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Gli effetti della comunicazione sul sistema politico e sulla società civile

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Fabio Grassi Orsini - Gerardo Nicolosi
Luci ed ombre della cyberpolitica: i governi on-line, il partito telematico

La crisi dei partiti tradizionali: il partito “telematico” può essere una soluzione?

Non si può disconoscere il fatto che la comunicazione politica abbia avuto grazie ad Internet un drammatico impulso. In un primo momento, sono sorti numerosi siti di gruppi privati indipendenti non profit dedicati all'informazione politica, tanto che questo mushroom growth ha reso necessariola creazione di portali specializzati. Alcuni di questi, di cui abbiamo dato un elenco in apertura, sono molto affidabili ed aggiornati con regolarità, altri piuttosto discontinui e con documentazione che non sempre è emanazione di fonti autorevoli e controllate.

E' inevitabile, tuttavia, che, visti i costi di aggiornamento, questi portali, avendo sempre più bisogno di pubblicità, finiscano per essere assorbiti da gruppi editoriali o di marketing. D'altra parte, sono proprio questi gruppi a fare la parte del leone dell'informazione politica: non a caso, i siti dei giornali (“The New York Times”, “The Times”, per l'Italia il “Corriere della Sera” e “La Repubblica”) e delle catene televisive (CNN) sono tra i più visitati. Lo share dei siti dei giornali in Europa è stimato all'11 % dei contatti. Inoltre, si deve considerare che anche i governi ed altri enti istituzionali (regioni, autorità locali, università, fondazioni) fanno informazione politica in proprio ed i loro siti hanno collegamenti con quelli dei partiti e dei movimenti. Si può dire che nel campo della comunicazione politica sia da tempo in atto un processo di normalizzazione ed i margini di operatività per i gruppi informali si stiano restringendo sempre di più, tanto che nel futuro è probabile che non resteranno che pochi residui spazi di nicchia per iniziative altamente specializzate.

Per quanto riguarda, invece, l'uso politico di Internet, sembra essere ormai sfatata l'illusione che molti analisti avevano nutrito al suo primo apparire nel cielo della comunicazione politica secondo cui l'era digitale avrebbe portato, da un parte, al superamento della democrazia rappresentativa e, dall'altra, al declino dei partiti tradizionali[61]. I più ottimisti tra i politologi avevano pronosticato che l'avvento della nuova tecnologia avrebbe favorito i partiti minori nei confronti di quelli più grandi (Rash, Corrado e Firestone) e, più recentemente altri autori hanno dimostrato che è in corso un processo di normalizzazione per il quale i grandi partiti hanno “outstrip” quelli più piccoli (Margolis e Resnick). In molti avevano pensato che Internet avrebbe permesso ad organizzazioni non tradizionali più creative ed aggressive, anche se dotate di meno mezzi e risorse, di competere ad armi pari sul mercato politico con soggetti forti come partiti, fondazioni politiche, lobbies, gruppi di azione sociale e, alla fine, di avere il sopravvento[62].

In un prima fase, si è assistito ad un proliferare di siti di movimenti e gruppi politici nuovi, che hanno giocato d'anticipo, ma sono oramai i partiti tradizionali a tenere il campo. E' difficile fare un inventario preciso dei partiti on-line: una mappatura dei siti web abbastanza accurata, nei limiti del possibile, al 30/11/2000 è stata fatta dal portale di informazione politica “Government on the WWW”, dal quale abbiamo tratto alcuni dei nostri dati[63]. Se ci si ferma al dato statistico, la “geografia del website” riproduce più o meno la situazione che abbiamo visto in riferimento ai siti istituzionali. Anche in questo settore, vi è una prevalenza dell'area Nord-Americana, dell' Oceania (Australia e nuova Zelanda) e dell'Europa Occidentale[64], mentre il digital divide segna una frattura Nord-Sud, con un ritardo più grave che riguarda in particolare l'Asia. A parte i problemi che incontra la Cina nel suo tentativo di modernizzazione senza concessioni alla democrazia ed il regime a partito unico, può colpire la situazione del Giappone, paese molto avanzato sul piano telematico e a sistema pluripartico, che si caratterizza per la modesta presenza dei partiti on-line (14 siti che corrispondono alle organizzazioni dei principali partiti senza links con organizzazioni periferiche) ed in un certo senso anche dell'India, che oltre essere abbastanza avanti rispetto ad altri sul terreno tecnologico, è un paese smisurato, in cui i partiti potrebbero avvantaggiarsi dei collegamenti Internet (28 siti rilevati di organizzazioni centrali. Solo il Bharatya Janata Party presenta qualche link con le sue organizzazioni periferiche). Può sorprendere sapere che, nonostante la drammatiche condizioni di molti paesi di quell'area, la situazione del “Continente Nero” non è tra le peggiori, tenuto conto che molti di essi sono ancora regimi a partito unico ed altri hanno appena iniziato la loro difficile transizione verso la democrazia. Un certo movimento si registra soprattutto nei Paesi a Sud del Sahara: in Sudafrica, 20 partiti hanno un web site attivo, cioè tutti i principali ed alcuni minori, anche se soltanto i siti dell'African National Congress, del New National Party, dell'Inkatha Freedom Party, del Democratic Party of South Africa e del Green Party presentano delle diramazioni periferiche; solo 3 sono i partiti nigeriani che hanno un web site; 5 quelli della Repubblica Democratica del Congo e 5 quelli dell'Etiopia, tanto per dare una dimensione quantitativa della presenza on-line dei maggiori paesi africani.

