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Cristina Capineri
Reti di comunicazione nell’era dell’informazione

Informazione e reti immateriali

Il moderno incremento degli scambi è stato causa ed anche effetto delle innovazioni nei mezzi di comunicazione che hanno reso possibile lo scambio (superamento di ostacoli naturali) e conferito migliori qualità al trasporto (velocità, sicurezza, affidabilità, risparmio energetico, ecc.) ma anche dovuto all’avvicendarsi di un nuovo modello di sviluppo che fonda la propria dinamica su altri fattori, primo fra tutti l’informazione. Nell’era post-industriale l’informazione diventa risorsa sempre più rilevante e strategica, nel senso che pone per le regioni nuove questioni di posizionamento per la conquista di nuovi territori intesi, in senso lato, come nicchie di mercati, opportunità di sviluppo e di crescita, avanzamento di controllo e di potere.

La risorsa informazione diventa sempre più autonoma, mantiene un carattere fortemente pervasivo e viene chiamata a svolgere un duplice ruolo sia come materia prima (quindi fattore di produzione) e come prodotto finito (produzione di conoscenza) che viene veicolata e distribuita attraverso il complesso sistema delle reti telematiche che nascono dalla combinazione tra informazione e informatica. Si tratta, come è noto, di infrastrutture a carattere più leggero rispetto ai tradizionali tramiti di circolazione (strade, ferrovie, ecc.) che sembrano supportare tendenze localizzative footlose e garantire un’estrema velocità di scambio (simultaneità).

La diffusione delle reti di telecomunicazione ha comportato una revisione dei concetti di tempo e spazio in seguito all’affermarsi di processi di convergenza spazio-temporale, di una sempre più forte frammentazione dei luoghi del lavoro e delle sequenze temporali della produzione e di nuove definizioni dell’accessibilità di rete. La network proximity, intesa come capacità di accedere alle reti telematiche e quindi alla risorsa informazione diventa un fattore chiave[7]. L’economia dell’informazione è organizzata in centri di comando e di controllo capaci di innovare, coordinare e gestire attività collegate in rete e le loro mutevoli relazioni dove, come osserva J. Mitchell (1995): “switchers are the power holders!”

È dall’incessante attività di scambio delle informazioni che si diffondono e si perfezionano le innovazioni; infatti, l’elaborazione di nuove idee e di nuove tecnologie produttive si basa su un processo cumulativo del sapere e della conoscenza: ad ogni passaggio/scambio di informazioni aumenta il loro valore in termini quantitativi e qualitativi. L’idea illuminista espressa sinteticamente dal motto Laissez faire laissez passer di liberare i flussi (materiali ma anche immateriali) si concretizza direttamente tramite l’accesso alla Rete (Mattelart, 1997). Secondo la teoria di Alvin Toeffler ci sono state tre ondate che hanno segnato la storia dell’umanità ognuna delle quali caratterizzata da un’attività tecnologica dominante: l’avvio delle colture agricole, il processo di industrializzazione e, infine, l’odierna società dell’informazione. Anche nella storia delle comunicazioni possiamo individuare i momenti più significativi che hanno contribuito a cambiare radicalmente il modo e i tempi per trasmettere e ricevere le informazioni. Dall’introduzione della scrittura (più di 5000 anni fa), all’innovazione tecnologica della carta stampata (500 anni fa), fino alle prime comunicazioni di Marconi attraverso l’etere che hanno dato origine alla radio e successivamente alla televisione. La fase attuale implica un nuovo cambio di paradigma centrato stavolta sulla comunicazione elettronica interattiva (Livraghi, 2000), dove le attività e le funzioni socio-economiche si smaterializzano e si riposizionano in uno spazio-mondo virtuale in continua trasformazione (Capineri, Romei, 1999).



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