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Cristina
Capineri Reti di comunicazione nell’era dell’informazione
Introduzione
La società in cui viviamo è caratterizzata da un’intensa mobilità che ogni giorno dilata i confini dell’ici e avvicina quelli dell’ailleurs: ne consegue una visione del mondo che si restringe in cui la distanza spazio temporale non costituisce più un ostacolo ai rapporti interspaziali. Il globo risulta, metaforicamente parlando, intrappolato in una rete sempre più fitta e intensa di relazioni, di scambi e movimenti tra aree distinte, tanto che non sarebbe più possibile immaginarlo diversamente. Le reti di comunicazione costituiscono il principale mezzo di penetrazione e di appropriazione di un territorio, ne segnano i percorsi degli scambi, i luoghi del lavoro e dell’abitare, sono un segno esplicito della complessità dell’opera modificatrice dell’uomo sull’ambiente, elemento fondamentale di strutturazione del paesaggio geografico.
La rapidità e la facilità di movimento da un luogo ad un altro sono state indubbiamente tra le più importanti conquiste dell’uomo. Già nelle società primitive avvenivano scambi di merci, di popolazioni e di informazioni, per cui la vera natura dei fenomeni di relazione è rimasta la stessa nel tempo: gli aspetti che sono variati e stanno variando sono rappresentati dalla intensità e dalla portata di dette relazioni, dalla gamma e dal volume dei beni scambiati.
Il sistema delle reti di comunicazione presenta una configurazione complessa, formata da più strati costruiti in epoche diverse con diverse tecniche e funzioni in relazione ai cambiamenti strutturali dell’economia, delle politiche e all’evoluzione dei mezzi di trasporto (i muli percorrevano sentieri impervi, le carrozze hanno imposto le massicciate, le auto l’asfalto, ecc.). I reticoli sono un insieme organico che varia nel tempo e nello spazio: per esempio la rete stradale si è infittita progressivamente e i tracciati talvolta ricalcano i vecchi percorsi storici (viabilità romana, medievale, moderna), talvolta li affiancano, li intersecano oppure tracciano sul territorio collegamenti del tutto nuovi (autostrade, superstrade, circonvallazioni). Le modifiche dei tracciati sono comunque raramente radicali perché la sopravvivenza di insediamenti e di arredi viari contribuisce a fissare un percorso che sopravvive, pur con mutate funzioni, integrato in un nuovo reticolo più complesso e ramificato. Nel tempo si è assistito piuttosto a mutamenti funzionali che hanno visto il decadere di certi collegamenti e la fortuna di altri in relazione alle dinamiche demografiche e sociali (urbanizzazione, suburbanizzazione, abbandono delle campagne, cambiamenti dei modi di consumo, aumento del tempo libero) ed economiche (decentramento produttivo, terziarizzazione). Oggi la frammentazione dei luoghi di residenza, del lavoro, della produzione e dello svago implica spostamenti non più limitati ai contesti locali ma tendenti ad essere globali, i quali rendono necessaria l’integrazione tra reti diverse e nodi di accesso (stazioni, aeroporti, porti). E ancora, in un mondo che sotto il profilo socio-economico è sempre più interdipendente, la diffusione della conoscenza e del sapere diventa l’elemento strategico e centrale della dinamica economica. Le protagoniste del cambiamento sono le reti di telecomunicazione che hanno rivoluzionato i concetti di distanza e di tempo e introdotto nuovi modi di relazione tra le aree e le comunità.
Obiettivo di queste riflessioni è di ripercorrere brevemente l’evoluzione delle reti di comunicazione, per soffermarsi sulle recenti trasformazioni strutturali e funzionali e sui loro effetti territoriali in relazione ai processi di globalizzazione e all’affermarsi dell’economia dell’informazione.
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