Gli Stati Uniti conservano ancora il loro primato dei partiti on-line, non solo per il numero, ma anche per la qualità di alcuni loro siti, tanto da poter essere considerati dei modelli. I siti dei partiti americani censiti a livello nazionale sono numerosi (74), nonostante a livello federale ed in particolare nelle elezioni presidenziali, i partiti tra cui si gioca il risultato siano due con il terzo incomodo rappresentato dal Reform Party, o al massimo quattro. Bisogna tener presente però che le candidature sono molto più numerose ed ovviamente alcuni partiti minori hanno rappresentanti nelle legislature statali ed a livello locale. Questa fioritura di web partitici è uno specchio della società politica americana, che malgrado presenti un sistema politico largamente bipartitico è molto più articolata del sistema dei partiti. Alcune di queste formazioni politiche rilevano la loro esistenza più dal folklore che dalla reale competizione politica e ne consegue che molti di questi siti abbiano un turn over molto rapido (nascano e chiudano con la stessa facilità); molti di essi non siano aggiornati, la loro stessa qualità lasci qualche volta a desiderare e siano scarsamente visitati. Al contrario, i siti dei partiti maggiori sono aggiornati regolarmente, considerando anche che negli Stati Uniti non vi è soluzione di continuità del processo elettorale. Tra questi siti, i migliori qualitativamente e visitati da un grande pubblico sono quelli del Partito Repubblicano e del Partito Democratico. Il sito del “G.O.P Republican National Party” è stato rinnovato dopo la vittoria di Bush, ha una grafica eccellente e “di effetto”, è di facile navigazione e con una sezione video. Il sito è interattivo, con collegamenti e-mail ed una sezione chat. Il sito è, inoltre, bilingue (inglese e spagnolo). Il sito repubblicano ha una sezione di news di carattere nazionale, una che riguarda il reclutamento (get involved), una per la raccolta dei fondi (donate), una sezione elettorale (vote) ed una per il marchindising (Gop store). Sotto la voce “Who we are” si danno notizie sulla storia del partito, sul simbolo, sull'inno, sullo statuto e i suoi aggiornamenti, sulla piattaforma e sull'organizzazione interna. Vi sono link con le divisioni interne del partito e, all'esterno, con i siti del partito a livello statale, con i governatori, i parlamentari repubblicani, la Casa Bianca, la First Lady e il vice Presidente.

Egualmente rinnovato dopo le elezioni presidenziali è il sito del “Democratic National Commitee”, che non differisce di molto da quello repubblicano. Il sito ha un collegamento e-mail e una sezione multimediale (con una “photo”e una “video gallery”). Ha, inoltre, una “news room”, una sezione riservata alle questioni all'ordine del giorno (on the issues), una sezione elettorale, una sezione dedicata al partito (about the DNC), con notizie sulla leadership, sull'organizzazione del partito, sulle sue attività, sulla piattaforma, lo statuto, il simbolo e la storia del partito. Vi è poi una sezione dedicata al reclutamento (get involved) con possibilità di iscriversi via e-mail ed una sezione relativa al finanziamento (contribute). Vi sono, infine, links con altri siti del partito .

Oltre i siti di partito vi sono quelli dei parlamentari (particolarmente ben fatto è quello di Hillary Clinton). Durante le elezioni, infatti, quasi tutti i candidati aprono dei siti web. Se la campagna presidenziale del 1996 vide un forte ricorso alla comunicazione via Internet, nelle passate consultazioni ci si è affidati prevalentemente ai media tradizionali. Fece eccezione la campagna per le primarie di J. MacCain, rivale di Al Gore per la candidatura democratica, che usò Internet per il suo “fund raising” e per il reclutamento di volontari, raccogliendo nelle prime settimane circa due milioni di dollari e arruolando quarantamila volontari. L'exploit di Mac Cain, tuttavia, non fu sufficiente per battere il vice presidente, fan dichiarato di Internet, il quale aveva fatto delle “autostrade informatiche” uno dei temi della sua campagna, anche se molto più determinanti risultarono essere i finanziamenti dei grandi gruppi finanziari e l'appoggio dei principali network editoriali. Accanto ai siti di partito, si deve poi tener conto della notevole e qualificata presenza di quelli di autorevoli fondazioni ed istituti che si riferiscono ad una precisa area politica, che pur non intervenendo direttamente nella campagna elettorale sono presenti nel dibattito politico e attivi nella elaborazione delle piattaforme. All'interno del continente una ragguardevole posizione, se si tien conto del rapporto popolazione siti e del suo sistema politico, la occupa il Canada (53 siti). Da segnalare in centro America è la situazione del Messico (44 siti) mentre complessivamente arretrata appare quella del Sud America (con l'eccezione di Argentina, Brasile e Cile).

Per quanto riguarda l'Europa, accanto ad aree forti come sono in genere i paesi Ue, vi sono aree molto deboli e molto differenziate al loro interno, come quelle dei Balcani e dell'Est Europeo. Nei Balcani si va dall'unico sito registrato in Albania, ai 17 e 11 rispettivamente della Croazia e della Slovenia, che sono paesi relativamente piccoli, ai 30 della Jugoslavia, molti dei quali nuovi e forse troppi, ma che rispecchiano la frammentazione politica e le divisioni etniche in questa difficile fase di transizione di quel che resta della Federazione. Nell'Est Europeo la situazione è altrettanto differenziata, ma il ritardo del World Web suscita non poche preoccupazioni se si pensa che nell'intera Federazione Russa solo 7 partiti sono registrati (due di questi appartengono al Partito Comunista della Federazione Russa ed al Partito Comunista Russo e gli altri ad i maggiori partiti democratici con sede a Mosca). In Bulgaria sono censiti solo due siti: quello del Partito Socialista e quello dell' “Unione Democratica”; in Moldavia nessun partito è on-line, mentre si presenta migliore la situazione nella Repubblica Ceca (16) , in Polonia (14) e in Romania (13).

