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Ernesto Petrucci
Il '48 e la questione ferroviaria nello Stato pontificio. Saggio storico bibliografico

Il lavoro bibliografico

Criteri formali e concettuali

Dal punto di vista del contenuto questa raccolta di materiali (anche in considerazione di quanto esposto nel paragrafo precedente) può senz'altro essere considerata una bibliografia speciale per soggetto[39]. Si è, inoltre, deciso di raccogliere le citazioni in ordine cronologico per anno di pubblicazione e, all'interno di uno stesso anno il materiale è stato ordinato alfabeticamente. Oltre ad avere un soggetto ben individuato il lavoro è limitato anche nell'oggetto poiché si occupa di una sola entità statale: lo Stato pontificio.

Il lavoro di selezione dei materiali ha privilegiato la forma di pubblicazione ricorrente nella quale si espresse quella particolare iniziativa attorno alla costruzione delle strade ferrate nello Stato pontificio e cioè l'opuscolo a stampa. A metà strada tra l'articolo, il pamphlet e il discorso oratorio, in tale forma si espresse l'immediatezza e l'urgenza della materia trattata. Una urgenza e una immediatezza che sono confermate dalla povertà delle edizioni e della stampa di questi fascicoli: quello che interessava era porsi con tempestività all'attenzione delle autorità e dell'opinione pubblica. La qualità materiale di queste pubblicazioni ci interessa, inoltre, per un altro buon motivo storico: in essa si riflette la scarsezza di mezzi che caratterizzava gli estensori di questi scritti: ingegneri, avvocati di provincia, contabili dipendenti dall'amministrazione dello Stato. Una variegata piccola borghesia di provincia che, come abbiamo già avuto modo di sostenere, rappresentò la base sociale che diede forza e consenso al movimento di riforma che investì lo Stato pontificio nel 1848.

Il livello bibliografico preso in considerazione è stato quello delle opere a carattere monografico redatte da singoli, gruppi o da associazioni e che furono pubblicate, nella maggior parte dei casi, entro i confini dello Stato. L'unica eccezione a questo criterio sono stati gli scritti che furono stampati negli Stati limitrofi ma che ebbero una sicura influenza nel diffondere interesse e mobilitazione sul tema ferroviario anche nei confini pontifici. Ho così ritenuto utile inserire scritti e memorie presentate in occasione di congressi scientifici e di riunioni di società economiche e commerciali[40] perché fu in quelle sedi che si sviluppò, nei primi anni Quaranta, l'iniziativa proveniente dal mondo della cultura e del commercio e che fu diretta ai sovrani italiani per sollecitarne l'impegno riformatore. Pur se Gregorio XVI non consentì mai ai suoi sudditi di partecipare a simili riunioni, gli scritti e le proposte che ne scaturirono fecero sicuramente il giro delle città centro-settentrionali dello Stato pontificio.

Si è, volutamente, evitato di dare conto anche degli articoli apparsi sui giornali e sui periodici pubblicati allora in Italia perché rischiavano di alterare la caratteristica di questa compilazione che abbiamo voluto incentrare sull'iniziativa locale. Questo anche per valorizzarne al meglio il carattere di potenziale strumentalità rispetto alla ricerca storica che, come ho già avuto modo di dire, si va, sempre più, orientando su realtà geografiche (o geopolitiche) limitate e su società ed economie di bacino (circoscritte alla provincia e, a volte, a zone anche più ristrette). Tale impostazione intende inoltre valorizzare la scelta tematica che sovrintende alla stesura della bibliografia: il 1848 e il suo valore di spartiacque nella formazione delle coscienze che, a livello territoriale, preparerà il terreno per le successive fasi dell'unificazione nazionale.

