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Leonardo
Rombai Il caso del Museo della Città e del Territorio di Monsummano Terme Paesaggio, storia e museografia Il Museo della Città e del Territorio di Monsummano Terme (che nel maggio 2001, unico tra i musei locali italiani, ha ottenuto un ambito riconoscimento internazionale da parte dell'European Museum Forum) costituisce una istituzione di recente istituzione (è nato nel 1998 a coronamento di una fase di studi e ricerche avviata nel 1992), al fine di realizzare una innovativa e corretta concezione di eco-museo, come “ponte tra il passato e il futuro”. Vale a dire, come ha sostenuto l'Assessore alla Cultura della Regione Toscana Mariella Zoppi, nell'occasione della premiazione, un museo che supera la concezione tradizionale di luogo di raccolta ed esposizione di una collezione di oggetti, per “raccontare” e “illustrare” invece un territorio delimitato, la Valdinievole, che per tanti secoli, a partire dai tempi comunali, si è gradualmente organizzata socialmente ed economicamente sul Padule di Fucecchio e sulla pianura strappata alle sue acque.
Un museo che diventa “istituto culturale”, che fa delle proprie collezioni gli strumenti di un laboratorio al servizio del territorio, del quale conserva ed elabora le memorie, che sa trovare nelle specificità emergenti su scala locale i legami con i grandi filoni della storia dell'uomo e della natura, dell'arte e delle tradizioni popolari, del lavoro e della festa, traendo, dalla conoscenza in progress che l'istituzione consente, i motivi e la spinta per “governare” le trasformazioni del presente: in altri termini, per attivare interventi coerenti e politiche di conservazione, riqualificazione e valorizzazione del ricco patrimonio locale dei beni ambientali, paesistici, storico-artistici e demologici, ora finalmente dotati di maggiore senso e spessore storico.
L'edificio che ospita il museo è anch'esso memoria – tra le più monumentali – dei luoghi: è infatti quell'Osteria dei Pellegrini che, ai primi del XVII secolo, il granduca Ferdinando I dei Medici volle per ospitare i fedeli di fronte all'erigendo grande santuario della Madonna di Fontenuova, e che doveva costituire il primo nucleo del centro abitato di Monsummano “basso”, con il cui sviluppo l'Osteria veniva poi trasformata in residenza municipale.
I tesori, le rappresentazioni e gli oggetti della devozione popolare accumulati in quattro secoli nel santuario sono oggi compresi nel percorso espositivo (come sezione artistica), insieme ad altri materiali di diverso tipo – reperti originali, riproduzioni, modelli e ricostruzioni scientifiche – organizzati per sezioni funzionali: quella introduttiva con funzione di coordinamento (“ambiente e storia”), con informazioni sulla storia naturale, sulla storia del popolamento, degli insediamenti e delle attività produttive, e altre dieci sezioni tematiche dedicate a “geologia e paleontologia”, “archeologia”, “padule di Fucecchio” (dinamiche ambientali e storiche, fruizioni delle risorse), “bonifica” e “fattorie granducali”, “arte sacra e religiosità popolare” e “tesoro della Madonna di Fontenuova”, “Valdinievole felix” (riorganizzazione territoriale dell'età lorenese, nei settori della bonifica e della colonizzazione, della viabilità, della mobilizzazione fondiaria, della riforma amministrativa, degli interventi urbanistici), “attività termali” del binomio Montecatini Terme e Monsummano Terme, “attività produttive e industriali” dei tempi unitari.
Uno dei corpi documentari più interessanti è rappresentato – e non poteva che essere così – dalla cartografia e dall'iconografia del passato, rinvenuta in archivi e biblioteche di Firenze, Lucca, Pistoia e della Valdinievole. In originale o in riproduzione fotografica a colori – insieme con molte fotografie otto-novecentesche – sono esposte alcune centinaia di rappresentazioni spaziali (carte topografiche, mappe e piante, vedute e prospettive) che nei secoli XVI-XX servirono per le più diverse pratiche di gestione e controllo del territorio da parte dei governi granducali, delle amministrazioni locali e della grande proprietà fondiaria.