In Europa occidentale la leadership è detenuta da Germania e Gran Bretagna. Per quanto riguarda la Germania, che ha il più alto numero di siti (60), occorre precisare che questo numero può trarre in inganno perché si riferisce solo ai siti delle organizzazioni centrali di tutti i partiti rappresentati in Parlmento (Partito Socialdemocratico, Cdu, Csu, Verdi, Partito Liberaldemocratico, PDS) e di altri partiti minori (come i Republikaner e l'NPD) ed ad una fungaia di minuscole organizzazioni che, all'ombra dei grandi partiti, formano il “sottobosco” del sistema politico tedesco; in realtà, si deve tenere conto del fatto che ognuno dei partiti maggiori ha una rete informatica veramente capillare, che collega il sito della sede centrale con il gruppo parlamentare, con le organizzazioni collaterali e con un reticolo molto capillare delle organizzazioni periferiche[65].

Anche la Gran Bretagna ha un ragguardevole numero di siti ufficiali di partito (56), di cui 3 riguardano i tre grandi partiti nazionali (Il British Labour Party, il Conservative Party, i Liberal-Democrats), 14 i partiti regionali e 39 i partiti minori. Questo affollamento di partiti sul Web è una spia di un'attività carsica di piccoli e minuscoli raggruppamenti che rimangono fuori dal sistema rappresentativo largamente dominato dai grandi partiti grazie al sistema maggioritario uninominale. A differenza della situazione tedesca, i partiti inglesi on-line non dispongono di una rete molto articolata con collegamenti con siti di organizzazione di partito. Il sito del Labour Party (www. labour.org.uk) ha collegamenti con i partiti laburisti regionali (Scottish Labour Party, Welsh Labour Party), con organizzazioni studentesche universitarie (Bath, York ed Edinburgo) e con poche sue federazioni (Bristol West, Grande Londra, Maidstone, Sheffield, South Dorset, Wythenshawe)[66]. Il sito, esistente dal 1994, è stato recentemente migliorato, ha una grafica accattivante, è abbastanza interattivo, con possibilità di accesso e-mail che permette di iscriversi e ricevere notizie sul Labour a casa; ha una sezione video, con aggiornamenti regolari, e una sezione (“our party”) che contiene informazioni sul partito, sui parlamentari, sui consiglieri comunali, sui sindacati, sulla presenza sui media, sulla storia del partito. Il sito ha, inoltre, uno “shop” per il marchindising e offre la possibilità di fare donazioni; c'è poi una sezione di informazioni (“latest news”), una sezione elettorale (“campaigns”) ed una sezione con la quale il simpatizzante può fare domande (“Questions?”). Il sito dei Conservatori, che sono stati gli ultimi a mettersi on-line ed era molto basico, ha recentemente migliorato l'aspetto con il quale si presenta, soprattutto dal punto di vista grafico, così come è migliorata la qualità dei suoi contenuti. Esso è strutturato in sei sezioni (news, speeches, campaigns, conferences, people, principles, policies, members, make a difference, privacy policy), ha una sezione video e permette collegamenti con i parlamentari. Il sito ha numerosi links ed è collegato con l'organizzazione giovanile, con tre unioni universitarie, con il Partito Conservatore Scozzese e con 12 associazioni locali. Il sito dei Liberaldemocratici è forse il migliore dei siti dei grandi partiti: è molto interattivo ed ha più informazioni, anche di carattere internazionale; ha un'ottima sezione di notizie, una sezione sul parlamento, una sui congressi, una che riguarda finanziamento e reclutamento ed una possibilità di comprare prodotti attraverso Amazon .

I partiti francesi sul Web censiti da “Government on WWW” sono una trentina: 7 appartengono ai partiti maggiori rappresentati in Parlamento (Ps, Rpr, Udf, Pcf, Prg, Verdi, Fronte Nazionale, Democrazia Liberale), i rimanenti a partiti minori extraparlamentari (partiti regionali, ecologisti, troskisti). I siti ufficiali dei partiti francesi presentano quasi tutti dei collegamenti con i gruppi parlamentari e le federazioni regionali. La distribuzione dei siti riproduce la centralizzazione del sistema dei partiti e del sistema politico francese, basato su grandi partiti e due grandi coalizioni, ma la presenza di tanti altri siti non riconducibili a quelli è una spia della frammentazione e delle forze politiche che rimangono fuori del sistema.

