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Debolezza del sistema politico e tracollo socio-economico: l’Argentina democratica in un vicolo cieco
Introduzione
All’indomani della conclusione del secondo conflitto mondiale, l’Argentina può vantare una delle situazioni economiche più floride del mondo: la fornitura di prodotti alimentari ai paesi belligeranti le ha consentito di accumulare ingenti riserve in moneta estera, un attivo destinato a crescere con la recuperata sicurezza dei trasporti via mare e la conseguente espansione del commercio internazionale. Le difficoltà di pagamento sopraggiunte durante tutto il periodo del conflitto mondiale, inoltre, fanno sì che l’Argentina sia in posizione creditoria nei confronti di molti paesi belligeranti, tra i quali spicca per esposizione finanziaria la Gran Bretagna.
A partire da questo momento, tuttavia, l’Argentina precipiterà progressivamente in uno stato di anarchia economica e di disordine politico che la condurrà nel settembre del 1982, all’indomani del breve conflitto con la stessa Gran Bretagna per il possesso delle isole Falkland, sull’orlo della bancarotta, gravata da un debito pubblico pari a quasi il 20% del PIL e da una dimensione del debito estero ormai inaffrontabile. La guerra delle Falkland sancisce, di fatto, la fine del regime militare instauratosi sette anni prima ed il ritorno di governi eletti per via democratica. La svolta, il cui risultato esemplare è stato senza dubbio il sempre più convinto lealismo delle Forze Armate ai meccanismi della democrazia, ha fatto sperare in una nuova stagione tanto economica quanto politica per il paese rioplatense, per alcuni anni parso avviato su un percorso di crescita del benessere interno e di consolidamento democratico delle istituzioni e dei partiti.
Il tracollo economico subito negli ultimi mesi del 2001, tuttavia, ha messo a nudo la fragilità della rete sociale e politica dell’Argentina, una rete in cui i vizi atavici del “movimentismo” e del personalismo sono talmente radicati da avere attraversato decenni di storia, cambi di Governo e di regime, situazioni economiche di grande benessere come di recessione.
Il presente lavoro si concentra su questo tema: l’incidenza dei meccanismi di funzionamento democratico e della pratica politica sulla grave crisi economica ed istituzionale locale. Il primo paragrafo descrive gli errori compiuti nella gestione dell’economia a partire dal 1945; nel secondo paragrafo, sono illustrati i limiti del sistema della rappresentanza nel periodo che va dal secondo dopoguerra alla caduta dell’ultimo regime militare; nel terzo e nel quarto sono affrontati i temi delle riforme economiche e politiche intervenute con il ritorno dei governi eletti per via democratica prima del collasso del sistema. L’ultimo paragrafo, infine, è dedicato a trarre le conclusioni sulla situazione politica e sui limiti del sistema di rappresentanza dell’Argentina.
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