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Roberto Saracco[1]
Tecnologia e Comunicazione: uno sguardo all’evoluzione dei paradigmi

Introduzione

“L’evoluzione tecnologica ha fatto sì che oggi le informazioni ci giungano rapidissimamente e in gran quantità, tanto da non lasciarci più il tempo di pensare.”

Credo non siano pochi tra i lettori quelli che condividono quest’affermazione.

L’interessante è che questa frase è stata pronunciata da un ministro inglese nel 1880 riferendosi al fatto che le lettere, anziché essere portate da cavalli e diligenze, erano trasportate dalle ferrovie. Ecco allora la grande velocità e capacità di trasporto conseguente. Il ciclo – scrittura, invio, trasporto, ricezione e lettura – era passato da qualche settimana, o qualche mese se la corrispondenza arrivava da un altro continente, a qualche giorno. Il fatto che noi oggi condividiamo la stessa impressione di questo ministro di oltre cento anni fa la dice lunga sulla capacità di adattamento dell’uomo alle mutate condizioni dell’ambiente in cui vive. Percepiamo il cambiamento immediato ma dopo un po’ questo diventa parte del mondo usuale e scompare dalla nostra percezione. Una tecnologia ha veramente successo quando scompare, appunto, dalla percezione e diventa un substrato di cui emerge solo il servizio.

A questo punto, però, la tecnologia agisce con un condizionamento ancora più forte: infatti quello che è parte dell’abitudine viene dato per scontato ed allora, ad esempio, diventa normale comunicare usando solo la voce dopo che per anni il telefono ci ha “obbligati”’ a farlo, mentre questo non era affatto normale nel 99,9% della storia dell’uomo. Quando negli anni ‘70 verrà inventato il videotelefono, e con questo si offrirà la possibilità di tornare a comunicare con la voce e lo sguardo, le persone avevano ormai interiorizzato talmente la comunicazione fatta con la sola voce, apprezzandone anche i vantaggi, che praticamente nessuno lo adottò.

Tecnologia e comunicazione hanno incrociato i loro cammini fin dal tempo più remoto dove comunicazione significava un rullo di tamburo nella foresta, l’invio di lampi luminosi tramite specchietti tra un castello e l’altro , lo sferragliare della locomotiva, fino ad arrivare in tempi recenti al segnale elettrico prima con il telegrafo, poi il telefono, la radio, la televisione, Internet, il blog…

La tecnologia ha costituito un elemento facilitatore per la comunicazione ma allo stesso tempo ha costretto la comunicazione a seguire certi binari. La comunicazione concisa è diventata una “comunicazione telegrafica” in riconoscimento del fatto che la macchinosità del telegrafo obbliga ad essere sintetici.

In questo articolo vorrei offrire alcuni spunti di riflessione sulla evoluzione del binomio tecnologia e (tele)comunicazione, quattro passi insieme nel futuro ad esplorare nuovi e antichi paradigmi di comunicazione.



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