Tra i siti migliori è da considerare quello del RPR, strutturato su 7 sezioni, le principali sono: “actualité” (che comprende voci che riguardano i comunicati, l'agenda, le informazioni, gli incontri, l'attività di partito e i dossier); “nous connaitre” (riservata all'organizzazione del partito, ai valori e ai principi ispiratori, allo statuto, alla storia, agli eletti e ai dirigenti). Esiste poi una “biblioteca in linea”, con una bibliografia essenziale molto ben fatta e aggiornata su De Gaulle e la storia del movimento, ed una sezione che si intitola “Vie du mouvement”, che ha voci sulle campagne elettorali, sui programmi, sulla formazione, sui giovani, sul movimento femminile; infine, una sezione e dedicata ai links (“Nos Liens”), con una lista web delle organizzazioni di partito. Molto moderno ed interattivo è anche il sito dell'Udf, che ha collegamenti in video (una webcam in diretta con la sede del partito) e dà la possibilità agli iscritti al partito di collegarsi con una rete extranet. Il sito dell'Udf ha 7 sezioni di cui una interamente videoinformativa (Udf-tv); altre riguardano la vita di partito, con molta documentazione a disposizione e un'archivio, mentre altre guidano il simpatizzante o il semplice utente sulle modalità di connessione diretta con l'organizzazione del partito. Una tra le più interessanti, è la sezione intitolata “Forum”, che ha voci che comprendono “fori” di discussione. è da rilevare, tra i siti dei partiti francesi che danno la possibilità di consultazione della propria documentazione, quello del del PCF, che ha messo in linea i suoi archivi. Anche il sito del PSF è interattivo, permette di iscriversi da casa e ha una sezione di informazioni ricchissima di notizie, una sezione dedicata al partito (“Découvrez le PS”, con voci sull'identità del Psf, le dichiarazioni di principio, il funzionamento del partito e la sua organizzazione interna, la storia del partito e i congressi). Un'altra sezione (“Annuaire Psf” dà notizie sulla dirigenza, sui parlamentari i ministri e le federazioni).

Per quanto riguarda l'Italia, rinvio all'indagine sperimentale di G. Nicolosi che si pubblica qui di seguito, che tiene conto anche di alcune interessanti ricerche compiute recentemente. [67] Senza voler anticipare le sue conclusioni, bisogna considerare che i partiti italiani sono dei “latecomer” sul World Web e che i loro siti spesso presentano una scarsa propensione all'interazione, tanto da poter essere considerati come delle semplice vetrine propagandistiche.

La rilevazione dei siti di partiti e movimenti politici italiani è stata effettuata grazie alla consultazione dei portali specializzati già indicati in apertura, in particolare quello di “Politicalresources on the net” e “Government on the WWW”, e di altri siti di informazione politica quali il già citato “Polix”, “Politica Online", “Pericles”, “La nuova politica di Internet”, “Politica attiva”, “La buvette[68]. L'indagine è finalizzata ad offrire alcune risposte non solo circa lo stato di avanzamento tecnico delle pagine web, ma anche riguardo le modalità della loro utilizzazione. Considerando, infatti, che tra gli addetti ai lavori, analisti politici, esperti in comunicazione sembra essere ormai consolidata l'idea che l'adozione del linguaggio informatico da parte degli attori della politica in Italia non abbia contribuito ad aumentare lo spazio di partecipazione nella vita degli stessi partiti e che, da un'altra parte, essa non sia stata seguita da un aumento qualitativo dell' “offerta” [69], questa indagine punta a mettere in evidenza quali aspetti della vita associativa vengono privilegiati e quali invece sono lasciati nell'ombra nel tentativo di stabilire un rapporto di comunicazione a distanza. Al fine di verificare la qualità e la diversificazione dell'offerta, oltre, appunto, agli aspetti puramente tecnici, sono stati rilevati dei dati relativi all'organizzazione dei partiti, per poterne constatare la reale disponibilità a soddisfare l'esigenza di informazione dell'utenza, e ciò riguardo all'elemento statutario, ai programmi, al personale politico, all'attività degli organi interni e, quando esiste, all'attività parlamentare, alla diffusione sul territorio, al collegamento con eventuali movimenti collaterali al partito e alla possibilità di aderire direttamente on-line all'organizzazione. Allo stesso modo, si è ritenuto di dover verificare se i partiti sono disposti ad immettere nei canali della comunicazione telematica alcuni aspetti riguardanti il finanziamento, se, cioè, pubblicano i loro bilanci on-line, se ricorrono a forme di contribuzione tramite la rete e se sfruttano le risorse del merchandising, attraverso attività promozionali per la raccolta di fondi. In linea con l'esigenza di tentare di dare una misura del grado di interattività, sono stati presi poi in considerazione quelli che sono ritenuti gli indicatori simbolo di tale aspetto della comunicazione: i web site dei partiti sono stati cioè testati in relazione alla presenza di spazi di discussione (forum); di mailing list; di chat line o di semplice indirizzo di posta elettronica. Nella tabella che raccoglie questo tipo di dati, una voce riguarda la possibilità di partecipare on-line all'elezione di organi interni, uno dei requisiti di maggior rilevanza per poter parlare di “partito telematico”. Un'altra tabella riguarda invece gli aspetti relativi all'identità del partito e alla cultura, quali il simbolo, l'inno, i cenni storici, l'offerta on-line di tematiche di interesse generale o di attualità: in questo caso, non si cerca soltanto di misurare ulteriormente la disponibilità alla “informazione”, in senso lato (una voce “archivio” riguarda la disponibilità alla conservazione in rete della documentazione di organi interni, atti congressuali, documenti politici, materiale audio/video e altro tipo di documentazione), ma anche di vedere se e come il web viene utilizzato in proporzione al grado di attaccamento alle radici culturali o ideologiche e alla propensione alla propaganda politica di ciascun partito o movimento, e ciò anche attraverso il ricorso a semplici accorgimenti tecnici quali, ad esempio, il download del simbolo, dell'inno, dei manifesti, di screensavers “personalizzati” o altro.

