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Cristina Capineri
Reti di comunicazione nell’era dell’informazione

Effetti della e-economy sui trasporti

L’economia globale si fonda su un’organizzazione della produzione e della distribuzione basata sulle nuove tecnologie dell’informazione, tanto che in questo caso si potrebbe parlare di una rivoluzione non tanto nei modi di produrre quanto nei modi di distribuire. Si pensi all’e-commerce che implica una serie di transazioni relative alla produzione, distribuzione, marketing e vendita di un prodotto esclusivamente attraverso mezzi elettronici. Soltanto la consegna finale viene effettuata con mezzi tradizionali. Quindi in questa fase le modalità elettroniche di comunicazioni costituiscono un ruolo complementare al sistema dei trasporti e delle infrastrutture. L’uso di tali mezzi ha permesso di ridurre le distanze e l’importanza della localizzazione delle attività, almeno nella fase iniziale delle transazioni. I mercati si sono allargati (sia quelli delle merci ma anche quelli dello svago come il turismo); gli spostamenti materiali sono stati sostituiti da transazioni elettroniche (specialmente per attività di routine come le prenotazioni, lo shopping, ecc.); i contatti tra fornitori e utenti finali sono spesso diretti e non richiedono intermediari; l’efficienza dell’organizzazione della catena produttiva e distributiva è migliorata. È interessante notare come la trama degli scambi di merci si sia modificata: oggi il fulcro degli scambi si sta spostando versi i paesi asiatici e dell’Estremo Oriente a sfavore dell’Europa o degli Stati Uniti.

Figura 2: Evoluzione delle esportazioni nel mondo (Fonte: WTO, 2000).

Il processo di globalizzazione si riferisce, dal punto di vista delle comunicazioni, a un incremento della scala delle interazioni sociali e politiche, si attua in vari spazi e varie dimensioni:

  • nella dimensione visibile (dimensione spaziale) dei flussi di beni e di persone;
  • nel ciberspazio rappresentato dalle tecnologie informatiche;
  • nella dimensione invisibile che comprende la comunicazione elettronica che trascende i luoghi e costituisce lo spazio delle transazioni digitali (potrebbe corrispondere alle strategie di reti di imprese multinazionali o transnazionali).

La e-economy dunque non potrebbe esistere senza reti: tutti i servizi, industriali e istituzionali che sono parte della e-economy dipendono dalle reti per raggiungere i propri obiettivi. Le transazioni commerciali via internet, le transazione business-to-business che comportano scambi di merci e coordinamento, la distribuzione di merci e la diffusione di informazione, devono far ricorso a strutture di rete.

Le industrie tipiche di questa fase dello sviluppo sono le imprese a rete, soprattutto nei settori più avanzati (biotecnologie, software, nanotecnologie, bioinformatica, ecc.) che dipendono molto dalle attività di ricerca, dalla diffusione di nuove conoscenze, dalla sperimentazione dei nuovi prodotti. Ciò accade per le industrie dell’acciaio e dell’automobile, ormai di portata globale, che dipendono dalla reti per coordinare i propri fornitori attraverso consegne just in time, come per quelle dell’elettronica basate sulle subforniture di componenti e sul design del software.

La produzione era già scomposta in fasi nel periodo post-fordista, quando si parlava di produzione flessibile, quando i costi delle transazioni diminuirono e la conoscenza tecnica si diffuse portando ad un’esternalizzazione di molti compiti che prima erano sviluppati all’interno della fabbrica. Le imprese rete attuali aggiungono alla flessibilità un’intensità maggiore di scambi e di relazioni esterne.



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