Abstract
Leggi l'abstract di questo saggio.

Fonti
Bibliografia, risorse on e off-line.

Download
Scarica il testo del saggio in formato PDF visualizzabile con Acrobat reader

 
Giancarlo Cerasoli
La patocenosi

Le leggi che regolano l'equilibrio tra le diverse patologie

Secondo quest'indirizzo lo storico che vuole studiare le malattie deve modificare il suo agire passando dalla fredda descrizione dei resti documentali degli antichi morbi alla “osservazione astronomica” di un cosmo popolato di molte entità patologiche. Egli deve studiare i movimenti di ciascuna malattia in maniera empirica, ipotizzando teorie sul loro movimento in base ai riscontri che, nel nostro caso, sono rappresentati dallo studio quantitativo della loro diffusione.

Dall'analisi della distribuzione delle frequenze degli stati patologici in una determinata popolazione ed epoca si può costatare come in ogni patocenosi siano presenti certi rapporti matematici caratteristici, da cui si possono ricavare modelli molto importanti per capire il passato e predire il futuro.

In ogni patocenosi esistono poche malattie molto frequenti e moltissime malattie rare. In analogia con la genetica le malattie più frequenti si possono considerare come “dominanti”, ossia maggiormente espresse clinicamente, vale a dire più gravi.

Esse causano una morbilità estremamente elevata e quindi comportano conseguenze sfavorevoli sulla situazione demografica e sulla qualità della vita del paziente (5). Esempi di queste patologie sono la malaria nel Mediterraneo nei tempi più antichi, la lebbra nel Medioevo e la tubercolosi in Europa nell'Ottocento (2). Le malattie rare si comportano come quelle geneticamente “recessive”. Hanno bisogno di determinati fattori facilitanti per provocare danni e restano latenti sino a quando nell'ambiente e nell'organismo del malato non si verificano le condizioni che favoriscono il loro insorgere. Di solito sono schermate dalle malattie dominanti, che ne impediscono l'espressione clinica. Le malattie dominanti e quelle recessive sono in equilibrio dinamico tra loro e la loro distribuzione di frequenza sembra corrispondere ad un'interferenza tra la serie logaritmica semplice e la serie logaritmica normale. Non esistono formule matematiche che semplifichino questa delicata armonia. Nella patocenosi tipica dei momenti d'equilibrio predomina l'andamento della frequenza di una patologia simile alla serie logaritmica normale, che esprime per tutti i fenomeni in progressione geometrica quello che la curva di Gauss rappresenta per i fenomeni in progressione aritmetica, presentando una media e degli estremi (4). Ma questa tendenza ha spesso delle eccezioni. Ad esempio lo scoppio di un'epidemia provoca una punta di frequenza di quella malattia che si situa al di fuori della sua curva “normale” ma, se la malattia diventa endemica, essa s'integrerà nella distribuzione normale. In questo modo il sovvertimento della curva di normalità è seguito dal suo riequilibrio. Se si considera, inoltre, che la fine di un'epidemia è dovuta in parte alla decimazione delle persone da essa colpite ed in parte all'aumento di frequenza di un gran numero di altre patologie che diventano spesso più letali, si comprende facilmente l'importanza di considerare quanto agisca sulla salute l'insieme delle malattie e non solamente l'entità epidemica analizzata.

Oltre alle malattie dominanti ed a quelle recessive si può tenere conto di quelle che hanno tra loro un'azione simbiotica, antagonista o indifferente, studiandone il reciproco mutare della prevalenza nel corso dei secoli in relazione alle situazioni ambientali (1). Diventerà chiaro in questo modo quanto complicato e vasto sia l'insieme delle variabili che regolano l'equilibrio tra i quadri morbosi. Come insegna lo studio delle malattie epidemiche, gli agenti patogeni hanno modo di manifestarsi solo in presenza di determinate situazioni ambientali e molte malattie interferiscono tra loro sia nel senso di favorirne lo sviluppo che, all'opposto, impedendone l'insorgenza.



   Pagina precedente         Inizio pagina         Pagina successiva