Così come risulta dalla tabella 1 riportata in appendice[70], riguardo agli aspetti organizzativi i risultati dell'indagine presentano una chiara ambivalenza: da una parte, infatti, si può dire che la maggior parte delle pagine web visitate soddisfano l'esigenza di informazione dell'utenza, ma man mano che si cerca di penetrare nella vita interna del partito, la quantità e la qualità delle informazioni diminuisce. Quasi tutte le pagine web interrogate, infatti, contengono una sezione dedicata allo statuto dell'organizzazione, nella maggioranza dei casi provvista anche di download, o, come nel caso dei Democratici per l'Ulivo e della Lista Di Pietro, ai manifesti costituenti o ai comunicati organizzativi, che in sostanza ne fanno le veci. Molta attenzione è dedicata alla diffusione dei programmi dell'associazione, mentre tra i partiti che scelgono di dare informazioni sul proprio personale politico si riscontrano delle differenze. Nella maggioranza dei casi, infatti, è possibile avere unicamente una lista di composizione degli organi dirigenti, con poche possibilità di trovare ulteriori notizie. La pagina web dei DS, ad esempio, riserva ampio spazio al segretario, e dalle liste nominative di composizione degli organi si può risalire alle biografie dei dirigenti, anche se ciò è possibile non in tutti i casi, con un criterio di scelta di cui non è stato possibile comprendere la logica. Anche il sito di Forza Italia ha un'ampia sezione dedicata al presidente, ma dà poche informazioni sui componenti degli organi di partito, anche se presenta la peculiarità di avere più links alle pagine web dei maggiori esponenti. Buono, sotto questo aspetto, è anche il sito della Lega Nord. Diversificato è anche il modo in cui i partiti scelgono di mettere al corrente della loro attività parlamentare: alcuni, infatti, ritagliano uno spazio interno al proprio sito per il rendiconto dell'attività dei loro deputati e senatori, in altri casi, il gruppo parlamentare ha un proprio sito “indipendente”, mentre in altri, esiste un link con le pagine web di Camera e Senato, che da tempo hanno attivato questo servizio a disposizione di ogni gruppo parlamentare. Per Forza Italia, ad esempio, esiste un link al sito del gruppo parlamentare al Senato che offre un'esauriente panoramica dei lavori svolti, mentre è carente l'informazione riguardo ai lavori della Camera, rispetto ai quali il sito ufficiale del partito offre soltanto una rendicontazione sommaria. Il sito di AN offre la possibilità di richiedere documentazione edita del gruppo parlamentare alla Camera, mentre per l'attività al Senato è stato fatto ricorso ad un collegamento con il sito istituzionale. Decisamente alto è il livello di informazione fornito dal sito del gruppo parlamentare dei DS, collegato a quello ufficiale del partito. La stessa soluzione è stata adottata dai Verdi e da Rifondazione Comunista, mentre tra i siti che hanno un loro spazio interno, è da segnalare quello del CCD, molto utile e “leggibile” per una ricostruzione dettagliata dell'attività parlamentare, e quello dei Socialisti Democratici Italiani. CDU e Rinnovamento mettono a disposizione delle schede personali di deputati e senatori dai quali è possibile trarre delle informazioni sull'attività svolta. Il sito della Lista Di Pietro, che ha in pratica assorbito quello dell'Italia dei Valori, si limita ad informare sulla sola attività del leader. Tra i partiti “regionali”, l'Union Valdotaine presenta un link con la scheda personale dell'unico senatore che aderisce al gruppo misto, mentre il Partito Autonomista Trentino Tirolese, che abbiamo deciso di “testare” e che non ha attività parlamentare, offre un buon resoconto dei lavori svolti in sede regionale. Quasi tutti i siti poi presentano nella loro pagina una sezione dedicata alle ramificazioni periferiche, per soddisfare le esigenze di contatto e di reperibilità dei referenti locali, e ai movimenti collaterali.

Meno soddisfacenti, dal punto di vista della possibilità di vivere “a distanza” la vita interna del partito, sono le informazioni che riguardano l'attività degli organi dirigenziali. Carenti, sotto questo aspetto, sono i siti di Forza Italia, della Lega Nord, del CCD, del CDU, del PRI, di Rinnovamento, che si limitano ad un'informazione parziale, cioè che riguarda soltanto alcuni livelli dell'organizzazione, sporadica o addirittura nulla. In alcuni casi, l'informazione è limitata alle risoluzioni congressuali, come per i Socialisti Democratici e il nuovo PSI. Più ricchi di documentazione “interna” sono i siti di AN, dei DS, di Rifondazione Comunista, del PdCI, dei Verdi e dei Democratici per l'Ulivo, anche se nel complesso non si può dire che i siti dei partiti svolgano in questo senso un'esauriente attività di informazione. Allo stesso modo, sui 34 siti analizzati, soltanto 13 offrono la possibilità di adesione o di tesseramento on-line all'organizzazione [71], mentre altri si limitano, alla voce “tesseramento” o “adesione”, a fornire le indicazioni per l'esecuzione in maniera tradizionale. Da notare che tra i partiti maggiori, e tra quelli che hanno pagine web più articolate, i DS non hanno attivato tale servizio.

Un discorso a parte va fatto per la pagina web dei Radicali, tra i più attivi nella creazione di un “partito telematico” aperto alla partecipazione a distanza di tutti coloro che intendono seguire la sua vita associativa. Riguardo gli aspetti organizzativi, chi ha provveduto all'iscrizione on-line, ha la possibilità di seguire, per esempio, l'attività di elaborazione statutaria, così come ha potuto partecipare all'elezione di 25 membri del coordinamento del partito, elezioni svoltesi dall'1 al 6 dicembre 2000 e a cui hanno partecipato più di 10 mila votanti, le cui modalità ed esiti hanno avuto una certa risonanza sugli organi di stampa. Tutto da provare, tuttavia, è il reale peso che l'assemblearismo telematico può avere poi nelle scelte politiche degli organi dirigenti, nella tattica delle alleanze e nell'elaborazione programmatica, aspetti che, in questa sede, non affrontiamo.