Nella bibliografia sono state incluse solamente le opere pubblicate entro il quinquennio 1845-1849. In realtà l'iniziativa ferroviaria non si spegnerà del tutto con il ritorno del papa a Roma e vi sarà ancora qualche flebile voce che si alzerà a perorare questa o quella causa provinciale. Saranno però voci isolate, prive di quella carica innovativa, e a volte polemica, che aveva animato il dibattito sulle ferrovie nel periodo precedente. Stabilite per decreto pontificio le tratte sulle quali avviare i pochi lavori approvati e affidate le concessioni alle società che si costituirono all'uopo, le strade ferrate furono uno dei tanti problemi irrisolti che la macchina dell'amministrazione si trovò a gestire, in un clima di inefficienza e lentezza, tra fallimenti, interruzioni e sospensioni per esaurimento dei finanziamenti, che protrassero i cantieri oltre ogni limite di economicità. A ciò si aggiunga che, con il 1859, tutte le provincie centro-settentrionali dello Stato entrano definitivamente a far parte della nuova realtà statale che si va formando nella penisola. Una scelta che dà compimento a quelle ansie di modernizzazione e di libertà civile ed economica che avevano animato quei territori attorno alle proposte ferroviarie durante il quinquennio1845-1849.

Da questo momento ciò che rimane dell'antico dominio temporale della Chiesa avrà scarsa influenza politica ed economica sulle cose italiane, se si esclude, ovviamente, il permanere di una forte carica simbolica attorno al tema del ricongiungimento dell'Italia con Roma.

Lo stile di citazione adottato e il livello della descrizione bibliologica prescelta sono di tipo standard; dei documenti sono stati riportati gli elementi minimi indispensabili: autore, titolo, luogo di edizione, editore o tipografo e anno di pubblicazione.

Fonti

In larga misura il materiale documentario citato appartiene a una produzione editoriale avente carattere locale e ristrettissima tiratura. Vi era quindi il rischio che di molte pubblicazioni potessero essere state perdute le tracce e quindi fossero state ignorate dalla storiografia ferroviaria classica.

Per questi motivi la ricerca si è dovuta allargare a uno spettro piuttosto ampio di fonti, non trascurando le risorse disponibili tramite Internet.

