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Fabio
Grassi Orsini - Gerardo
Nicolosi Luci ed ombre della cyberpolitica: i governi on-line, il partito telematico
Conclusioni
Se la conquista dell'outer
space ha costituito una sfida caratterizzante del XX secolo,
Internet costituisce la nuova frontiera dei nostri tempi. Restano,
tuttavia, molti gli interrogativi per quanto riguarda in particolare
il campo dell'amministrazione e della politica . Allo stato attuale
tutte le opzioni rimangono aperte: la cyberpolitica potrà
essere dominata dai governi, dai gruppi forti (industriali, mediatici
e finanziari), dai partiti tradizionali o potrà aprire nuovi
spazi alle forze sociali ed alla partecipazione dei cittadini. Sulla
base delle esperienze sinora fatte siamo indotti a ritenere che
si debba fare una tara degli entusiasmi che avevano accompagnato
l'inizio di questa nuova rivoluzione tecnologica.
Nell'e-government – dove
i progressi sono più evidenti che in altri settori della
cyberpolitica – sembrano prevalere le spinte dall'alto (dei legislatori
pressati dagli interessi industriali piuttosto che delle burocrazie
che continuano ad opporre resistenze); si può, infatti, dire
che – salvo eccezioni – le applicazioni prevalenti dell'e-government
siano state nel campo del coordinamento burocratico interno, dell'e-procurement,
della certificazione, dell'introduzione di sistemi di pagamento
a distanza per aleggerire la pressione del pubblico allo sportello,
invece che nell'attivazione di sistemi di consultazione e di partecipazione
dei cittadini. Ciò vale a maggior ragione nel settore della
e-democracy, in cui non si è usciti da una fase sperimentale
su scala peraltro modesta. Per quanto riguarda l'uso politico del
web da parte dei partiti, pur rilevando i progressi compiuti sul
piano tecnico, per quanto riguarda la grafica, l'accessibilità,
la multimedialità, si deve, tuttavia, registrare che ci si
è serviti di queste nuove tecnologie soltanto a fini informativi,
propagandistici, per promuovere l'immagine e l'identità del
partito, limitatamente per il reclutamento ed il finanziamento.
In generale, i siti dei partiti sono ancora poco interattivi e raramente
si utilizzano dal punto di vista organizzativo e quasi mai per introdurre
sistemi di elezioni a distanza degli organi di partito. Non si può
disconoscere che Internet può costituire una nuova frontiera
anche nell'estensione delle aree di partecipazione politica, ma,
così come per l'e-government, è necessario
che si abbassino le soglie di resistenza riscontrabili nelle culture
di partito, in modo che la qualità dell'offerta possa corrispondere
alle enormi potenzialità dello strumento telematico. In conclusione,
nella cyberpolitica non è il cittadino ad essere il dominus
e difficilmente potrà esserlo dove le società civili
non sono molto vitali e l'associazionismo non è molto diffuso
e vivace.
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