Come risulta dalla tabella 2, riguardo al finanziamento il numero delle risposte positive si riduce ulteriormente: sui 35 siti oggetto dell'indagine, soltanto 3 hanno uno spazio in cui viene pubblicato il bilancio, quello dei Democratici per l'Ulivo (alla voce “budget”), quello dei Radicali e quello di Rifondazione Comunista, che si segnala per l'ampia documentazione che mette a disposizione la tesoreria nazionale, compreso legislazione, istruzioni e modulistica per gli organismi periferici alle prese con i propri rendiconti finanziari annuali. Leggermente superiore è il numero dei siti che danno la possibilità all'utenza di contribuire on-line alle casse dell'organizzazione: Forza Italia, AN, CCD, Radicali, Partito Democratico Cristiano e Cristiano Sociali hanno attivato tale servizio, mentre nella maggioranza dei casi vengono pubblicate soltanto le coordinate bancarie per i versamenti “tradizionali”. Sempre in materia di finanziamento, 4 partiti hanno deciso di ricorrere alle risorse del merchandising, nella maggior parte dei casi attraverso la vendita di gadgets “di partito”, che può avvenire on-line o con metodi tradizionali: particolarmente ricca è la pagina di AN, seguita da Democratici per l'Ulivo e CCD. Di tipo diverso è l'offerta dei Radicali, che hanno attivato un link con un e-store grazie al quale è possibile acquistare pubblicazioni di storia e cultura “radicale”, ma anche altri articoli quali Cd musicali, videogiochi, DVD e telefoni cellulari.

Anche sulla possibilità di interagire, di entrare in comunicazione diretta con il partito, i risultati dell'indagine non sono, nel loro complesso, soddisfacenti. Le pagine web delle organizzazioni politiche, come risulta della tabella 3, presentano tutte, infatti, la possibilità di entrare in contatto con l'organizzazione tramite e-mail, ma poche, per esempio, offrono uno spazio reale di partecipazione ai propri utenti. Tuttavia, qualche dubbio sorge anche circa l'efficienza e la funzionalità della posta elettronica: durante una ricerca condotta nel 1999, R. Bartali ha inviato un questionario per ottenere informazioni sugli aspetti tecnici e organizzativi delle pagine web dei partiti, con il risultato che “su quarantadue organizzazioni contattate solo cinque hanno risposto, nessuna delle quali di una certa grandezza” [72].

In linea con quanto detto sopra circa gli aspetti organizzativi, una posizione d'avanguardia in questo senso ha il sito dei Radicali, che non solo hanno dato la possibilità di eleggere “a distanza” parte degli organismi dirigenti, ma hanno un'attivissimo spazio di discussione (forum) e una mailing list grazie alla quale l'utente viene informato via e-mail sulle più recenti iniziative di partito, sulle novità del sito o su notizie di altro genere. Occore precisare poi che il numero delle risposte positive nella colonna “forum” e “mailing list” può trarre in inganno: spesso e volentieri, infatti, gli spazi concessi all'utenza prevedono dei filtri che pregiudicano la piena libertà di espressione. In altri casi, lo spazio viene riservato su specifiche aree tematiche, come per il sito dei Democratici per l'Ulivo, oppure viene concessa la possibilità di inviare i propri messaggi ai quali, però, non segue alcuna risposta. Quello che sembra essere il problema maggiore, tuttavia, è che l'interattività è spesso pregiudicata dalla mancanza di aggiornamenti, per cui può capitare di imbattersi in problemi vecchi di mesi. Tra i partiti maggiori, il sito di An prevede al suo interno un “forum” tematico, una “mailing list” e una chat-line di prossima attivazione, ma ogni tentativo di accesso allo spazio di discussione nel periodo in cui abbiano rilevato i nostri dati è andato fallito.[73] Anche il sito dei DS prevede dei forum tematici e una mailing list, anche se visibilmente sottoposti ad un rigido “filtro”. Durante il periodo di indagine i forum vertevano su: “il partito”; “spazi giovanili”; “sicurezza”; “formazione”; “donneuropa”; “per una carta della solidarietà globale”; “progetto 2000” e “Africa: forum sul viaggio di Veltroni”, quest'ultimo con dei messaggi che risalivano circa ad un anno fa. Il resto dei forum è risultato, invece, aggiornato al giorno precedente, ma per avere un'idea della rigidità del filtro basti pensare che su 117 messaggi registrati il 14 maggio del 2001, cioè il giorno successivo alle consultazioni elettorali, ben 76 non sono stati pubblicati.[74] è recente, comunque, l'apertura di uno spazio del sito denominato “sezione on-line”, alla quale si può aderire tramite iscrizione elettronica e partecipare a discussioni di natura politica. Ugualmente “filtrato” è lo spazio di discussione offerto dal sito di Forza Italia, così come il “muro” virtuale sul quale poter apporre dei messaggi, mentre con l'iscrizione alla mailing list è possibile essere informati sulla vita del partito o sulle principali iniziative politiche. Tra i partiti minori è il sito del CCD a dover essere segnalato per una maggiore propensione all'interattività, avendo sia un forum, che durante il periodo di rilevazione è risultato aggiornato al giorno precedente, che una mailing list, mentre la Lega Nord ha attivato uno spazio “Dillo alla Lega” grazie al quale poter far conoscere le proprie opinioni, che però non vengono pubblicate. Sembra poi proiettarsi nell'interattività, almeno nelle intenzioni, il sito del Nuovo PSI, che affida agli spazi di discussione una posizione centrale della propria pagina web, mentre il forum dello SDI non è risultato attivo durante la nostra indagine.[75] Il dato più rilevante, tuttavia, è che nella colonna relativa alla possibilità di elezione on-line di organi interni al partito, la sola voce positiva è quella che riguarda il sito dei Radicali.