  1. fonti catalografiche biblioteconomiche: si è lavorato sui cataloghi di biblioteche nazionali pubbliche e su quelli di biblioteche e fondi speciali di istituzioni private. In molti casi si è potuto ricorrere ai cataloghi on-line disponibili in rete, un ausilio prezioso che comincia a dare i suoi frutti e che lascia sperare in importanti sviluppi per il futuro.
    Nello specifico si sono consultati i seguenti cataloghi biblioteconomici:
    • Biblioteca Nazionale Centrale “Vittorio Emanuele II” – Roma;
    • Biblioteca nazionale Centrale di Firenze;
    • Biblioteca Apostolica Vaticana;
    • Biblioteca della Fondazione Uguccione Ranieri di Sorbello
    • Biblioteca Centrale delle Ferrovie dello Stato – Roma
    • Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea – Roma
    • Biblioteca della Fondazione M. Besso – Roma
    • Biblioteca dell'Archivio di Stato di Roma
    • Biblioteca dell'Archiginnasio di Bologna
    Presso la Biblioteca Centrale FS delle Ferrovie dello Stato, oltre alla disponibilità di molti testi sulla storia delle ferrovie in Italia, è stato possibile consultare in anteprima alcune pubblicazioni rese disponibili grazie all'avvio delle attività di costituzione di un catalogo in forma elettronica che hanno già consentito di ultimare la registrazione di oltre 2000 record bibliografici del fondo storico.
  2. Bibliografie di bibliografie: tra le molte bibliografie di bibliografie a carattere specialistico esistono anche quelle in materia ferroviaria. Purtroppo si tratta di opere straniere che privilegiano le nazioni che furono protagoniste, nel XIX secolo, dello sviluppo ferroviario: l'Inghilterra, la Francia, il Belgio, la Germania, l'America. All'Italia preunitaria viene dedicato scarso spazio e le uniche realtà che trovano qualche sporadica citazione sono il Piemonte o il Lombardo-Veneto.
  3. Bibliografie interne a monografie, saggi, trattati, ecc.: particolarmente ricca è stata la messe di materiali che ho potuto raccogliere grazie a scritti di argomento ferroviario pubblicati in Italia già a partire dagli anni '30 dell'Ottocento. Di seguito si elencano le opere dalle quali sono state tratte, direttamente o indirettamente, notizie che hanno condotto a materiali originali sull'argomento della bibliografia o che hanno consentito di correggere o completare le notizie bibliografiche già raccolte:
    • Pietro Negri, Le ferrovie nello Stato pontificio, 1844-1870, in Archivio economico dell'Unificazione Italiana, serie 1ª, vol. XVI, fasc. 2, Roma, 1967.
    • Pietro Negri, Gregorio XVI e le ferrovie in alcuni documenti degli Archivi di Stato di Roma e di Bologna, in Rassegna degli Archivi di Stato, XXVIII (1968), 1.
    • Pietro Negri, L'Archivio del Commissariato Generale per le Ferrovie Pontificie, Roma, 1976.
    • Carlo Ilarione Petitti di Roreto, Delle strade ferrate italiane e del migliore ordinamento di esse. Cinque discorsi di Carlo Ilarione Petitti, Capolago (Cantone Ticino), Tipografia e Libreria Elvetica, 1845.
    • Carlo Ilarione Petitti di Roreto, Sulla provvidenza sovrana che concerne l'ordinamento delle strade ferrate negli Stati Pontifici, esame del conte Carlo Ilarione Petitti, Bologna, Tipografia Governativa alla Volpe, 1846.
    • Carlo Ilarione Petitti di Roreto, Intorno al progetto del Conte Pichi col quale si danno in prestito al Governo Pontificio quattro milioni di scudi. Parere del Conte I.P. con osservazioni di A. Ferlini, Bologna, 1846.
    • G. Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, Venezia, 1852-1861, vol. LXX, p.59.
    • A. Crispo, Le ferrovie in Italia. Storia politica ed economica, Milano, Giuffrè, 1940.
    • Corrado De Biase, Il problema delle ferrovie nel Risorgimento, Modena, 1940.
    • F. Tajani, Storia delle ferrovie italiane. A cento anni dall'apertura della prima linea, Milano, Garzanti, 1839.
    • Il Centenario delle ferrovie italiane (1839-1939), a cura della Direzione Generale delle Ferrovie dello Stato, Roma, 1940.
    • Italo Briano, Stati pontifici molte carte poche rotaie, in Italo Briano, Storia delle ferrovie in Italia, vol. I, Milano, Cavallotti Editore, 1977, pp. 85-91.
    • Camillo Lacché, Cronache ferroviarie del Risorgimento italiano, Agnesotti,Viterbo, 1970.
    • Livio Jannattoni, La rete ferroviaria nel Lazio. Nascita, sviluppo, coordinamento, estratto da Ingegneria ferroviaria, n. 10, ottobre 1963.
    • F. Bartoccini, Roma nell'Ottocento, 2 v., Cappelli, Bologna, 1985.
    • Roberto Lorenzetti, Strade di ferro e territori isolati. la questione ferroviaria in un'area dell'Italia Centrale (1846-1960), Milano, Franco Angeli, 1986.
  4. Repertori biografici: si è utilizzato il Dizionario biografico degli italiani, all'interno del quale si è avuto modo di reperire interessanti notizie relative ad alcuni degli estensori delle pubblicazioni oggetto della bibliografia. Molto utili sono state le appendici bibliografiche aggiunte alle voci biografiche.
  5. Bibliografie speciali: in assenza di bibliografie specialistiche aggiornate che riguardassero questo tema mi sono rivolto alle risorse elettroniche ricercando in rete eventuali repertori a carattere ferroviario. Grazie anche ai suggerimenti ottenuti all'interno delle Ferrovie dello Stato, presso gli uffici delle Relazioni Esterne che si occupano della redazione del periodico aziendale Linea Diretta, ho potuto utilizzare un repertorio on-line di storia ferroviaria: www.trenidicarta.it – Bibliografia ferroviaria Italiana. Tale repertorio, ben fatto e molto ricco, contiene 6.100 schede bibliografiche, ordinate per anno, dal 1824 ai giorni nostri. Inoltre offre la possibilità di effettuare ricerche per autori, per titolo e per parole chiave. Le schede descrivono le opere a stampa (monografie, articoli, estratti, ecc.) di autori italiani riguardanti le ferrovie italiane o straniere e di autori stranieri riguardanti le ferrovie italiane. La bibliografia è, inoltre, in costante aggiornamento mensile.


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