoi?” “Oh sì nonno, come si chiama?” “Lo chiamavo Gigio. Mettiti il guantino che ti ho regalato a Natale e prova ad accarezzarlo”.
Il televisore nello schermo si allarga ad occupare tutto lo schermo lasciando la cornice del televisore a delimitare i bordi estremi dello schermo. Il bimbo con il guanto tocca l’orsetto e sente il suo pelo morbido. Poi prova a tirargli la coda. I bordi dello schermo cambiano e diventano sfumati, il bimbo vede se stesso riflesso nello schermo di fianco all’orsetto che sentendosi tirare la coda si blocca e si volta stupito. Il nonno è scomparso e il bimbo continua a giocare con un orsetto “virtuale”.
…
Passano le settimane e i mesi. Il nonno, purtroppo, ha avuto un incidente ed è morto.
Il bimbo nella sua cameretta ha ancora la finestra aperta sul salotto della sala di campagna ed ogni tanto chiama il nonno.
“Nonno, voglio giocare con te”. Lo schermo si sfuma sui bordi e appare, seduto su quella che era la sua poltrona preferita, il nonno. “A cosa vuoi giocare?” “Raccontami una favola.” Il nonno, paziente come sempre, con un bel sorriso inizia a raccontare una favola.
Quando la favola termina il nonno gli dice “Ma lo sai che questa favola che ti ho raccontato era la stessa che mi raccontava mio nonno? Guarda come ero io quando ero piccolo”. Sullo schermo compare all’interno di un televisore l’immagine del nonno quando aveva 4 anni. Il bimbo lo osserva per un po’ e poi gli dice “Dove è finito l’orsetto che mi avevi fatto vedere qualche mese fa?”. “Ah, Gigio! Vuoi che giochiamo insieme con lui?” Lo schermo del televisore si allarga fino ad occupare tutto lo schermo della parete sfumandosi ai bordi.
Nella immagine ecco l’orsetto, il nonno da piccolo e il bimbo riflesso. I tre cominciano a giocare in una dimensione in cui presente e passato si fondono come nella fantasia dei piccoli, ricca di emozioni e di immaginazione e senza limiti imposti dal reale.
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