Sembra comunque che tra i partiti maggiori, le pagine web vengano soprattutto utilizzate per uso propagandistico, principalmente per la diffusione della propria immagine e anche del proprio background storico. Le prime voci della tabella 4, infatti, raccolgono i dati relativi alla possibilità di download del simbolo del partito e dell'inno: particolarmente attento a questi aspetti è, per esempio, il sito di AN, che ha dedicato al settore “propaganda” una pagina indipendente “linkata” con quella ufficiale del partito,[76] che dispone di un archivio manifesti, di simboli e di un fornitissimo gadget store. Anche il sito di Forza Italia è molto attivo in questo senso e più propenso a fornire soprattutto gadgets elettronici, tra i quali l'inno del partito in svariate versioni. Il sito dei DS dedica al simbolo un apposito spazio che include anche la sua “storia” e presenta un ricco archivio di manifesti del PCI, raccolti per aree tematiche e anche in questo caso sottoposti a selezione. Molto attenti alla diffusione della loro immagine sono anche i Democratici per l'Ulivo, il CCD, i Popolari, i Socialisti Democratici, i Comunisti Italiani e Rifondazione Comunista. Tra i più disponibili a fornire informazioni riguardo la storia del partito, sono i siti di AN, grazie al quale è possibile ricostruire il percorso del partito a partire dal congresso di Fiuggi, Forza Italia, CCD, CDU, Federazione dei Verdi, PRI, Comunisti Italiani, Federazione dei Liberali, Union Valdotaine e Partito Autonomista Trentino Tirolese. Per quanto molte volte i cenni storici si limitino ad una semplice scheda riassuntiva delle tappe più significative del partito o del movimento, non mancano i casi da segnalare per la qualità dell'informazione: il sito del PRI, che nel suo complesso equivale a poco più che a un atto di semplice presenza, ha una pagina in cui la storia del partito è ricostruita sin dalle sue origini mazziniane, con una cronologia dei congressi che include anche il Patto di Fratellanza del 1871. Di qualità è anche la sezione storica del sito del Nuovo PSI, che ha messo in rete un repertorio di tessere del partito socialista dal 1905 fino al suo scioglimento, così come sono utili i cenni storici messi in rete dal PPI, con un elenco dei segretari politici della DC che parte dal 1943 e un buon archivio multimediale. In qualche caso, le pagine web dei partiti rimandano a supporti “esterni”, come nel caso dei Radicali, che hanno realizzato un buon “Archivio radicale” su CD-Rom e la Lega Nord, che reclamizza un CD-Rom sulla storia del movimento. La seconda sezione della tabella è destinata invece a verificare l'impegno dei siti nell'affrontare in profondità specifiche tematiche da sottoporre poi all'attenzione dell'utenza, la disponibilità a fornire notizie di attualità e a proporre temi e riflessioni sulla cultura o la storia politica. Per quanto riguarda la voce “aree tematiche”, si può dire che tutti i siti dei partiti maggiori hanno al loro interno uno spazio dedicato ad esse e diversamente articolato a seconda, appunto, della specifica caratterizzazione del partito. Tra i più attivi, in questo senso, si segnalano quello dei DS e di Forza Italia. La Lega Nord è particolarmente impegnata nella trattazione di problemi di amministrazione locale: riceve contributi da parte degli utenti e fornisce delucidazioni in materia di legislazione amministrativa, anche se la sezione, denominata “Filo Diretto”, non è risultata adeguatamente aggiornata (dicembre 2000). Nel sito dei Socialisti Democratici è possibile trovare delle riflessioni su problemi di carattere internazionale e di politica estera, anche se sono veramente pochi i contributi proposti, mentre il sito della Federazione dei Verdi affronta in profondità tematiche “ambientali”. Le pagine web dei partiti sono invece meno disposte a fornire notizie di attualità: nella maggioranza dei casi, infatti, si tratta esclusivamente di attualità politica, mentre in altri i siti offrono la possibilità di visionare le agenzie Ansa o Adn-Kronos. Forza Italia risolve il problema con una serie di links raccolti nella sezione “Informazione politica”, che rimanda alla stampa italiana, agenzie, quotidiani web, stampa europea e stampa internazionale. Tra quelli che privilegiano le news di carattere politico si segnalano il sito di AN, dei Democratici per l'Ulivo, dei Popolari, dei Comunisti Italiani, di Rifondazione Comunista. Più “aperto” a notizie di carattere generale sembra essere il sito dei DS, così come quello del CCD e dei Radicali. Interessante la sezione del sito del Nuovo PSI denominata “E-Zine”, un magazine elettronico generalista di taglio satirico. Sono ancora meno soddisfacenti i contributi che i partiti offrono on-line per l'approfondimento della storia o del pensiero politico, soprattutto se paragonati ad alcune pagine web di paesi esteri, come il già citato RPR francese che mette in rete, per esempio, una ricca e aggiornata bibliografia sul gollismo. Premettendo che ogni sito privilegia, ovviamente, contributi o letteratura “di area”, si segnala qui la sezione “cultura politica” del sito di Forza Italia per i links a riviste, associazioni culturali e case editrici specializzate. Il sito di AN ha un proprio spazio di cultura politica con il contributo di Domenico Fisichella, mentre risulta visibilmente povera la sezione “libri” del sito dei DS, anche se non mancano dei links che permettono poi di navigare tra siti “ad hoc”[77]. Impegnati in questo senso, comunque, anche i siti dei Socialisti Democratici, che rimanda a “Mondoperaio”, sia alla rivista che alle edizioni, e all' “Avanti!”, della Lega Nord, che ha uno spazio denominato “Biblioteca padana”, del PRI, che, se pur povero di voci, ha uno spazio conferenze, e del Nuovo PSI.