Le raccolte riunite nel museo e sistemate con grande semplicità e cura, e con speciale attenzione per le utilizzazioni educative e didattiche, esprimono un racconto scientificamente controllato ma chiaro, e consentono ai sempre più numerosi utenti (residenti e forestieri, insegnanti e scolaresche, ricercatori locali e accademici) di arricchirsi con profitto in termini di conoscenza storica e attuale del sistema ambientale, paesistico e sociale della Valdinievole.
Il museo si definisce come un “laboratorio” per la “lettura” storica del territorio, essendo pure la sede di attività (coordinate da un comitato scientifico di docenti universitari ed altri esperti delle discipline interessate) di studio e ricerca e, più in generale, di attività culturali correlate alla didattica attiva nelle scuole, all'aggiornamento degli insegnanti e all'educazione permanente dei cittadini. Per tali bisogni, il museo è adeguatamente fornito di biblioteca, fototeca e strumenti ipermediali.
La visita e le attività scientifico-culturali che vi si svolgono vogliono costituire un invito per i visitatori ad “uscire” sul terreno, per prendere coscienza delle tante “emergenze” – grotte e cave dismesse, stabilimenti termali e zone umide, manufatti della bonifica e dell'utilizzazione socio-economica delle risorse acquatiche (porti e loro magazzini sulle idrovie e casotti per la pesca e la caccia in padule), viuzze e tabernacoli, castelli, ville fattorie e case coloniche, parchi e giardini, chiese e opifici pre-industriali, borgate di colonizzazione, a percorrere antiche carrarecce e sentieri punteggiati di tabernacoli, in una natura ovunque modellata dall'uomo –, e per meglio comprendere significati e valori di un territorio oggi reso assai attivo, produttivo e urbanizzato, con contraddizioni anche stridenti e con vere e proprie lacerazioni, ma che ha alle spalle secoli di storia ed arte.
Mentre sono in corso di realizzazione la completa informatizzazione su schede catalografiche degli oggetti esposti, con messa in rete dei materiali, e la costruzione di un Sistema Informativo Territoriale (GIS) relativo al Padule di Fucecchio e alla pianura bonificata (che, tra l'altro, utilizza una banca dati preziosa come quella tratta dall'analisi minuziosa della cartografia pre-geodetica e catastale e dalle fotografie del passato), si stanno progettando per il prossimo futuro percorsi e itinerari che – incentrandosi sulla sede museale, intesa come vera e propria “porta aperta” – congiungeranno i beni culturali dell'area, al fine di promuovere una più consapevole e organizzata conoscenza a vantaggio dei cittadini, delle scuole e del turismo di qualità.
Tali percorsi dovrebbero costituire un primo nucleo da integrare nel Sistema Museale della Valdinievole previsto dalla Provincia di Pistoia, mediante l'organizzazione della rete degli itinerari geologici del Montalbano (grotte carsiche e termali, cave e monumenti costruiti e decorati con le pietre locali) e naturalistico-storici del Padule di Fucecchio (zone umide di Fucecchio e Massarella, naviganti e porto con osservatorio faunistico delle Morette, bosco di Chiusi, callone di Ponte a Cappiano), archeologici (castelli di Monsummano Alto, Montecatini Alto, Serravalle Pistoiese, Larciano, Buggiano e Vinci e musei di Pescia e Larciano), paesistico-agrari (ville fattorie di Bellavista, Montevettolini, Le Case, Castelmartini e Ponte a Cappiano, case della bonifica), termali (Montecatini Terme e grotte Giusti e Parlanti di Monsummano), della religiosità (santuario di Monsummano, chiese di Monsummano Alto e di Montevettolini e altri complessi religiosi della valle), ed altri ancora in via di ideazione.
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