La tabella 5, infine, raccoglie i dati relativi agli aspetti tecnici, che commenteremo in linea generale e ai quali rimandiamo, invece, per una verifica dettagliata. Considerando che uno dei maggiori problemi riscontrabili in qualsiasi percorso di navigazione telematica è la velocità con la quale si riesce a ricevere informazioni, non è detto che ad una maggiore varietà di effetti grafici o sonori delle pagine web corrisponda appunto una maggiore consultabilità dei dati. Spesso, sono proprio tali accorgimenti di natura prevalentemente “estetica” a pregiudicare un rapido accesso alla home page ed alle varie sezioni del sito, e ciò anche in considerazione del fatto che non tutti dispongono di PC sufficientemente potenti o di collegamenti adatti ad una navigazione più veloce. Dalla nostra indagine, che comunque è stata effettuata in un periodo in cui presumibilmente i partiti hanno provveduto ad un make-up delle loro pagine web in vista delle consultazioni elettorali del 13 maggio, risultano sufficientemente promossi sotto questo aspetto tutti i siti dei partiti maggiori, DS, Forza Italia, Democratici per l'Ulivo, con la sola eccezione del sito di AN, che, probabilmente per la presenza di alcune sezioni “in costruzione”, non ha risposto con rapidità ad alcune nostre interrogazioni. Tra gli altri, il sito del CCD, pur non avendo un motore di ricerca interno, si presenta agevolmente consultabile, così come quello del CDU e della Lega Nord, poveri dal punto di vista degli accorgimenti tecnici, ma comunque facilmente leggibili. La presenza di numerosissimi banners, rallenta, invece, il caricamento delle pagine del sito dei Popolari, che pure si segnala per la varietà delle informazioni. Tra i siti che privilegiano il dato “a effetto”, si segnala quello di Democrazia Europea, sia per la grafica che per il sonoro, ma che si riduce nel suo complesso a poco più di uno spot elettorale. Al contrario, alla sobrietà grafica del sito dei Radicali corrisponde un buon livello sia per i contenuti che per il servizio all'utenza. In qualche caso, povertà di contenuti e scarso appeal grafico vanno di pari passo, come nel caso del sito di Rinnovamento Italiano e del PRI, a parte la già citata pagina “storica”. Come detto sopra, il fatto che il periodo di indagine sia coinciso con un'importante scadenza elettorale, ha fatto si poi che la maggioranza delle pagine web consultate risultasse adeguatamente aggiornata, con una maggiore frequenza riscontrabile ancora tra quelle dei partiti maggiori. Segnaliamo poi che durante tale periodo il sito dei Socialisti Democratici Italiani ha cambiato aspetto, passando da una configurazione più ricca di effetti grafici “avanzati” e sonori, ad un'altra molto più statica, rimanendo uguale, comunque, sia la qualità che la quantità dei contenuti proposti, il che comunque fa riflettere sull'estrema variabilità dei dati a nostra disposizione. L'indagine, comunque, ha confermato in sostanza l'idea che i partiti politici in rete siano molto più preoccupati di assicurarsi una presenza, piuttosto che di aumentare il livello della comunicazione con l'utenza. Così come risulta dai risultati sugli aspetti più legati alla propaganda, i siti dei partiti politici tendono ad utilizzare la rete come canale supplementare per la diffusione della propria immagine, che già comunque dà un'idea di come la “rete” possa essere una nuova risorsa della comunicazione, mentre rimane ancora in ombra la volontà di aumentare lo spazio di partecipazione all'elaborazione politica e alla vita di partito in genere. Dal punto di vista del tipo di utenza, si può dire che risulta più avvantaggiato chi si avvicina ai partiti e ai movimenti politici attraverso Internet ai fini del reperimento di informazioni, per lo studio della loro organizzazione o per avvicinarsi alla loro storia, con dei vantaggi chiaramente limitati e proporzionali alla quantità e alla qualità di documentazione che abbiamo tentato di individuare, che non è sempre esauriente, e ponendo comunque lo studioso di fronte ad una serie di nuovi problemi “metodologici”, ma in ogni caso quasi nell’impossibilità di prescindere da tale strumento. Meno fortunati sono coloro che si avvicinano alla home page del partito per affiliazione o appartenenza, che nel tentativo di stabilire un rapporto a distanza con esso, di far sentire la propria voce, di assenso e ancor più di dissenso, non possono che accontentarsi, nella maggioranza dei casi, di qualche news politica, della possibilità di download del simbolo da impostare sul desktop del proprio PC o di leggere i commenti sui risultati elettorali, il che è già qualcosa, ma che al momento è più agevole fare, e forse economicamente più conveniente, recandosi all’edicola più vicina o con un semplice click del telecomando TV.



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